Si è tenuta giovedì 02 ottobre 2025 la Riunione al Caminetto aperta a familiari ed ospiti del Rotary Siena, dedicata al tema della “Memoria sismica senese: un nuovo centro di documentazione permanente”.
La relatrice, la Dott.ssa Viviana Castelli, sismologa storica e ricercatrice presso l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) – Sezione di Bologna, ha offerto un contributo di grande competenza e preparazione, guidando i presenti in un percorso che ha unito storia, psicologia, e scienza per affrontare il tema della consapevolezza del rischio sismico.
La presentazione della Dott.ssa Castelli ha affrontato il delicato rapporto tra l’uomo e il terremoto, partendo dalla riflessione sul concetto di “rimozione” degli eventi catastrofici.
La Dott.ssa Castelli ha introdotto la riflessione partendo dall’assunto che i terremoti tendono a essere dimenticati. Ha citato S. Grassi Fiorentino (1984), definendo la rimozione come un processo collettivo che allontana dalla coscienza non tanto l’evento fisico, ma l'”insopportabile angoscia” che esso procura. Questo meccanismo, pur consentendo la ricostruzione e il ritorno alla normalità, porta a una bassa percezione del rischio sismico in comunità che, come L’Aquila nel 2009, avevano una lunga storia di eventi sismici.
Contrariamente all’idea della dimenticanza, la Dott.ssa ha illustrato come la cultura tradizionale mostri in realtà una spiccata tendenza a ricordare gli eventi drammatici che hanno segnato il territorio. Ne sono esempio i “rituali sismici collettivi” documentati in diverse città italiane (come la processione in memoria del terremoto di Livorno del 1742 o il suono delle campane a Serrasanquirico). Questi rituali sono il modo autonomo in cui una comunità preserva una consapevolezza collettiva dei rischi.
La relatrice ha messo in luce l’importanza della storia sismologica di Siena, citando figure fondamentali come Padre Vittorio Benucci (1924-2006). Benucci è stato l’ultimo esponente di una lunga tradizione di raccolta di dati strumentali (dal 1848 circa) e macrosismici (dal 1798) sui terremoti senesi, un patrimonio essenziale per la conoscenza del rischio. La sequenza di scosse degli ultimi anni ha ribadito la necessità di riscoprire questa parte importante del patrimonio cittadino.
Il fulcro dell’intervento è stato l’annuncio della costituzione del Centro di documentazione permanente sulla memoria sismica senese, un’iniziativa nata anche grazie al lavoro del Comitato per la memoria sismica senese, di cui la Dott.ssa Castelli è parte.
L’intervento della Dott.ssa Castelli è stato un esempio di come l’analisi scientifica rigorosa (la relatrice ha presentato dati dall’INGV e cataloghi storici) possa intersecarsi con l’approccio umanistico per affrontare un tema di sicurezza civica. Ha sottolineato come la moderna cultura dei mass media tenda a farci dimenticare le notizie velocemente, mentre la riscoperta della memoria storica, attraverso l’istituzione del Centro, rappresenta la strada per rafforzare la consapevolezza e l’educazione al rischio sismico.
La Dott.ssa Castelli ha ribadito con chiarezza che solo attraverso la conoscenza e la partecipazione attiva è possibile rendere Siena una città sempre più sicura. La sua preparazione e la sua capacità di rendere accessibili concetti complessi hanno reso la serata non solo informativa, ma un vero e proprio stimolo alla riflessione sul ruolo della memoria nella prevenzione dei rischi.



