{"id":21,"date":"2023-08-17T14:31:40","date_gmt":"2023-08-17T14:31:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rotarysiena.org\/new\/?page_id=21"},"modified":"2023-09-04T08:53:16","modified_gmt":"2023-09-04T08:53:16","slug":"storia","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.rotarysiena.org\/?page_id=21","title":{"rendered":"Storia"},"content":{"rendered":"\n<h1 class=\"wp-block-heading\">Storia<\/h1>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201c<em>Tirate a destra, tirate a sinistra, tirate al di sopra; ma non uno dei vostri proiettili cada su Siena, altrimenti sarete fucilati!<\/em>\u201d. E\u2019 la mattina del 3 luglio 1944. Sembra che con questi ordini semiseri, ma perentori, rivolti ai soldati della propria artiglieria, il generale Monsarnbert, primo comandante alleato ad entrare in Siena dopo la fuga dei tedeschi, abbia risparmiato alla nostra citt\u00e0 le distruzioni della guerra. Fu comunque grave il tributo di sangue pagato alla sua liberazione ed a quella del territorio: un tributo che, dopo la bufera bellica, rese difficile la pacificazione e una faticosa ricostruzione.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignright\"><a href=\"http:\/\/www.rotarysiena.org\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Pergamena-Soci-Fondatori.png\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rotarysiena.org\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Pergamena-Soci-Fondatori-217x300.png\" alt=\"pergamena\" title=\"Pergamena dei Soci Fondatori del Rotary Club Siena, \u00a010 Agosto 1950\"\/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Agli inizi degli anni \u201950, tuttavia, Siena e la sua provincia, politicamente tra le pi\u00f9 avanzate d\u2019Italia, sono ormai pienamente partecipi della nuova vita democratica del paese. Tutta la provincia sta attraversando \u2014 come, e forse pi\u00f9, del resto della societ\u00e0 italiana \u2014 le fasi di passaggio da una civilt\u00e0 ancora in prevalenza di tipo artigiano e agrario ad una civilt\u00e0 di tipo industriale, ma \u00e8 ancora notevole l\u2019apporto all\u2019economia dell\u2019area senese delle attivit\u00e0 agricole e zootecniche, a cui si dedicata una parte estesa del territorio. Rimane elevate, anche in proporzione alle altre attivit\u00e0, il numero degli addetti ai lavori della terra, ma le grandi illuminate amministrazioni agricole, che avevano portato avanti la politica agraria del territorio, stanno ormai perdendo lo strumento della mezzadria che le aveva caratterizzate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per contro, non senza fatica, le imprese stanne muovendo i primi passi per la trasformazione da artigianali ad industriali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Negli anni \u201950, oltre alle forme tradizionali dell\u2019industria alimentare e di prodotti farmaceutici, si affermano realt\u00e0 industriali nuove. Alcune localit\u00e0 della provincia, come Poggibonsi e Colle, crescono rapidamente, e diventano, in breve volgere di anni, attivissimi centri di piccole e medie industrie, soprattutto meccaniche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche il Monte dei Paschi, costituito gi\u00e0 prima della guerra in istituto di credito pubblico, accresce considerevolmente il numero delle sue filiali. Buona parte dei suoi utili di bilancio sono assegnati ad opere di pubblica utilit\u00e0, favorendo in particolare la citt\u00e0 e le sue istituzioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le vie di comunicazione del senese sono (e le saranno ancora per molto) quelle del periodo leopoldino; e Siena resta \u201coasi dello spirito\u201d, citt\u00e0 di raccoglimento e di pace, lontana dal ritmo febbrile dei grandi centri urbani. L\u2019immagine di Siena che continua ad essere diffusa e trasmessa ai primi turisti del dopoguerra \u00e8 quella di una citt\u00e0\u2014monumento da contemplare deve si celebra una grande festa in costume: il Palio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 per\u00f2 chi comincia a rifiutare il destino di vivere in una citt\u00e0 imbalsamata, in una tipica citt\u00e0\u2014museo. Proprie perch\u00e9 essa ha conservato intatta la sua misura urbanistica (si comincia a parlare di nuovo piano regolatore nel 1953), proprio perch\u00e9 essa ha salvate e custodisce gelosamente i suoi tesori d\u2019arte e celebra con splendere crescente la festa stupenda del sue Palio, Siena vuol valersi di molte varie risorse. Tra i Senesi comincia a farsi strada l\u2019idea che non si pu\u00f2 vivere soltanto e semplicemente di turismo; c\u2019e necessit\u00e0 di nuove industrie, del commercio, delle attivit\u00e0 terziarie, per vivere come citt\u00e0 attuale e programmare un avvenire che mantenga anche una citt\u00e0 come Siena nel tessuto vivo della produttivit\u00e0 moderna.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La vita culturale ha il sue fulcro nel secolare ateneo senese. E\u2019 un\u2019universit\u00e0 in crescita ed amplia ben presto il numero delle sue facolt\u00e0, aprendosi a studenti provenienti da realt\u00e0 diverse.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli stranieri iniziane a frequentare, nel periodo estivo, i corsi di lingua e di cultura italiana per essi appositamente organizzati. La fama dei corsi di cultura e di perfezionamento musicale dell`Accademia Musicale Chigiana supera i confini nazionali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La popolazione della citt\u00e0 va progressivamente crescendo in virt\u00f9 del trasferimento al suo interno degli abitanti della campagna circostante, e ci\u00f2 sta imponendo la creazione di nuovi quartieri residenziali soprattutto nella zona nord. Le amministrazioni cittadine riescono in qualche mode a mantenere l\u2019arduo equilibrio tra l\u2019antica ineguagliabile struttura urbanistica e le esigenze dei nuovi quartieri. L\u2019edilizia residenziale, quasi tutta a carattere popolare, amplia la periferia. Si sviluppa cos\u00ec un rapporto di complementariet\u00e0 tra l\u2019antica citt\u00e0 e la nuova, che garantisce le rispettive specifiche possibilit\u00e0 di vita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In quest\u2019armonia, unica, tra passate e presente, tra tradizione e modernit\u00e0, tra cultura e industria, come e pi\u00f9 che nel passato, forse suona invitante il motto incise su Porta Camollia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vengono a Siena nuovi decenti universitari, nuovi dirigenti del mondo bancario ed imprenditoriale, che s\u2019incontrano con i pi\u00f9 affermati professionisti e con gli esponenti di antiche famiglie senesi, che trovano nel Casin de\u2019 Nobili e nell\u2019Accademia dei Rozzi tradizioni di decoro e signorilit\u00e0 per conversare ed ameni passatempi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia, soprattutto nell\u2019ambiente dei dirigenti universitari, si coglie viva l`esigenza di incontri non pi\u00f9 fine a se stessi per trascorrere semplici momenti di svago; si sente la necessit\u00e0 di mettere la propria esperienza e professionalit\u00e0 a confronto ed al servizio dei cittadini, a prescindere dal credo politico e culturale. E ci\u00f2 a somiglianza di quante era gi\u00e0 avvenuto in centri vicini, come Livorno, Firenze, Arezzo, nei quali erano ormai costituiti ed operanti i primi clubs Rotary.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Viene presto ben accolta l\u2019idea di costituire anche in Siena un Club, che potesse mettersi al servizio della collettivit\u00e0. Autorevoli amici aderenti al R.C. di Arezzo, auspice il Prof. Venceslao Cesaris Demel, saranno i padrini della nuova realt\u00e0 cittadina che verr\u00e0 ufficialmente costituita il 10 agosto 1950. Con delega al Prof. Cesaris Demel di S.E. l\u2019Ammiraglio C.o Raffaele de Courten, allora Governatore dell\u201987\u00b0 Distretto, unico in Italia, il Club di Siena tiene la sua prima riunione informale il 24 giugno 1950 all\u2019Hotel Excelsior, presso la Lizza, ed il 10 agosto dello stesso anno riceve la \u201cCarta\u201d del Rotary International (cio\u00e8 l\u2019atto formale di costituzione) e la campana dal Club padrino di Arezzo nella persona del Comm. Dialma Bastanzetti. La Carta recava la firma del Presidente Internazionale Arthur Lagueux. A quell\u2019epoca in Italia vi erano soltanto sessantasei Club con 3.136 soci e Siena divenne il sessantasettesimo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prese cosi vita il R.C. Siena, presieduto dallo stesso Prof. Venceslao Cesaris Demel, medico, educatore e maestro insigne nell\u2019Ateneo Senese, e ne fu segretario il Prof. Franco Lenzi, anch\u2019egli medico, futuro direttore della Clinica Medica Generale della nostra Universit\u00e0, al quale al momento dell\u2019iscrizione al Rotary fu attribuita la classifica: \u201cMedicina (Cardiologia)\u201d. La Segreteria del Club fu posta in Via di Citt\u00e0, n. 3, presso l\u2019ambulatorio privato del Prof. Lenzi, che all\u2019epoca prestava la sua attivit\u00e0 anche nella clinica di un altro socio fondatore, il Prof. Guido Izar.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le riunioni conviviali avvenivano di mercoled\u00ec (1\u00b0 e 3\u00b0 del mese) nella grande sala liberty ed un po\u2019 \u201cdemodee\u201d dell\u2019Hotel Excelsior, sorteggiando il numero del posto a tavola per evitare che i soci formassero gruppi precostituiti. Successivamente fu adottato il sistema del tavolo a ferro di cavallo. Il Presidente sedeva al centro e i soci, man mano che arrivavano, dovevano occupare la prima sedia libera. Era veramente il modo di formare la \u201cruota\u201d e di sviluppare la conoscenza reciproca e l\u2019amicizia. Fu scelto il mercoled\u00ec, perche giorno del mercato settimanale ed alcuni soci proprietari di aziende in provincia non avevano difficolt\u00e0 a trattenersi in Siena per l\u2019intera giornata: la mattina facevano i loro affari e la sera partecipavano alla conviviale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sempre per favorire la frequenza del Club da parte di questa categiria di Soci, fu stabilito di effettuare le riunioni non conviviali (2\u00b0 e 4\u00b0 mercoled\u00ec del mese) all\u2019ora di mezzogiorno, sempre presso l\u2019Hotel Excelsior.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Durante le riunioni si osservano le regole del Rotary International e le formalit\u00e0 imposte dall\u2019appartenenza ad un Club, che ha sempre coniugato signorilit\u00e0 e democrazia. Il Presidente Cesaris Demel era severissimo, ligio alle norme rotariane ed attentissimo al rispetto delle regole sociali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il segretario Lenzi teneva una rubrica e stabiliva in quale conviviale un socio doveva effettuare la propria conversazione al Club. Almeno nei primi tempi sar\u00e0 abbastanza difficile che fossero invitati oratori esterni. Erano preferiti soprattutto argomenti cittadini; peraltro quasi tutti i soci amavano parlare di argomenti riguardanti la propria situazione professionale o il tessuto economico della citt\u00e0. Una pratica simpatica sar\u00e0 che ogni nuovo socio parlasse subito di se stesso e della propria attivit\u00e0 per farsi conoscere ed apprezzare, superando ogni timore reverenziale nei confronti dei soci \u201canziani\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1950 \u2014 raccontava Luigi Socini Guelfi, socio fondatore \u2014 appartenere al Rotary era forse un<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">po\u2019 diverso da oggi. Non sar\u00e0 un\u2019epoca facile. Ad esempio, il distintivo, che rappresenta oggi il fiore all\u2019occhiello dei Rotariani, costitu\u00ec per diversi anni un motivo di preoccupazione. I presidenti sollecitavano gli iscritti a portarlo, ma non pochi lo mettevano soltanto prima della conviviale, per toglierlo poi all\u2019uscita onde evitare molestie.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mancano purtroppo, forse perch\u00e9 dispersi, tracce e documenti che permetterebbero di ricostruire con fedelt\u00e0 e precisione i primi anni di vita del sodalizio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Esiste comunque nella Segreteria del Club, incorniciato e sotto vetro, l\u2019elenco dei ventisei soci Fondatori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Presso l\u2019archivio della Segreteria del Club esiste la collezione quasi completa degli Annuari.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La collezione comincia con l\u2019anno 1951-\u201952 con l\u2019Annuario dell\u201987\u00b0 Distretto Italia e dunque in esso sono elencati i soci dell\u2019anno di fondazione, probabilmente fino alla fine del primo semestre. Risultano iscritti al R. C. Siena n. 33 soci. Oltre ai soci fondatori sono in elenco: Ing. Costantino Ambrosetti (titolare di un\u2019azienda agricola), Comm. Raimondo Camosci (direttore filiale FIAT), Dott. Vito Catastini (cultore di scienze politiche), Prof. Giuseppe Fadda (Provveditore agli Studi), Ing. Carlo Alberto Falorsi (titolare d\u2019impresa di costruzioni), Dott. Mario Landi (Vice Direttore centr. M.P.S.), Ottaviano Neri (proprietario Libreria Venturini), Comm. Agostino Ravenni (direttore centrale del Monte dei Paschi), Dott. Mario Suzzi (direttore della filiale senese della medesima banca), Avv. Gregorio Tromby (notaio).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\" id=\"attachment_268\"><a href=\"http:\/\/www.rotarysiena.org\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/tabella-soci-fondatori.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rotarysiena.org\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/tabella-soci-fondatori-500x363.jpg\" alt=\"tabella soci fondatori\" class=\"wp-image-268\"\/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Soci fondatori<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non figurano nell\u2019elenco i soci fondatori Alberto Coppola, Salvatore Donati e Guido Izar, che probabilmente lasciarono il sodalizio nel corso del primo anno ed i loro nomi non furono quindi comunicati alla redazione dell\u2019Annuario, che fu stampato a Milano nel secondo semestre 1951. Nel 1951-52 furono ammessi i soci: Prof. Ruggero Bertelli (docente d\u2019Anatomia), Ing. Ulisse Crocchi (che aveva un\u2019azienda di laterizi), Dott. Carlo Fregola (direttore del Consorzio Agrario), Prof. Dario Neri (pittore), Dott. Mario Pagani (titolare di un pastificio) e il Prof. Antonio Severi (chirurgo e docente universitario); i membri del nostro sodalizio salirono cosi a 39.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E\u2019 importante ricordare i nomi di quei primi rotariani senesi e sottolineare la loro collocazione professionale, perch\u00e9 le persone e le attivit\u00e0 esercitate ci possono aiutare a cogliere la peculiarit\u00e0 del sodalizio, che inizia ad operare sulla scena senese. Sono tutte persone di alta moralit\u00e0 e correttezza professionale, da tempo al servizio della comunit\u00e0 mediante l\u2019espletamento della loro professione. Non a caso vi figurano i principali esponenti del mondo universitario, soprattutto rappresentanti della professione medica, stimati ed apprezzati. Ma vi sono anche rappresentanti di antiche famiglie senesi, amministratori di aziende agricole; esponenti della professione forense e persone che erano, o erano state pubblici amministratori o reggenti della vita cittadina di indiscusso merito; non mancano esponenti del mondo industriale, che incomincia a muovere i primi passi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si potrebbe pensare comunque di trovarsi innanzi ad un numero chiuso, elitario in senso negativo, se non si evidenziasse che il Rotary, per sua intrinseca natura, anche negli Anni \u201950 sapeva gi\u00e0 legare con il vincolo di amicizia persone che avevano raggiunto l\u2019apice delle loro professioni mediante la seriet\u00e0 e l\u2019impegno professionale, ponendo per\u00f2 sempre come fine primario \u2014 e questa \u00e8 la vera ragione d\u2019essere del Rotary \u2013 il servizio alla comunit\u00e0. Che il Rotary Club Siena, da sempre fedele ai principi di amicizia, professionalit\u00e0, spirito di servizio, aderenza ai valori espressi dal territorio, sia stato in realt\u00e0 fin dalle origini aperto e non costituisse un circolo chiuso per definizione, sar\u00e0 ampiamente dimostrato dalla sua storia e dal progressivo inglobamento all\u2019interno di esso di tutte le realt\u00e0 vive operanti nel tessuto sociale cittadino e provinciale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tratto dal Volume 50\u00b0 Rotary Club Siena di Alberto Fiorini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Storia \u201cTirate a destra, tirate a sinistra, tirate al di sopra; ma non uno dei vostri proiettili cada su Siena, altrimenti sarete fucilati!\u201d. E\u2019 la mattina del 3 luglio 1944. 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