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VACCINO ANTI COVID-19 : A CHE PUNTO SIAMO ? Prof. Donata Medaglini

by Past President on

Giovedì 4 giugno 2020

Videoconferenza on line h. 19.00

Relatrice : Prof.ssa Donata Medaglini Microbiologia Università degli Studi di Siena

Caminetto on line particolarmente interessante ed attualissimo, quello di giovedì 4 giugno, che ha visto come relatrice la nostra socia Donata Medaglini.

 Nata a Siena,coniugata con due figli, di 11 anni e 13 anni. Professore Ordinario di Microbiologia e Microbiologia Clinica, Dipartimento di Biotecnologie Mediche, Università degli Studi di Siena e Dirigente Biologo, UOC di Batteriologia,  Azienda Ospedaliera Universitaria Senese, Donata Medaglini e’ inoltre il Rappresentante Italiano nel Comitato del Programma Quadro della Ricerca Europea 2014-20 Horizon 2020 per “Nanotecnologie, biotecnologie, materiali e sistemi di produzione avanzata”.

Ha conseguito il dottorato di Microbiologia presso l’Università di Genova. Dal 1992-1994 è “Research Associate” nel Laboratorio di “Bacterial Pathogenesis and Immunology” della Rockefeller University (New York). Nel 1999 è “Visiting Fellow” presso il Dipartimento di “Oral Medicine and Pathology” del “Guy’s Hospital – King’s College” di Londra. Dal 1996 al 2001 è professore a contratto di Microbiologia presso l’Università di Siena. Dal 2001 al 2003 Esperto Nazionale presso la Commissione Europea, DG Ricerca ed Innovazione. Dal 2003 è professore di Microbiologia e Microbiologica Clinica dell’ Università di Siena.

Da oltre 30 anni svolge ricerca nel campo della microbiologia, vaccini e nuove tecnologie di immunizzazione. Autrice/coautrice di numerose pubblicazioni su riviste interazionali peer-reviewed ,è  coordinatrice dei progetti europei VSV-EBOVAC (www.vsv-ebovac.eu) e VSV-EBOPLUS (https://vsv-eboplus.eu) per lo studio clinico dell’immunogenicità in adulti e bambini del vaccino rVSV-ZEBOV contro l’Ebola; coordinatrice dei progetti europei VAC-iNTS e PEDVAC-iNTS per lo gli studi clinici in Europa e Africa dell’immunogenicità e sicurezza in adulti e bambini del vaccino contro la salmonellosi invasiva non tifoidea;  Managing Entity Coordinator del progetto europeo FLUCOP (www.flucop.eu) sulla standardizzazione e sviluppo di saggi per lo studio di correlate di protezione del vaccino influenzale. E’ stata Coordinatrice Scientifica  del  progetto ADITEC “Advanced  Immunization Technologies” (www.aditec.org)  finanziato dalla Commissione Europea.

Vice-Presidente della Sclavo Vaccines Association,  associazione no-profit che ha come soci fondatori l’Università di Siena, l’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese e Novartis Vaccines Institute for Global Health ed a cui partecipano altre 8 istituzioni europee. L’Associazione è dedicata alla ricerca scientifica per lo sviluppo di nuove tecnologie di immunizzazione e di vaccini per le malattie che colpiscono soprattutto i paesi in via di sviluppo (www.sclavo.org).

Dopo aver ricordato gli inizi di questa terribile pandemia con i primi focolai in Cina di polmoniti di origine ignota nel dicembre del 2019 e i numeri impressionanti forniti dall’OMS ( oltre 6 milioni di contagiati e circa 400.000 decessi nel mondo), la nostra relatrice ha sottolineato come il Coronavirus abbia colto completamente impreparata la comunità scientifica, trattandosi di un virus nuovo per il quale non esistevano immunità di gregge, ne’ terapia , né vaccino.

Il virus SARS-CoV-2 fa parte dell’ampia famiglia dei coronavirus che provocano malattie che vanno dal comune raffreddore invernale a malattie molto più gravi come la Sindrome Respiratoria Acuta Grave (SARS). Questi tipi di virus si chiamano così perché i loro virioni (la parte infettiva) appaiono al microscopio elettronico come piccoli globuli, sui quali ci sono tante piccole punte proteiche che ricordano quelle di una corona.

L’isolamento del virus e il suo sequenziamento hanno reso poi, di fatto, possibile gli studi per sviluppare un vaccino.

E’ iniziata così una vera e propria lotta contro il tempo, considerando che il futuro utilizzo di un vaccino deve essere necessariamente preceduto da studi rigorosi che richiedono un tempo necessario per valutarne efficacia e sicurezza.

Lo sviluppo di un vaccino parte infatti  dalla conoscenza del microorganismo e delle sue interazioni con l’organismo umano; inizialmente si effettuano studi sperimentali in vitro per poter stabilire  tipologia e quantità della componente attiva, quindi si passa alla fase di sperimentazione preclinica che include studi in vitro e su modelli animali per poi avviarsi alla fase clinica preliminare sull’uomo che precede l’autorizzazione all’immissione in commercio.

Dopo aver ricordato sinteticamente le diverse tipologie di vaccino anti covid-19 alle quali i ricercatori stanno lavorando quali il vaccino che sfrutta l’inibizione di una proteina  del virus , detta Spike, che ha la funzione di ancorarsi alle cellule dell’organismo umano permettendo l’ingresso del virus, oppure i vaccini  a RNA o DNA sintetizzati in laboratorio partendo dalla sequenza del virus e in grado di indurre una risposta immunitaria , la Prof. Medaglini ha sottolineato come gran parte del mondo scientifico sia concorde nell’affermare che la pandemia di Covid-19 sarà sconfitta solamente quando verrà sviluppato un vaccino sicuro ed efficace, in grado di generare negli individui gli anticorpi contro il coronavirus.

Lo sforzo globale di ricerca e sviluppo sui vaccini in risposta alla pandemia di COVID-19 non ha precedenti in termini di velocità. A quanto sembra dalle parole degli stessi ricercatori, il vaccino potrebbe essere disponibile entro l’inizio del 2021. Ciò rappresenterebbe un record assoluto considerando che il tradizionale percorso per lo sviluppo di un vaccino richiede in media molti anni. Servirà infatti un forte coordinamento e un’intensa collaborazione tra governi, finanziatori ed enti di sanità pubblica, per garantire che i vaccini possano essere prodotti in quantità sufficienti e distribuiti a tutte le aree colpite.

Una videoconferrenza chiara., sintetica ed esaustiva quella di Donata Medaglini ,realizzata  con grande competenza e capacità comunicativa su un argomento obiettivamente difficile, come testimoniato dalle numerose domande e dagli apprezzamenti dei presenti al termine della relazione.






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