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UNA RIFLESSIONE SUL ROTARACT ….

by Presidente on

Perché il Rotaract? Quale il motivo che spinge dei ragazzi, di età compresa tra i 18 e i 30 anni, con interessi spesso simili ma soprattutto diversi, come diversi sono i caratteri e i temperamenti, le aree di studio e professionali di ciascuno, quale il motivo che li spinge a fare Rotaract? La vita di tutti i giorni impone ritmi frenetici, continui, e spesso è scarso il tempo per guardare in se stessi, tirare delle somme, capire ciò che si vuole, da una situazione o anche dalla vita stessa. Il Rotaract in qualche modo aiuta a rallentare questa instancabile corsa quotidiana, favorendo quel processo introspettivo – farsi domande, accogliere critiche, crescere- che nel mondo di oggi rischia di scivolare in secondo piano. I ragazzi che fanno Rotaract si legano innanzitutto e poi metabolizzano, fanno propri quei principi e quella morale che purtroppo non sempre sono presenti al giorno d’oggi, là fuori. Il Rotaract mette i ragazzi di fronte a quell’energia, a quella voglia di fare che è tipica della loro età, ma che spesso è atrofizzata, impigrita. L’età in cui si è dei vulcani e in cui davvero si è terreni fertili di idee. All’interno del Rotaract i ragazzi coltivano questo senso propositivo, si mettono in discussione, catalizzando se stessi in obiettivi comuni. Ma, e questo è uno dei motivi per cui si fa Rotaract, si è propositivi e ci si rimbocca le maniche non solo per l’obiettivo da raggiungere, il Service, la distrettuale, o un qualunque altro momento della vita rotaractiana; lo si fa anche per la propria crescita personale, per ricercare le opportunità di un confronto, per cogliere nelle parole di un relatore o nel vento ghiacciato di una mattinata invernale di Service il segno che si sta facendo davvero qualcosa, sia per gli altri che per il nostro futuro, per la definizione del nostro profilo di futuri professionisti, ma soprattutto di uomini. Ecco, si fa Rotaract anche per scoprire, o ritrovare, o ripassare, il senso di umanità, il voler diventare esseri umani migliori, il voler perfezionarsi pur sapendo che la perfezione è una chimera, ma nonostante questo aver comunque voglia di lottare a tutti i costi anche solo per migliorare quello che siamo e che vogliamo essere. E non perché questo cambiamento sia visibile agli altri, no. Perché sia visibile soprattutto a noi stessi, quando ci specchiamo la mattina, quando la sera, al chiuso della camera, nel buio più totale, ci addentriamo dentro di noi, quando davvero siamo messi a nudo e possiamo giudicarci.
Il Rotaract, quindi, in qualche modo ci traghetta via dall’individualismo sfrenato, ci spinge al confronto con gli altri e con noi stessi, mettendo al centro l’individuo ma allo stesso tempo il gruppo, dando modo agli uni e agli altri di crescere continuamente. La crescita simultanea dell’individuo e della società in cui questi è inserito è uno dei significati più importanti e vitali del Rotaract. Da qui parte la voglia di fare Rotaract; nelle tante occasioni di formazione, nell’ideazione dei progetti, cerchiamo di dare forma, nel modo migliore possibile ma soprattutto come più ci piace, al nostro futuro. Nostro in quanto persone che lo vivranno, nostro come appartenenti alla società che lo vivrà.
Riccardo Intruglio, Presidente Commissione Stampa del Rotaract Club Siena per l’A.R. 2017/2018

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