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TRE SETTIMANE PRESSO UN OSPEDALE COVID : L’ ESPERIENZA DEL DOTT. ALBERTO GUASCONI

by Past President on

Il nostro socio Alberto Guasconi, medico chirurgo delle Scotte, nel corso del mese di aprile è stato in servizio presso l’Ospedale Covid di Civitanova Marche, chiamato dal capo della Protezione Civile ,Borrelli. Medico della Marina Militare, già impegnato in numerose missioni umanitarie in terre scenario di guerra, Alberto ha aggiunto ora al suo curriculum di vita vissuta costantemente in prima linea questa importante esperienza umana e professionale. Alberto Guasconi ne ha viste tante: capitano di Corvetta, nel ‘94 era con la Marina Militare italiana in Bosnia, nel 2003 in Kosovo con la Croce Rossa militare, nel 2007 in Iraq; dal 2007 al 2010 in Afghanistan. È stato in Uganda con i medici Cuamm, nel 2009 ha prestato servizio nell’ospedale della capitale del Burkina Faso e, prima ancora, in missione con il Ministero degli Esteri in Colombia, presso un ospedale per cerebrolesi. È stato anche a Lampedusa con l’Ordine di Malta.  E’ Cavaliere “Al merito della Repubblica Italiana”.

Appena rientrato a Siena, il nostro socio ha accettato con piacere di condurre il caminetto on line di giovedì 23 aprile rendendo così tutti partecipi della sua esperienza per tre settimane nell’ospedale Covid-19 della cittadina marchigiana per tre settimane. Guasconi ha raccontato di aver visto quadri clinici terribili con i contagiati che arrivavano con insufficienza renale, epatica, oltre che respiratoria. Insomma con funzionalità compromesse, tanto che per i danni vascolari importanti, nelle terapie d’urgenza, è stato necessario inserire anche anticoagulanti. «Ho visto persone entrare in ospedale e morire nel giro di qualche ora, senza poterle aiutare in alcun modo». Più letale dell’ebola. «E poi queste persone muoiono da sole, senza i loro cari al fianco, e questa è la cosa più triste, sia per chi non c’è più che per chi resta.” Il virus è estremamente contagioso, come tutti sappiamo, e i contatti, anche all’interno dell’ospedale sono molto limitati ma – ha confessato il nostro socio – “tutto è complicato dalla presenza di tanti asintomatici e dalle reazioni diversificate al virus da persona a persona, tanto che spesso è quasi impossibile una previsione e la diagnosi stessa”. Il lavoro si svolge su turni ma “ è come non finire mai; scafandrati dalla testa ai piedi è difficile persino muoversi.” Ha concluso affermando che è stata un’esperienza che gli ha insegnato tanto e che, se va cercato un aspetto positivo in questo clima di morte e dolore, per lui “ resterà sempre la grande collaborazione fra noi medici e con la gente: noi italiani siamo sempre pronti a far frontecomune.”Inutile dire che è stato un caminetto particolarmente bello, emotivamente coinvolgente, la partecipazione di tutti, anche se on line, è stata tanta, e tutti hanno apprezzato moltissimo questo intervento. A tutto questo va aggiunto, e non sottovalutato, l’orgoglio di tutti per un socio del nostro Club, il suo impegno da medico e da Rotariano in prima fila in questa emergenza. I saluti di tutti al termine del collegamento hanno chiuso anche questo caminetto on line, tra la soddisfazione dei partecipanti.


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Written by: Past President

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