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CENA DEGLI AUGURI 2017

by Presidente on

Giovedì 21 dicembre presso l’Hotel Garden in Siena si è svolta la tradizionale cena degli auguri che ha visto la partecipazione di oltre 170 tra soci e graditi ospiti tra i quali l’Assessore alle Politiche per il Turismo del Comune di Siena Dott.ssa Sonia Pallai, l’Assistente del Governatore Dott. Leonardo Campatelli nonché i Presidenti dei Club Service dell’area senese.
La serata è stata introdotta da un aperitivo di benvenuto durante il quale i presenti si sono potuti scambiare i saluti ed i primi auguri.
Durante la riunione, dopo l’esecuzione degli inni in onore alle bandiere, il Presidente ha rivolto ai presenti un breve saluto sottolineando l’importanza delle festività natalizie e la portata che queste devono avere sulla grande famiglia rotariana invitando ad acquisire sempre maggiore consapevolezza della necessità di servire sopra ogni interesse personale.
Durante la serata, che si è svolta in un clima di sentita serenità ed amicizia, il Club ha omaggiato le Signore presenti ed i Signori Ospiti di un piccolo dono costituito da una campanellina in ceramica smaltata realizzata da un laboratorio artigiano del territorio cittadino su cui è impresso il logo del Rotary International e un richiamo all’evento. Particolarmente simpatica è stata la distribuzione del dono curata dai giovani del Rotaract Club Siena.
Un lungo applauso ha accompagnato i saluti finali e lo scambio degli auguri tra tutti i presenti.

Il Discorso del Presidente Stefano Inturrisi
Autorità Civili e Rotariane, gentili Signore e graditi ospiti, amici rotariani e rotaractiani, è per me fonte di grande gioia vedervi così numerosi e vi ringrazio tutti per la vostra presenza.
La Festa degli auguri che stasera ci vede riuniti rappresenta uno dei momenti più importanti e partecipati nel corso di ogni annata rotariana e naturalmente fornisce lo spunto per alcune riflessioni.
Vi confesso che in questi ultimi giorni che ci separano dal Natale, osservando le persone nelle strade e nei negozi, notavo come molte di loro avessero un muoversi accelerato, parevano come animati da una sorta di frenesia, da un sentimento di urgenza che caratterizzava il loro scegliere gli ultimi doni, gli addobbi, i cibi e le bevande da servire nelle giornate della festa.
Era palpabile ed evidente il coinvolgimento di queste persone nella scelta dei menù e delle strenne ma mi sono domandato se quelle persone, se ciascuno di noi, ed io per primo, fossimo veramente consapevoli del significato intrinseco che vogliamo dare a questa festa che oggi non è più solamente una festa cristiana ma una festa che appartiene ad ogni popolo e che si è diffusa in ogni parte del mondo.
Mi sono domandato se le leggi del mercato consumistico non ne abbiano modificato il significato spirituale relegando la festa del Natale ad un evento completamente scollegato da qualsiasi significato mistico o simbolico.
Soprattutto mi sono domandato se il Natale non sia stato snaturato rispetto alla sua originaria funzione di momento di fratellanza, di incontro e di vicinanza tra le persone.
Mi sono detto che Dicembre è tradizionalmente un mese dedicato alla famiglia, concetto che richiama la gioia, la letizia, il calore di un focolare e, nel periodo natalizio, lo scambio di regali come manifestazione tangibile e concreta di un affetto e di un amore che talvolta non si riesce a rappresentare all’altro in maniera efficace con le sole parole.
Senza dubbio il Natale è un periodo di profonda partecipazione emotiva all’interno della istituzione/famiglia che per tutti noi rappresenta il fulcro della nostra esistenza, lo scopo dei nostri sforzi e dei nostri impegni sentimentali e lavorativi.
Ma è altrettanto vero che la gioia e la spensieratezza del periodo natalizio non possono farci dimenticare che il nostro paese sta ancora vivendo un periodo di difficoltà economica, che molti giovani sono delusi dalla mancanza di prospettive lavorative, che vi sono persone ed intere famiglie che vivono situazioni di disagio in un grave squilibrio che stride rispetto all’aria di festa che si respira nel mese del Natale, di quel Natale per come ce lo immaginiamo e per come i mass-media ce lo vogliono rappresentare.
Come appartenenti alla grande famiglia rotariana questo è il periodo in cui è opportuno interrogarsi sul ruolo del Rotary all’interno del territorio di appartenenza e su quello che appare il metodo migliore per portare un contributo, il più ampio possibile, a chi è stato meno fortunato di noi.
E’ avviso di tutti che tale contributo non può limitarsi ad una semplice raccolta fondi da destinare a pur importanti azioni di servizio ma occorre che sia ampliato con una costante attenzione verso le fasce più deboli, indifese e sole. E questo può avvenire anche e soprattutto mettendo a disposizione di queste persone le nostre conoscenze professionali, la nostra comprensione e soprattutto il nostro tempo.
E’ la disponibilità verso gli altri che connota il Natale ed è la disponibilità disinteressata e senza alcun profitto che va a caratterizzare l’intera azione rotariana.
Ai services a livello internazionale come la Polio Plus, a quelli distrettuali ed a quelli dell’annata di ogni singolo club, è necessario affiancare un’azione individuale che postuli una visione meno egoistica della vita, una visione di apertura quotidiana ai problemi di chi soffre, di chi è malato, di chi è solo.
La condivisione, l’amicizia, il semplice sorriso sono regali preziosi che devono caratterizzare la vita di ogni rotariano ma che proprio nel periodo natalizio devono emergere con maggiore forza e determinazione.
Se è vero che il Natale trova la sua genesi in un culto molto antico legato ai ritmi del sole e della luna, al solstizio d’inverno ed al culto del “sol invictus” allora il Natale deve essere un momento dispensatore di luce. E quindi il Natale, nella visione di ognuno e soprattutto di noi rotariani, deve essere un momento in cui la luce illumina i nostri pensieri, le nostre azioni e di conseguenza si riflette su coloro che ci stanno intorno.
E’ quindi il farsi portatore di speranza, di amicizia, di calore umano che rappresenta l’intima essenza della festa natalizia e che deve ispirare ciascuno di noi in una costante azione di miglioramento delle condizioni di vita di chi ci sta intorno.
Ecco che assumere questa consapevolezza ed attuare praticamente questi principi rappresenta il vero spirito del Natale e consente a ciascuno di noi di condividere un momento speciale che sicuramente non potrà che farci più ricchi e felici.
È con l’auspicio che ciascuno di noi acquisisca questa consapevolezza che personalmente ed a nome di tutto il club che rappresento auguro a voi ed ai vostri cari un buon Natale ed un felice anno nuovo colmo di serenità.

 

 

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LA CULTURA FA NOVANTA

by Presidente on

Noto al grande pubblico soprattutto come il pittore degli affreschi dell’allegoria del Buono e del Cattivo Governo, nel Palazzo Pubblico di Siena, testimonianza di un’epoca in cui nasce la moderna idea di repubblica, Ambrogio Lorenzetti, fratello di Pietro, con lui protagonista della scuola senese, è da considerarsi tra i maggiori artisti d’Europa.
Nel pomeriggio di sabato 16 dicembre, 90 rotariani senesi, compresi anche i loro familiari, 18 rotaractiani ed ospiti, hanno reso omaggio al grande artista nato nella nostra città nel 1290, visitando la prestigiosa rassegna a lui dedicata. La visita è stata effettuata con i partecipanti divisi in tre gruppi, con tre diverse guide (i curatori della mostra non si sono visti contrariamente a quanto a suo tempo avevano promesso). Erano presenti anche 18 rotaractiani.
La grande mostra del Santa Maria della Scala dedicata alla grande vicenda artistica di Ambrogio Lorenzetti, nato nella nostra città nel 1290, non ha deluso le aspettative. È davvero stupenda, grazie anche a una serie di prestiti di grandi musei (Louvre, National Gallery, Gallerie degli Uffizi, Musei Vaticani, Yale…), che hanno fatto convergere al Santa Maria della Scala dipinti che, in massima parte, furono prodotti per cittadini senesi e per chiese della città.
Nella memorabile mostra, necessaria e “senza precedenti” – come scrivono nella premessa al catalogo edito da Silvana Editoriale i curatori Alessandro Bagnoli, Roberto Bartalini e Max Seidel – sono tornati a vivere idealmente – grazie ai frammenti superstiti – anche cicli di affreschi un tempo molto famosi ma distrutti, come quelli dell’aula capitolare e del chiostro della Basilica di San Francesco a Siena, i dipinti della chiesa agostiniana senese e il ciclo, restaurato per l’occasione, della cappella di San Galgano a Montesiepi, a tal punto fuori dai canoni della consolidata iconografia sacra che i committenti pretesero delle sostanziali modifiche poco dopo la loro conclusione.
Tanti capolavori finalmente insieme hanno accompagnato i visitatori rotariani in un affascinante viaggio alla riscoperta di un grande innovatore della pittura italiana tardomedievale che, pur non avendo mai dato vita ad una scuola, tanto influenzò anche la produzione rinascimentale, contribuendo alla nascita della maniera moderna.
Ambrogio Lorenzetti già nel Cinquecento veniva indicato come uno dei grandissimi del suo secolo, addirittura superiore a Simone Martini. Lorenzo Ghiberti, nel Rinascimento, affermò che prima di Masaccio ci sono Giotto e Ambrogio.
Per la verità Ambrogio non è un pittore sconosciuto. Ma la sua dimensione civile ha un po’ oscurato la sua dimensione artistica “tout court”. La mostra del Santa Maria della Scala ha significato perché ci ha restituito l’artista più che il pittore civile. Lorenzetti è stato, infatti, un innovatore della concezione stessa dei dipinti d’altare e un grande pittore di storie sacre, ma anche il narratore che ha allargato lo sguardo alla re-invezione del paesaggio e della pittura d’ambiente.
Tra i meriti della mostra c’è sicuramente anche quello di aver colmato un vuoto negli studi moderni: mancava infatti una monografia affidabile di Ambrogio Lorenzetti. L’ultima risaliva al 1958, opera dell’americano George Rowley, e non era stata particolarmente apprezzata dagli storici dell’arte che vi avevano notato alcune sviste poderose.
La mostra – come ci spiegarono il Dott. Stefano Di Bello, dell’Opera Civita Group, e il Direttore del Santa Maria della Scala Dott. Danieli Pitteri nella conviviale del 5 ottobre 2017 – in realtà è il punto di arrivo di un lavoro a 360 gradi che è stato fatto su Ambrogio Lorenzetti e che è cominciato con un’opera di restauro su numerosi suoi lavori, fra cui il ciclo di affreschi nella basilica di San Francesco, il grandioso ciclo di Montesiepi, il polittico della chiesa di san Pietro in Castelvecchio e la Maestà di Sant’Agostino. A fianco a questo c’è stato un grande lavoro di studio portato avanti da un gruppo dell’Università.
Ambrogio è pittore civile, sacro, ma anche attento osservatore della natura e dei suoi fenomeni. Sua la prima rappresentazione dell’impeto di una tempesta, purtroppo andata perduta. “Non ne abbiamo più traccia, ma soltanto dei commenti. Proprio Ghiberti parlava di questo meraviglioso affresco esaltandone il realismo, la straordinaria capacità pittorica. È probabilmente il primo che riesce a rappresentare la natura in modo moderno, anticipando i pittori che lo seguiranno nei secoli successivi”.
La novità di Lorenzetti e il suo essere all’avanguardia vanno ricercati nell’originale rappresentazione di figure, volti, sguardi, inquadrature, nell’adozione di colori all’epoca sconosciuti.
Niente è come prima dopo di lui: inaugura infatti anche un nuovo approccio al sacro. Il soggetto religioso caratterizza la maggior parte della produzione e consegna al fedele o al visitatore un divino umanizzato. In questo senso Ambrogio Lorenzetti è pittore dell’Incarnazione di Cristo:
“Un esempio meraviglioso da questo punto di vista è la Madonna del Latte: la Madonna veste di rosso con un manto azzurro. Il rosso la riporta alla propria dimensione umana e terrena, l’azzurro alla sua dimensione divina. La straordinarietà di quest’opera è determinata dallo sguardo della Madonna verso il bambino. Una mamma che sta allattando il bambino”.
Dal grande al piccolo formato, ogni opera ha svelato ai partecipanti alla visita la grandezza del maestro senese.
Ad arricchire il percorso espositivo della mostra c’è pure l’accurata documentazione dei recenti restauri e una sezione multimedia con filmati di taglio informativo e narrativo.
È stato ammirato dai visitatori anche il notevole sforzo espositivo nel montare in due stanze gli affreschi staccati della cappella di San Galgano a Montesiepi, col confronto fra l’affresco finito e la sinopia dell’Annunciazione: la Vergine nella sinopia sembra quasi ritrarsi intimorita dall’annuncio dell’angelo, e la posa ricorda quella della Madonna nel Giudizio Universale di Michelangelo (che ha precisi riferimenti a modelli classici).
(Alberto Fiorini)

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UNA CONVIVIALE IN COMPAGNIA DI MAGDI CRISTIANO ALLAM

by Presidente on

Giovedì 7 dicembre si è tenuta una riunione conviviale che ha visto quale gradito ospite e relatore della serata il Dott. Magdi Cristiano Allam il quale ha illustrato ai numerosi presenti argomenti di particolare interesse legati all’Islam.
Magdi Cristiano Allam, eurodeputato, scrittore, giornalista è nato a Il Cairo il 22 Aprile 1952. Dal 1986 diventa cittadino italiano. Da musulmano per 56 anni ha creduto in un “islam moderato” fino a quando non è stato condannato a morte sia dai terroristi islamici sia dai sedicenti “musulmani moderati”.
Nel 2008 ha ricevuto il battesimo da Papa Benedetto XVI, ma nel 2013 si è dissociato dalla Chiesa di Papa Francesco per la sua legittimazione dell’islam e per la promozione dell’accoglienza dei clandestini che sono prevalentemente islamici.
È stato il primo giornalista a subire un procedimento disciplinare per “islamofobia” da parte dell’Ordine Nazione dei Giornalisti e a vincerlo facendo trionfare il principio che è lecito criticare l’islam. Ha denunciato il “Jihad by Court”, la Guerra santa islamica attraverso i tribunali, una persecuzione giudiziaria che subisce per impedirgli di scrivere e di parlare contro l’islam. Nella sua carriera di scrittore è stato autore di 14 libri su islam e immigrazione, è editorialista del Giornale.
L’intervento di Allam ha preso spunto dalla illustrazione della sua ultima fatica letteraria intitolata “Maometto e il suo Allah” nel quale racconta chi è stato veramente Maometto, con le stesse parole dette da Maometto e attraverso la descrizione di fatti conformi a quanto è riportato nei testi ufficiali sostanziandosi in una rappresentazione della vita di Maometto secondo Maometto.
Numerosi gli interventi e le domande dei presenti che hanno contribuito ad un partecipato dibattito su tematiche legate all’Islam ed al fenomeno dell’immigrazione in Italia.
Allam, alla fine della serata, ha autografato molte delle copie del suo libro ai presenti che ne hanno fatto richiesta.
Da segnalare che la serata ha visto il tavolo di presidenza con una sedia occupata solamente dalla locandina dell’iniziativa “Posto Occupato” quale gesto concreto dedicato a tutte le donne vittime di violenza, quale invito ad una presa di coscienza e ad una riflessione su un fenomeno preoccupante quale quello del femminicidio. Un gesto simbolico finalizzato a rappresentare una assenza-presenza quale memoria tangibile e un monito per non sottovalutare i sintomi della violenza, perché il femminicidio è l’ultimo atto estremo commesso sul corpo di una donna.

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UNA RIFLESSIONE SUL ROTARACT ….

by Presidente on

Perché il Rotaract? Quale il motivo che spinge dei ragazzi, di età compresa tra i 18 e i 30 anni, con interessi spesso simili ma soprattutto diversi, come diversi sono i caratteri e i temperamenti, le aree di studio e professionali di ciascuno, quale il motivo che li spinge a fare Rotaract? La vita di tutti i giorni impone ritmi frenetici, continui, e spesso è scarso il tempo per guardare in se stessi, tirare delle somme, capire ciò che si vuole, da una situazione o anche dalla vita stessa. Il Rotaract in qualche modo aiuta a rallentare questa instancabile corsa quotidiana, favorendo quel processo introspettivo – farsi domande, accogliere critiche, crescere- che nel mondo di oggi rischia di scivolare in secondo piano. I ragazzi che fanno Rotaract si legano innanzitutto e poi metabolizzano, fanno propri quei principi e quella morale che purtroppo non sempre sono presenti al giorno d’oggi, là fuori. Il Rotaract mette i ragazzi di fronte a quell’energia, a quella voglia di fare che è tipica della loro età, ma che spesso è atrofizzata, impigrita. L’età in cui si è dei vulcani e in cui davvero si è terreni fertili di idee. All’interno del Rotaract i ragazzi coltivano questo senso propositivo, si mettono in discussione, catalizzando se stessi in obiettivi comuni. Ma, e questo è uno dei motivi per cui si fa Rotaract, si è propositivi e ci si rimbocca le maniche non solo per l’obiettivo da raggiungere, il Service, la distrettuale, o un qualunque altro momento della vita rotaractiana; lo si fa anche per la propria crescita personale, per ricercare le opportunità di un confronto, per cogliere nelle parole di un relatore o nel vento ghiacciato di una mattinata invernale di Service il segno che si sta facendo davvero qualcosa, sia per gli altri che per il nostro futuro, per la definizione del nostro profilo di futuri professionisti, ma soprattutto di uomini. Ecco, si fa Rotaract anche per scoprire, o ritrovare, o ripassare, il senso di umanità, il voler diventare esseri umani migliori, il voler perfezionarsi pur sapendo che la perfezione è una chimera, ma nonostante questo aver comunque voglia di lottare a tutti i costi anche solo per migliorare quello che siamo e che vogliamo essere. E non perché questo cambiamento sia visibile agli altri, no. Perché sia visibile soprattutto a noi stessi, quando ci specchiamo la mattina, quando la sera, al chiuso della camera, nel buio più totale, ci addentriamo dentro di noi, quando davvero siamo messi a nudo e possiamo giudicarci.
Il Rotaract, quindi, in qualche modo ci traghetta via dall’individualismo sfrenato, ci spinge al confronto con gli altri e con noi stessi, mettendo al centro l’individuo ma allo stesso tempo il gruppo, dando modo agli uni e agli altri di crescere continuamente. La crescita simultanea dell’individuo e della società in cui questi è inserito è uno dei significati più importanti e vitali del Rotaract. Da qui parte la voglia di fare Rotaract; nelle tante occasioni di formazione, nell’ideazione dei progetti, cerchiamo di dare forma, nel modo migliore possibile ma soprattutto come più ci piace, al nostro futuro. Nostro in quanto persone che lo vivranno, nostro come appartenenti alla società che lo vivrà.
Riccardo Intruglio, Presidente Commissione Stampa del Rotaract Club Siena per l’A.R. 2017/2018

Giovedì 30 novembre si è tenuta presso l’Hotel Garden in Siena l’Assemblea del Club nell’occasione presieduta dal Vice Presidente Franco Siveri.
La serata ha visto l’illustrazione del bilancio consultivo per l’annata 2016-17 da parte del Past President Massimo Innocenti e del Tesoriere Cesare Pepi e la successiva approvazione da parte dei Soci. Inoltre si è tenuta la votazione per l’elezione del Presidente per l’annata rotariana 2019-20 e dei membri del Consiglio per l’annata rotariana 2018-19.
All’esito dello spoglio delle schede elettorali è risultato eletto alla carica di Presidente per l’annata rotariana 2019-20 il socio Francesco De Feo e sono stati chiamati a far parte del Consiglio del Presidente Incoming Andrea Tiribocchi i soci Cesare Biagini, Elena Bindi, Angelo Intruglio, Leonardo Luchini, Pasqualino Paulesu, Cesare pepi, Alessandro Tamagnini, Pietro Terrosi Vagnoli.
A tutti gli eletti i migliori auguri del Club di buon lavoro e di un’annata serena e ricca di soddisfazioni.

Consiglio Direttivo per l’anno rotariano 2018-19
Presidente: Andrea TIRIBOCCHI
Presidente Uscente: Stefano INTURRISI
Vice Presidente: Pietro TERROSI VAGNOLI
Presidente Eletto: Francesco DE FEO
Segretario: Anna Lisa ALBANO
Tesoriere: Roberto MARCHETTI
Consiglieri: Cesare BIAGINI, Elena BINDI, Angelo INTRUGLIO, Leonardo LUCHINI, Pasqualino PAULESU, Cesare PEPI, Alessandro TAMAGNINI
Prefetto: Luca BURRONI

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PROGRAMMA DEL MESE DI DICEMBRE 2017

by Presidente on

DICEMBRE 2017

Giovedì 7 ore 20:00Riunione Conviviale c/o Hotel Garden Siena
Interverrà il Dott. Magdi Allam con una relazione sul tema
“L’ Europa e l’Islam. Il futuro della nostra civiltà”

Giovedì 14 ore 19:00Riunione al Caminetto c/o NH Hotel Siena
Un simpatico apericena aperto ai soci, familiari e ospiti per uno scambio informale degli auguri per le imminenti festività natalizie

Sabato 16 ore 16:00Visita alla Mostra su Ambrogio Lorenzetti
Siena – Complesso Museale del Santa Maria della Scala
La visita sarà supportata dalla presentazione delle opere da parte di una guida autorizzata
Prenotazioni entro il 10 dicembre al Segretario o al Presidente

Giovedì 21 ore 19:30Riunione Conviviale c/o Hotel Garden Siena
Cena degli Auguri
Per motivi organizzativi si prega di comunicare la presenza dei Sigg.ri Soci e dei loro Ospiti entro il termine inderogabile di lunedì 18 dicembre

Giovedì 28 attività sospesa

 

CENONE DI CAPODANNO
Villa di Fagnano – loc. Vagliagli

Il R.C. Siena e il R.C. Siena Est organizzano il cenone che si terrà domenica 31 dicembre 2017 presso la Villa Fagnano in Loc. Vagliagli per festeggiare in amicizia l’arrivo del nuovo anno. L’evento è aperto ai soci ed ai loro amici.
La serata che avrà inizio alle ore 20.30 e prevede:

Aperitivo di benvenuto
Fantasie di fritture

Antipasto
Tartare di fassona
Polentina con salsa toscana di fegatini
Coppetta di pappa al pomodoro con spuma di baccalà
Fagottino di culatello e burrata
Medaglione di pecorino patate e salmone

Primi Piatti
Risotto con fonduta di ricotta basilico e bottarga
Raviolini di pesce con pomodorini pachino alla vaniglia
Pici al capriolo

Secondi Piatti
Filetto di manzo ai pepi con sformatino di verdure
Salmone in crosta di sale con cruditè

Dessert
Mousse al cioccolato – Bavarese ai frutti di bosco

Bevande, Vino, Spumante, Caffè

Dopo la mezzanotte …….
Musica e balli accompagnati dalla “La Combriccola del Disco”

Costo della serata € 100,00 a persona

Si segnala che per esigenze della struttura ricettiva al nostro Club sono stati riservati 110 posti e che non sarà possibile accettare un numero maggiore di prenotazioni; conseguentemente si terrà conto esclusivamente del criterio temporale con cui le stesse perverranno al Segretario od al Presidente.

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WILD AFRICA CON SERGIO PITAMITZ

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E’ stata una interessantissima riunione conviviale quella che giovedì 16 novembre ha visto ospite del Club Sergio Pitamitz  che ha intrattenuto una platea di oltre settanta presenti con avvincenti resoconti sulle proprie avventure professionali.
Pitamitz infatti è un fotografo professionista e giornalista per National Geographic Creative, specializzato in natura, animali e conservazione con esperienze di viaggio in oltre 80 paesi ed in tutti i continenti.
Le sue immagini sono apparse in centinaia di pubblicazioni tra cui BBC Wildlife, Terre Sauvage, Oasis, Africa Geographic, Geo, The New York Times, Time, Newsweek, Figaro Magazine, Condé Nast Traveler nonché su numerose pubblicazioni e libri della National Geographic.
Ha ricevuto riconoscimenti in numerosi concorsi internazionali quali Nature’s Best, National Wildlife, Audubon e Oasis PhotoContest, di cui attualmente è il Chairman. Ha vinto l’NPPA – National Press Photographers Association come “Miglior Fotogiornalista 2016” nella categoria Natura e Ambiente.
Nel corso della serata il relatore ha illustrato il suo primo libro, Wild Africa, commentando le fotografie in questo riportate che la proiezione ha potuto far apprezzare solo parzialmente in termini di definizione e colori.
Diversi soci, affascinati dalle suggestive immagini, hanno ritenuto di acquistare il libro che l’autore ha autografato in ciascuna copia.

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UN CAMINETTO NOIR

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In una Siena di metà ‘800, tra i vicoli di Salicotto, tre omicidi accendono le paure del popolo. Le vittime presentano tutte uno strano segno sul collo e vengono ritrovate completamente dissanguate. Facile a questo punto parlare dell’omicida come di un “vampiro”.
Ed in questo buio contesto si svolgono le indagini del Commissario Marini e dell’aggregato Guglielmo Pardini voce narrante dell’intricata vicenda.
E’ questo lo scenario in cui si sviluppa il romanzo “Mentre Siena dorme” presentato giovedì 9 novembre dall’autore Arch. Andrea Siveri e dal Dott. Francesco Sani manager della casa editrice Porto Seguro.
I due relatori hanno incuriosito una platea di 46 soci e ospiti riferendo come da una vicenda realmente accaduta, tuttora ricordata nella tradizione orale delle contrade senesi, sia nato lo spunto per un “giallo” intrigante ed avvincente dal finale decisamente inaspettato.
Al termine della serata l’autore ha risposto alle molte domande della platea che non ha mancato di entrare in possesso del libro ottenendo sentite dediche personalizzate in ciascuna copia.

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PROGRAMMA DEL MESE DI NOVEMBRE 2017

by Presidente on

NOVEMBRE 2017

Giovedì 2 ore 18.00 – S.S. Messa in suffragio degli Amici Rotariani defunti
Siena – Basilica Superiore di San Domenico

Giovedì 9 ore 19:00 – Riunione al Caminetto c/o NH Hotel Siena
Nel corso della riunione l’amico Arch. Andrea Siveri presenterà il suo libro “Mentre Siena dorme
Sarà presente l’editore Paolo Cammilli della Porto Seguro (Firenze)
L’evento è aperto a familiari e ospiti

Giovedì 16 ore 20:00 – Riunione Conviviale c/o NH Hotel Siena
Una serata con Sergio Pitamitz, National Geographic Creative Photographer, fotografo di natura specializzato in grandi predatori.
Un viaggio per immagini nell’Africa Australe e dell’Est dove ha realizzato gli scatti pubblicati nel libro Wild Africa, un omaggio alla grande fauna e ai suoi felini che stanno drammaticamente diminuendo. Si parlerà di tecnica, di etica e di conservazione, il fine di ogni fotogiornalista di natura.

Giovedì 23 ore 19:00 – Riunione al Caminetto c/o NH Hotel Siena
Argomenti rotariani
I nuovi soci Sabina D’Angelo e Hans Rachad si presentano al Club

Giovedì 30 ore 20:00 – Assemblea c/o Hotel Garden Siena
Nel corso della serata sarà eletto il Presidente del Club per l’annata rotariana 2019/20 e il Consiglio dell’annata rotariana 2018/19
La riunione è aperta ai soli soci

 

Nel trascorso fine settimana il nostro Club ha ricevuta la visita di una nutrita delegazione di amici del R.C. Cambridge nel segno di un consolidato gemellaggio tra i due Club e di una sincera amicizia tra i rispettivi soci.
Accolti venerdì sera con una cena di benvenuto in un locale posto nella sempre magica Piazza del Campo, i nostri amici hanno trascorso la giornata di sabato visitando Il Duomo, il Palazzo Pubblico, il Museo della contrada della Torre, la locale Sinagoga rimanendo affascinati dalla nostra città, dai suoi vicoli e dalle mille attrazioni che ogni angolo della città riserva al visitatore. Cicerone l’insostituibile Filippo Fiorentini che con uso sapiente della lingua inglese e grande simpatia ha permesso agli amici inglesi di godere delle principali bellezze di Siena.
Nella serata di sabato si è tenuta una riunione conviviale presso il Ristorante Millevini con una nutrita partecipazione di soci. Nel corso della riunione il Presidente Inturrisi ha porto i saluti del Club agli amici inglesi e questi, per voce del Presidente Julian Landy, hanno salutato gli amici presenti e ringraziato per la calorosa accoglienza che è stata loro riservata.
Nell’occasione hanno ricevuto il distintivo del Rotary i nuovi soci Dott.ssa Sabina D’Angelo presentata da Elisabetta Miraldi e il Dott. Hans Rachad presentato da Andrea Arcamone.
Domenica 22 ottobre gli amici di Cambridge, prima di iniziare il viaggio di ritorno, hanno potuto visitare la cantina “Rocca delle Macie” dell’amico Sergio Zingarelli ed apprezzare i vini della sua produzione unitamente ad alcune specialità culinarie della cucina toscana.
Un sincero ringraziamento ai molti soci che hanno contribuito all’ottima riuscita dell’evento ma tra tutti deve essere ricordato l’amico Filippo Fiorentini, sempre accompagnato dalla gentile Rachele, che ha dedicato ogni minuto del week end al servizio degli amici di Cambridge.