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LETTERA AL CLUB DEL PROVVEDITORE DELLA MISERICORDIA DI SIENA A. VALBONI

by Presidente on

Gent.mo Presidente,

facendo seguito alla nostra conversazione telefonica, le faccio un quadro spero esaustivo anche se sintetico dei cambiamenti indotti dalla situazione emergenziale generata del COVID19:

Il primo impatto è stato sulla vita interna dell’associazione; una sede che di giorno vedeva un costante via vai di persone fino alle 20 di sera, improvvisamente si è trasformato in un luogo silenzioso, dove pare il tempo sia sospeso. Gli uffici vuoti, quasi tutti i dipendenti lavorano da casa, con l’eccezione della sala operativa che invece deve essere sempre aperta; una rigida separazione degli spazi tra i luoghi frequentati dagli utenti degli ambulatori medici, e i volontari, alcuni dei quali effettuando servizi di emergenza dovevano cercare di non entrare in contatto con gli uffici e con quei volontari che si occupavano di altre attività.

  • I servizi sanitari hanno visto un crollo verticale dei servizi di urgenza e sociali, mentre hanno subito una impennata i servizi di emergenza, per ovvi motivi. Il cambiamento più forte in questo settore è stato quello di doversi adattare a procedure operative sostanzialmente diverse dall’usuale, con la grandissima difficoltà iniziale di reperire in tempi brevi i presidi di protezione individuale, che né il 118 né la Regione erano in grado di fornire non solo agli ospedali e ai medici di medicina generale, come lei saprà benissimo, ma tanto meno alle associazioni di volontariato che si sono dovute arrangiare da sole, con grossi sacrifici.
  • A fianco dell’emergenza sanitaria, è esplosa l’emergenza sociale: ai consueti nuclei familiari che noi assistevamo per aspetti sia di carattere economico che di fornitura di generi di prima necessità, si sono affiancati i nuclei familiari in quarantena o positivi, ma domiciliati, e tutte quelle persone con problematiche legate sia all’età che ad aspetti clinici che le rendevano maggiormente vulnerabili: questo incremento ha fatto più che triplicare il numero di aiuti alimentari e di acquisto di medicinali rispetto alle situazioni di normalità. C’è da dire che il volontariato ha saputo reagire in modo per me sorprendente, permettendo di reggere un carico di lavoro che è cresciuto in modo significativo rispetto allo scorso anno. A questi nuclei familiari si sono aggiunti quelli colpiti dalla crisi economica, che sta falcidiando intere famiglie; purtroppo in questi casi l’intervento che possiamo fare, a parte la fornitura di generi di prima necessità, grazie anche al vostro aiuto, non è molto di più, soprattutto per quelle realtà dove il problema maggiore è la crisi di liquidità, a cui solo il sistema politico-finanziario può dare una mano. La Fondazione Toscana per il Contrasto all’Usura, che sta continuando ad operare da casa, ha incrementato del 18% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, gli interventi a favore di persone che avevano bisogno di garanzie nei confronti del sistema bancario. Grazie al vostro aiuto, siamo stati anche in grado di aiutare le Misericordie di Castelnuovo B.ga, di Monteroni e di Casole d’Elsa, che si sono rivolte a noi per un aiuto economico a sostegno delle famiglie dei loro territori. Come sempre abbiamo continuato ad aiutare le consorelle di Asciano, Quercegrossa, Pievasciata, Casciano di Murlo, Vescovado e Castellina in Chianti, a cui forniamo i generi alimentari per i nuclei familiari i stato di forte necessità dei loro territori.
  • Non ci sono solo i bisogni materiali, ci sono anche i bisogni psicologici, i bisogni dell’anima. Questa situazione ha generato in tutti noi sensazioni di paura, angoscia, perdita di speranza; alcuni, molti, hanno imparato a conviverci e a guardare oltre, altri non ce la fanno. Per questo abbiamo creato due gruppi di ascolto, un numero verde per il sostegno psicologico a chi abbia bisogno di parlare con specialisti, psicologi, counselor e se necessario anche con avvocati; un secondo numero dedicato a quelle madri che hanno avuto figli da poco tempo, magari durante la crisi epidemica, e che hanno bisogno di essere rassicurate, o semplicemente hanno bisogno di tirare fuori le loro paure. Un servizio simile è attivo anche per i volontari, soprattutto quelli che sono stati coinvolti in interventi ad alto rischio, o quelli che dall’inizio della pandemia si sono chiusi in casa e hanno bisogno di parlare della loro paura, di essere capiti.

Le due cose più impegnative, anche sul piano emotivo, sono state la messa in sicurezza della casa di riposo e la chiusura del cimitero. La prima è scattata immediatamente, adottando protocolli di sicurezza per i dipendenti e per i pazienti, impendo l’accesso indiscriminato dei visitatori, imponendo ai visitatori precise prescrizioni e controlli sanitari in ingresso, e vietando qualunque uscita a quegli ospiti ancora autosufficienti, che erano abituati a farsi la loro passeggiatina in città: non è stato affatto facile, ma se c’è una cosa di cui sono particolarmente orgoglioso è che non abbiamo avuto casi di contagio, né tra i dipendenti né tra gli ospiti, e per il momento, con grandissimo impegno da parte dei dipendenti della casa di riposo, tutto sta procedendo per il meglio. Chiudere il cimitero è stato altrettanto doloroso, non poter consentire l’ultimo saluti a familiari e amici (sono deceduti anche soci della misericordia che erano padri e mogli di nostri volontari) è stato la cosa che più mi è pesata, a livello emotivo, non poter essere accanto al confratello in un frangente così doloroso per lui è stato davvero una sofferenza.

 

Che altro dire, facciamo tanto conferenze video, whatsapp è diventato lo strumento di comunicazione di massa più usato, ogni tanto organizziamo dei meeting allargati sempre via internet, lo stesso Magistrato si riunisce in video conferenza; ci manca tanto il ritrovarsi tutti assieme, fare i nostri cenini, essere allegri e rilassati per una sera, ritrovarsi alla messa, tutta la quotidianità e la normalità della nostra vita prima di questo maledetto virus.

 

Speriamo che questa sia davvero una Pasqua di resurrezione, ma come dicevamo al telefono, i tempi saranno lunghi, e dobbiamo avere una pazienza ed una tenuta molto alta.

 

Con i miei più cordiali saluti

 

 

Andrea Valboni

Provveditore

                                                            
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Written by: Presidente

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