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L’AMICIZIA ROTARIANA

by Filippo Fiorini delegato informatizzazione on

In occasione del caminetto di giovedì 10 ottobre, l’Istruttore del Club, Past President Pierluigi Venturi, ci ha parlato di AMICIZIA ROTARIANA ed ha letto una lettera che il 14 marzo 2001 il PDG Ing. Luigi Socini Guelfi – il grande saggio del Club – gli scrisse. Poiché sia l’argomento trattato da Pierluigi sia la lettera di Socini affrontano dei temi rotariani importanti, questa Redazione ha ritenuto opportuno riportarli entrambi integralmente. Specialmente la lettera di Socini contiene riflessioni e suggerimenti che possono interessare ancora oggi. A seguire alcune considerazioni del PDG Pietro Terrosi Vagnoli sulla scelta e su come devono essere inseriti nel Club i nuovi soci in modo da renderli partecipi ed ovviare alle dimissioni precoci.

Potrei iniziare questa mia chiacchierata partendo dalla distinzione che Aristotele faceva dell’amicizia fondata sull’utile, sull’amicizia fondata sul piacere e su quella vera fondata sulla virtù; ma poiché il tempo è tiranno cercherò di andare dritto all’argomento di questa serata dicendovi che una delle finalità del Rotary, chiaramente espressa nel nostro “Manuale di Procedura”, è quella di PROMUOVERE E SVILUPPARE RELAZIONI AMICHEVOLI TRA I PROPRI SOCI PER RENDERLI MEGLIO ADATTI AL SERVIRE. Altro scopo è quello di PROPAGARE LA COMPRENSIONE RECIPROCA, LA BUONA VOLONTA’ E LA PACE TRA NAZIONE E NAZIONE MEDIANTE IL DIFFONDERSI NEL MONDO DI RELAZIONI AMICHEVOLI.

È noto che nel “Manuale di Procedura”, quando ci si riferisce ai rapporti tra rotariani, viene utilizzata la parola AMICIZIA: è specificamente indicata tra i valori fondamentali dei principi guida del Rotary! L’AMICIZIA nel Rotary vuol significare lo stato di condivisione di interessi e/o di esperienze simili e anche di “colleganza” nel senso che i rotariani sono tra loro colleghi, perchè lavorano insieme a favore della comunità locale e internazionale, condividendo gli stessi valori e progetti di servizio con una unità di intenti. Tuttavia manca ancora qualcosa, perchè si può essere anche colleghi, vicini di casa, soci, compagni. di lotta e di ideologia, ma non amici nel senso rotariano del termine, perchè l’amicizia rotariana è qualcosa di più forte ed importante del semplice stare insieme.

L’amicizia per il rotariano non è solo un fine, ma anche un mezzo per meglio servire l’uomo ed i suoi bisogni. L’amicizia rotariana vera nasce dunque in virtù delle regole del Rotary. Il Rotary richiede comportamento etico all’interno e all’esterno, tolleranza e cooperazione: ingredienti necessari per realizzare le finalità a cui il Rotary mira.

Vi siete mai chiesti perchè nel Rotary non si entra a domanda, ma mediante cooptazione? Noi gli amici li scegliamo perché vogliamo che coloro che sono chiamati a farne parte abbiano caratteristiche e capacità per condividere in libertà fini e scopi rotariani, per costruire insieme un mondo migliore.

È ovvio allora che si deve prestare particolare attenzione nella cooptazione dei nuovi soci. L’amicizia rotariana è dunque il frutto di una nostra libera scelta; è quel legame che ci unisce talvolta più di ogni altra relazione.

Importantissimo quindi è anche coltivare questa amicizia rotariana. Come? Partecipando alle riunioni, siano esse conviviali di Club o appuntamenti distrettuali. Maggiore sarà la nostra partecipazione, più ci sentiremo introdotti tra amici. A tal proposito, a volte, parlando tra di noi, ho sentito qualcuno proporre l’idea di ridurre il numero delle conviviali perché sono troppe e troppo onerose. Ma se questo è in parte vero, è altrettanto vero che è con la frequenza assidua tra soci che può nascere l’amicizia. E con l’amicizia si può servire meglio!

Dobbiamo tuttavia fare attenzione: la parola amicizia nel Rotary italiano è a volte abusata o utilizzata impropriamente in maniera autocelebrativa. Nel linguaggio di tutti i giorni si vuol far passare il concetto che essere tra rotariani voglia dire essere automaticamente tra amici; che un rotariano, in quanto tale, sia obbligatoriamente “vero” amico di ogni altro rotariano. Non può essere sempre così, perché a volte, anagraficamente, tra due rotariani ci possono correre molti anni di differenza. E poi, dato che un Club può contare anche oltre cento soci, non è sempre facile o sempre vero che i rapporti intercorrenti tra i soci siano tutti uguali…

In conclusione, quindi, l’AMICIZIA ROTARIANA va vista come condivisione di intenti, di ideali, di comportamenti, per conseguire uno scopo comune.

Pierluigi Venturi ISTRUTTORE DEL CLUB

La lettera del PDG Ing. LUIGI SOCINI GUELFI

Caro Presidente, mi hai ripetutamente sollecitato un articolo da pubblicare sul notiziario del club e doverosamente ti accontento, ma preferisco farlo con una lettera a te diretta che, se credi, puoi anche rendere nota ai soci con il bollettino. L’argomento che al momento sembra causa di qualche preoccupazione nel Rotary è quello del suo futuro, come si rileva in qualche messaggio del P.I. Ravizza e negli scritti di alcuni governatori. Effettivamente dalla sua costituzione ad oggi il Rotary ha cambiato molti orientamenti fondamentali e molte procedure che ne costituivano una qualifica determinante. Risalendo all’origine dei miei cinquant’anni di anzianità di servizio, noto ad esempio che la presentazione dei nuovi soci viene effettuata con un’affrettata illustrazione da parte del presentatore, dopo di che il nuovo socio va a sedersi al tavolo, molte volte accolto con indifferenza, e forse mai udiremo la sua voce nel corso delle conviviali. Cinquant’anni or sono il nuovo socio prendeva la parola, parlava della propria attività, dei propri problemi, e questo serviva prima di tutto a meglio conoscerlo, inoltre a vincere una riservatezza che molte volte affligge chi deve parlare in pubblico per la prima volta; infine si facilitavano i rapporti di amicizia che sono il fondamento del Rotary. Perché non riprendiamo questo sistema che più approfondiva la conoscenza e che a mio avviso meglio si conformava allo spirito del Rotary? Quanto alle relazioni che vengono fatte sia al termine delle conviviali sia al caminetto, i temi sono i più vari, anche se prestigiosi, ma tali da impegnare il Club su argomenti di attualità o di contingenza che avrebbero l’effetto di sollecitare più a fondo l’interesse del Club e ne aumenterebbero il prestigio. Cinquant’anni or sono il segretario teneva aggiornato un ruolino e diceva a ciascuno di noi la data alla quale avrebbe dovuto fare la sua relazione, perché tutti i soci erano tenuti a parlare, e poiché non è necessaria una lunga dissertazione, in ogni riunione, potevano essere anche due i relatori, ai quali bastavano 15 minuti ciascuno per illustrare i problemi che impegnavano il proprio lavoro e fare le osservazioni che riteneva più appropriate su problemi di pubblico interesse. Tutto questo è stato definitivamente abbandonato, anche se i problemi che dovevano essere oggetto della nostra attenzione sono stati e sono della massima importanza. Ad esempio: il Monte dei Paschi, il piano regolatore della città, la viabilità per Siena ed in Siena, la sicurezza pubblica, l’istruzione. E potrei continuare a lungo: problemi dei quali mai si è parlato. Al termine della conviviale ci alziamo ed i commenti che si odono sono normalmente di carattere gastronomico, riferiti ai menù della serata, e confesso che in quei momento il capo cuoco del ristorante che ci ha ospitato ha un rilievo che supera quello del Presidente del Club. Dopo queste riflessioni piuttosto critiche, non mi sembra che le perplessità alle quali ho fatto cenno all’inizio di questa lettera siano del tutto infondate, e mi auguro che il Rotary, ora pressoché trasformato in consesso di commensali, possa invece riprendere il suo ruolo che un sommo Pontefice definì con nostro orgoglio: “IL ROTARY FA OPINIONE”, e non scada all’infimo grado di fare opinione solo sul cuoco di un ristorante. Scusami se sono stato troppo severo nelle mie osservazioni e nelle mie previsioni, ma sono il decano del Club e quella di brontolare è una qualità dei vecchi.

Cordialmente

Luigi Socini Guelfi

Siena, 14 marzo 2001

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Written by: Filippo Fiorini delegato informatizzazione

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