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LA CULTURA FA NOVANTA

by Presidente on

Noto al grande pubblico soprattutto come il pittore degli affreschi dell’allegoria del Buono e del Cattivo Governo, nel Palazzo Pubblico di Siena, testimonianza di un’epoca in cui nasce la moderna idea di repubblica, Ambrogio Lorenzetti, fratello di Pietro, con lui protagonista della scuola senese, è da considerarsi tra i maggiori artisti d’Europa.
Nel pomeriggio di sabato 16 dicembre, 90 rotariani senesi, compresi anche i loro familiari, 18 rotaractiani ed ospiti, hanno reso omaggio al grande artista nato nella nostra città nel 1290, visitando la prestigiosa rassegna a lui dedicata. La visita è stata effettuata con i partecipanti divisi in tre gruppi, con tre diverse guide (i curatori della mostra non si sono visti contrariamente a quanto a suo tempo avevano promesso). Erano presenti anche 18 rotaractiani.
La grande mostra del Santa Maria della Scala dedicata alla grande vicenda artistica di Ambrogio Lorenzetti, nato nella nostra città nel 1290, non ha deluso le aspettative. È davvero stupenda, grazie anche a una serie di prestiti di grandi musei (Louvre, National Gallery, Gallerie degli Uffizi, Musei Vaticani, Yale…), che hanno fatto convergere al Santa Maria della Scala dipinti che, in massima parte, furono prodotti per cittadini senesi e per chiese della città.
Nella memorabile mostra, necessaria e “senza precedenti” – come scrivono nella premessa al catalogo edito da Silvana Editoriale i curatori Alessandro Bagnoli, Roberto Bartalini e Max Seidel – sono tornati a vivere idealmente – grazie ai frammenti superstiti – anche cicli di affreschi un tempo molto famosi ma distrutti, come quelli dell’aula capitolare e del chiostro della Basilica di San Francesco a Siena, i dipinti della chiesa agostiniana senese e il ciclo, restaurato per l’occasione, della cappella di San Galgano a Montesiepi, a tal punto fuori dai canoni della consolidata iconografia sacra che i committenti pretesero delle sostanziali modifiche poco dopo la loro conclusione.
Tanti capolavori finalmente insieme hanno accompagnato i visitatori rotariani in un affascinante viaggio alla riscoperta di un grande innovatore della pittura italiana tardomedievale che, pur non avendo mai dato vita ad una scuola, tanto influenzò anche la produzione rinascimentale, contribuendo alla nascita della maniera moderna.
Ambrogio Lorenzetti già nel Cinquecento veniva indicato come uno dei grandissimi del suo secolo, addirittura superiore a Simone Martini. Lorenzo Ghiberti, nel Rinascimento, affermò che prima di Masaccio ci sono Giotto e Ambrogio.
Per la verità Ambrogio non è un pittore sconosciuto. Ma la sua dimensione civile ha un po’ oscurato la sua dimensione artistica “tout court”. La mostra del Santa Maria della Scala ha significato perché ci ha restituito l’artista più che il pittore civile. Lorenzetti è stato, infatti, un innovatore della concezione stessa dei dipinti d’altare e un grande pittore di storie sacre, ma anche il narratore che ha allargato lo sguardo alla re-invezione del paesaggio e della pittura d’ambiente.
Tra i meriti della mostra c’è sicuramente anche quello di aver colmato un vuoto negli studi moderni: mancava infatti una monografia affidabile di Ambrogio Lorenzetti. L’ultima risaliva al 1958, opera dell’americano George Rowley, e non era stata particolarmente apprezzata dagli storici dell’arte che vi avevano notato alcune sviste poderose.
La mostra – come ci spiegarono il Dott. Stefano Di Bello, dell’Opera Civita Group, e il Direttore del Santa Maria della Scala Dott. Danieli Pitteri nella conviviale del 5 ottobre 2017 – in realtà è il punto di arrivo di un lavoro a 360 gradi che è stato fatto su Ambrogio Lorenzetti e che è cominciato con un’opera di restauro su numerosi suoi lavori, fra cui il ciclo di affreschi nella basilica di San Francesco, il grandioso ciclo di Montesiepi, il polittico della chiesa di san Pietro in Castelvecchio e la Maestà di Sant’Agostino. A fianco a questo c’è stato un grande lavoro di studio portato avanti da un gruppo dell’Università.
Ambrogio è pittore civile, sacro, ma anche attento osservatore della natura e dei suoi fenomeni. Sua la prima rappresentazione dell’impeto di una tempesta, purtroppo andata perduta. “Non ne abbiamo più traccia, ma soltanto dei commenti. Proprio Ghiberti parlava di questo meraviglioso affresco esaltandone il realismo, la straordinaria capacità pittorica. È probabilmente il primo che riesce a rappresentare la natura in modo moderno, anticipando i pittori che lo seguiranno nei secoli successivi”.
La novità di Lorenzetti e il suo essere all’avanguardia vanno ricercati nell’originale rappresentazione di figure, volti, sguardi, inquadrature, nell’adozione di colori all’epoca sconosciuti.
Niente è come prima dopo di lui: inaugura infatti anche un nuovo approccio al sacro. Il soggetto religioso caratterizza la maggior parte della produzione e consegna al fedele o al visitatore un divino umanizzato. In questo senso Ambrogio Lorenzetti è pittore dell’Incarnazione di Cristo:
“Un esempio meraviglioso da questo punto di vista è la Madonna del Latte: la Madonna veste di rosso con un manto azzurro. Il rosso la riporta alla propria dimensione umana e terrena, l’azzurro alla sua dimensione divina. La straordinarietà di quest’opera è determinata dallo sguardo della Madonna verso il bambino. Una mamma che sta allattando il bambino”.
Dal grande al piccolo formato, ogni opera ha svelato ai partecipanti alla visita la grandezza del maestro senese.
Ad arricchire il percorso espositivo della mostra c’è pure l’accurata documentazione dei recenti restauri e una sezione multimedia con filmati di taglio informativo e narrativo.
È stato ammirato dai visitatori anche il notevole sforzo espositivo nel montare in due stanze gli affreschi staccati della cappella di San Galgano a Montesiepi, col confronto fra l’affresco finito e la sinopia dell’Annunciazione: la Vergine nella sinopia sembra quasi ritrarsi intimorita dall’annuncio dell’angelo, e la posa ricorda quella della Madonna nel Giudizio Universale di Michelangelo (che ha precisi riferimenti a modelli classici).
(Alberto Fiorini)

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Written by: Presidente

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