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“EUROPA 2019: pro e contro”

by Presidente on

NH Hotel, Giovedì 16 Maggio.

Alla vigilia delle Elezioni Europee 2019, la conviviale del Club ha visto al tavolo della Presidenza due eccellenti relatori: il Socio Renzo Azelio Castelnuovo e il Socio Onorario Giovanni Buccianti, impegnati sull’argomento “Europa 2019: pro e contro”.

Gradito ospite del Club il Dr. Pino Di Blasio, Caporedattore del quotidiano La Nazione di Siena.

Di seguito, in ordine cronologico, gli interventi di Castelnuovo e Buccianti.

Renzo A.Castelnuovo:

Con l’approssimarsi del 26 maggio, giorno delle elezioni per il Parlamento Europeo è stata dedicata una serata alla analisi delle problematiche attuali europee e consentire ai Soci di disporre di aggiornate informazioni e di confrontare le idee in materia, attraverso un dibattito aperto e rispettoso delle varie opinioni.

In effetti, i confronti apparsi recentemente sulla stampa, alla TV e nei media in generale sono apparsi viziati da una certa superficialità ed eccessiva enfasi su aspetti nazionali, ma soprattutto per una impostazione spesso di parte e carica di polemiche ispirate a considerazioni prevalentemente ideologiche.

Viceversa in questa sede si è volutamente scelto di limitarsi ad una introduzione generale del tema, per lasciare ampio spazio a osservazioni e interventi dei Soci, con una impostazione quanto più asettica e neutrale di tipo tecnico-economico, e quindi per offrire una analisi pacata ed oggettiva di alcuni più rilevanti aspetti. Per questo viene fatto ricorso a quella metodologia definita “analisi costi/benefìci” che mette a confronto pro e contro, vantaggi e svantaggi della appartenenza alla Unione Europea, e in particolare alla Eurozona comprendente i Paesi che hanno adottato l’euro come loro moneta comune.

Preliminarmente occorre ripercorre in sintesi il processo di integrazione europea, poiché già nel passato erano emerse alcune di quelle contrapposizioni, a cominciare dallo stesso Parlamento Europeo che nella attuale imminente circostanza offre indubbiamente una grande prova di democrazia con la simultanea partecipazione diretta al voto di quasi quattrocento milioni di cittadini, ma al tempo stesso evidenzia un sistema ancora segmentato in collegi elettorali separati dove competono candidati nazionali in rappresentanza di partiti politici anch’essi nazionali (oltre al fatto che lo stesso Parlamento ha due sedi, a Bruxelles e a Strasburgo, con conseguenti notevoli costi e inefficienze).

La moderna idea di Europa nacque dalla intuizione di tre italiani (Spinelli, Rossi e Colorni) che durante il loro “confino forzato” a Ventotene, ispirandosi ad una idea originaria di Einaudi, proposero la unificazione della Europa come risposta e soluzione definitiva alle guerre che per secoli l’avevano insanguinata. Ma l’attuazione pratica del progetto si deve in particolare al pragmatismo di leaders politici, quali De Gasperi, Adenauer, Schumann, che adottarono un approccio fatto di “piccoli passi”, a cominciare dal settore della economia che più facilmente poteva conciliare esigenze e vedute dei vari Paesi, altrimenti gelosi della loro autonomia e indipendenza e quindi riluttanti a cedere parti della loro sovranità a istituzioni sopranazionali. L’Atto fondativo della UE fu il Trattato di Roma stipulato nel 1957 dai sei Paesi fondatori, tra cui l’Italia, con cui vennero creati gli Organi comunitari e dato inizio ad un mercato comune. Successiva tappa fondamentale fu il Trattato di Maastricht del 1993 per la realizzazione – completata nel 1999 – dell’euro come moneta comune per i Paesi Membri, divenuti nel frattempo 19 (28 quelli della più ampia Unione Europea). Altro evento che stimolò innovazioni sia operative che istituzionali fu la grave crisi economico-finanziaria iniziata nel 2008 che indusse ad una più stretta cooperazione tra Paesi Membri, anche tramite regole più rigide sui comportamenti nazionali, soprattutto nel comparto della finanza pubblica sottoposta a vincoli in termini sia di deficit che di debito. Queste ultime innovazioni sono in gran parte l’origine di critiche e malcontento delle opinioni pubbliche di vari Paesi, sfociate recentemente anche nel successo di movimenti e partiti politici euroscettici che hanno enfatizzato le criticità del processo europeo.

Per una esposizione quanto più obiettiva del dibattito in corso, sono stati esposti – in un raffronto tra vantaggi e svantaggi – alcuni aspetti innovativi delle principali caratteristiche della Europa attuale.

Aspetti positivi/vantaggi:

condizioni di pace duratura;

stabilità politica, economica e finanziaria;

eliminazione di costi delle transazioni monetarie;

maggiore concorrenza (benefici consumatori e welfare) e trasparenza prezzi e costi;

mercati più ampi per le imprese e per scelte di investimento del risparmio;

migliori e maggiori scelte di investimento dei risparmi;

ruolo internazionale dell’euro

eliminazione del rischio di cambio nelle transazioni intercomunitarie;

Aspetti negativi/svantaggi:

unione economica ma non unità politica;

asimmetria tra politica monetaria (unica) e altre politiche economiche (solo nazionali);

integrazione economica incompleta (es. fisco e sistemi legali), causa di squilibri macroeconomici;

perdita politica monetaria indipendente;

perdita politica dei cambi indipendente (non più svalutazioni per stimolare la crescita);

non piena mobilità di fattori produttivi (lavoro, professioni);

bilancio comunitario di dimensioni molto limitate;

la burocrazia di Bruxelles;

recenti dubbi su sostenibilità del debito pubblico sovrano e rischi default;

eccessiva enfasi su politiche di austerità, rispetto a stimoli alla crescita;

deficit democratico” delle istituzioni comunitarie;

allargamento della UE a Paesi non omogenei;

diverse preferenze e sensibilità verso la inflazione

Giovanni Buccianti ha esordito dicendo di essere molto critico verso questa Europa. “Non confondetemi, però – ha detto Buccianti – con i tanti critici dell’Europa che ci sono oggi, perché fin dal 1996 manifestavo in un mio libro i miei forti dubbi”.

L’oratore ha ricordato come l’unità dell’Europa fosse una condizione imposta dagli USA, aggiungendo che, già dopo il primo conflitto mondiale, molti fra politici, intellettuali, docenti universitari, industriali si chiedevano come si sarebbe potuto evitare il ripetersi di tragici eventi come la guerra. In Italia, Giovanni Agnelli e un professore del Politecnico di Torino, Attilio Cabiati, scrissero un libro – Federazione europea o Lega della Nazioni? in cui veniva messa sul banco degli imputati la nazione. Occorreva un’Europa federale, sola via possibile da seguire, cioè una Federazione di Stati europei sotto un potere centrale che li governasse. Qualsiasi altra soluzione, scrissero Agnelli e Cabiati, era solo “erba trastulla”.

Ripercorrendo l’iter del pensiero europeo fino ad arrivare ad oggi, Buccianti ha sottolineato: “Tutti i giorni ci confrontiamo con l’inadeguatezza di questa Europa, dinanzi ai grandi eventi che scuotono il mondo e per i quali non si può più parlare di crisi, ma di cambiamento”.

Moltissimi i riferimenti storici elencati dal relatore, che si è soffermato su molti aspetti negativi quali, la mancanza di una valida politica di difesa comune dell’Europa, le non risposte alla grave crisi economica del 2008, l’assenza di una politica europea di fronte alla tragedia delle migrazioni.

Il nostro Socio Onorario ha anche citato, ad esempio, come molti analisti avessero denunciato, allorquando l’Europa si spinse verso aree a lei non congeniali (Finlandia, Lettonia, Estonia, Lituania, ecc.) i rischi che un’Europa allargata, dalla chiara configurazione baltica, diventasse un fattore di squilibrio.

Non poteva mancare il riferimento all’Italia, sottolineando come il nostro Paese sia rimasto spesso fortemente deluso, nonostante abbia dato molto all’Europa.

Dopo la relazione del Prof. Buccianti, è stata la volta del Dr. Pino Di Blasio, caporedattore de La Nazione, che ha impreziosito la serata con un intervento molto apprezzato, mediando tra le differenti vedute emerse durante gli interventi dei due Soci. Il Dr. Di Blasio si è rivolto in particolare ai giovani del Rotaract presenti, prospettandoli un possibile orizzonte più roseo riguardo al futuro della “loro” Europa. Al termine dei tre autorevoli contributi, i numerosi partecipanti alla Conviviale hanno posto molte domande ai relatori, consentendo loro di approfondire i vari aspetti dell’argomento proposto dal Presidente.

 

 

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