extra Club

Riceviamo e volentieri pubblichiamo una riflessione sull’essenza del “service” elaborato dal Presidente della Commissione Stampa del Rotaract Club Siena Dott. Riccardo Intruglio.

CHE COS’E’ IL SERVICE
Si potrebbe racchiudere in una definizione asciutta e apparentemente completa il significato di service, con la conseguenza tuttavia di perdere alcuni, se non molti, dei significati che vanno ben oltre una sterile definizione. Per semplificare le cose, è possibile guardare a due grandi aspetti del fare service: uno tecnico, l’altro umano. Non che i due aspetti (che a loro volta concentrano in sé numerosi altri aspetti, sfumature, congiunture di significati) siano scollegati tra loro; sono intimamente uniti.  Partendo dall’aspetto più tecnico, il service è infatti uno dei principali momenti, sebbene non l’unico, della vita del Rotaract; è un progetto condiviso, studiato, elaborato, pianificato, che nasce in seno al Distretto, alla Zona o a livello locale, nella città del Club, e che ruota intorno alla realizzazione di un obiettivo ben preciso. Stabilire questo obiettivo, che poi è la ragion d’essere del service stesso, nasce da un’attenta analisi della propria comunità, della società che ci circonda: e quindi quali sono le problematiche, le necessità su cui è possibile intervenire (fare service insegna ad essere pragmatici e a stare coi piedi per terra: è ragionevole porsi obiettivi che, coi nostri mezzi, possiamo essere realmente in grado di raggiungere). Si può trattare, rimanendo dalle parti del Rotaract Siena, della mensa dei poveri della nostra città, in cui c’è bisogno di ‘manodopera’, oppure di un’associazione dell’autismo. Individuato il campo d’azione in cui è possibile dare vita al service, ci si chiede cosa si possa concretamente fare, ed ecco che vengono dati i connotati all’obiettivo, al risultato che si desidera ottenere per produrre effettivamente un risultato in quella realtà che abbiamo scelto. Non basta lo scheletro di base di un service, non basta la pianificazione tecnica di come e dove realizzarlo, ci vuole soprattutto che l’immagine del service prenda distintamente forma in ciascun socio e aspirante del Club, occorre cioè che tutti abbiano bene in mente (e nel cuore) dove si voglia andare.

E questo connette l’aspetto più tecnico a quello umano del fare service: sono infatti presupposto fondamentale alla sua riuscita sia la mente che il cuore. Pensare e realizzare un service è un’attività complessa ma bellissima, in cui si è chiamati a mettersi in gioco. Ad essere chiamate in gioco, a ben vedere, non sono tanto le singole competenze ‘tecniche’ di ciascuno (che comunque servono sempre), quanto le ‘competenze emotive’, vale a dire quell’eterogeneo bagaglio di motivazione, coraggio, entusiasmo e consapevolezza che ci rendono Rotaractiani ma anche persone in grado di darsi da fare per realizzare progetti da cui derivi un bene per la propria società, ma anche per se stessi, perché uno dei più grandi lasciti di un service è la crescita interiore. Raggiungere l’obiettivo stabilito dipende sia dalla squadra che dal singolo individuo e da come questo interagisce con la squadra. Fare service vuol dire fare Rotaract, e anzi è uno dei modi principali in cui si fa Rotaract, in cui il senso di identità maturato nella nostra associazione diventa il carburante in grado di lanciarci, come un aereo al decollo, sopra la pista. Poi sta a noi rimanere in volo e raggiungere l’aeroporto di destinazione. Ho ricordi indelebili e molto belli legati ai service a cui abbiamo lavorato e dato vita nel Rotaract Siena, e ogni volta che affiora un ricordo legato a un service, che sia una difficoltà incontrata, o la soddisfazione della riuscita o un momento buffo o semplicemente un’immagine, si accompagna a una nota d’orgoglio, nella voce e nella memoria, perché il mettersi al servizio (degli altri, con gli altri) lascia dentro di noi un’impronta forte, che va ben oltre le cose materiali con cui la società ci bombarda continuamente. Un’impronta viva che è anche uno stimolo a continuare a guardare avanti, per rinnovare ogni giorno il desiderio e la voglia di mettersi al servizio.

(Riccardo Intruglio, Presidente Commissione Stampa del Rotaract Club Siena per l’A.R. 2017/2018)

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CENA DEGLI AUGURI 2017

by Presidente on

Giovedì 21 dicembre presso l’Hotel Garden in Siena si è svolta la tradizionale cena degli auguri che ha visto la partecipazione di oltre 170 tra soci e graditi ospiti tra i quali l’Assessore alle Politiche per il Turismo del Comune di Siena Dott.ssa Sonia Pallai, l’Assistente del Governatore Dott. Leonardo Campatelli nonché i Presidenti dei Club Service dell’area senese.
La serata è stata introdotta da un aperitivo di benvenuto durante il quale i presenti si sono potuti scambiare i saluti ed i primi auguri.
Durante la riunione, dopo l’esecuzione degli inni in onore alle bandiere, il Presidente ha rivolto ai presenti un breve saluto sottolineando l’importanza delle festività natalizie e la portata che queste devono avere sulla grande famiglia rotariana invitando ad acquisire sempre maggiore consapevolezza della necessità di servire sopra ogni interesse personale.
Durante la serata, che si è svolta in un clima di sentita serenità ed amicizia, il Club ha omaggiato le Signore presenti ed i Signori Ospiti di un piccolo dono costituito da una campanellina in ceramica smaltata realizzata da un laboratorio artigiano del territorio cittadino su cui è impresso il logo del Rotary International e un richiamo all’evento. Particolarmente simpatica è stata la distribuzione del dono curata dai giovani del Rotaract Club Siena.
Un lungo applauso ha accompagnato i saluti finali e lo scambio degli auguri tra tutti i presenti.

Il Discorso del Presidente Stefano Inturrisi
Autorità Civili e Rotariane, gentili Signore e graditi ospiti, amici rotariani e rotaractiani, è per me fonte di grande gioia vedervi così numerosi e vi ringrazio tutti per la vostra presenza.
La Festa degli auguri che stasera ci vede riuniti rappresenta uno dei momenti più importanti e partecipati nel corso di ogni annata rotariana e naturalmente fornisce lo spunto per alcune riflessioni.
Vi confesso che in questi ultimi giorni che ci separano dal Natale, osservando le persone nelle strade e nei negozi, notavo come molte di loro avessero un muoversi accelerato, parevano come animati da una sorta di frenesia, da un sentimento di urgenza che caratterizzava il loro scegliere gli ultimi doni, gli addobbi, i cibi e le bevande da servire nelle giornate della festa.
Era palpabile ed evidente il coinvolgimento di queste persone nella scelta dei menù e delle strenne ma mi sono domandato se quelle persone, se ciascuno di noi, ed io per primo, fossimo veramente consapevoli del significato intrinseco che vogliamo dare a questa festa che oggi non è più solamente una festa cristiana ma una festa che appartiene ad ogni popolo e che si è diffusa in ogni parte del mondo.
Mi sono domandato se le leggi del mercato consumistico non ne abbiano modificato il significato spirituale relegando la festa del Natale ad un evento completamente scollegato da qualsiasi significato mistico o simbolico.
Soprattutto mi sono domandato se il Natale non sia stato snaturato rispetto alla sua originaria funzione di momento di fratellanza, di incontro e di vicinanza tra le persone.
Mi sono detto che Dicembre è tradizionalmente un mese dedicato alla famiglia, concetto che richiama la gioia, la letizia, il calore di un focolare e, nel periodo natalizio, lo scambio di regali come manifestazione tangibile e concreta di un affetto e di un amore che talvolta non si riesce a rappresentare all’altro in maniera efficace con le sole parole.
Senza dubbio il Natale è un periodo di profonda partecipazione emotiva all’interno della istituzione/famiglia che per tutti noi rappresenta il fulcro della nostra esistenza, lo scopo dei nostri sforzi e dei nostri impegni sentimentali e lavorativi.
Ma è altrettanto vero che la gioia e la spensieratezza del periodo natalizio non possono farci dimenticare che il nostro paese sta ancora vivendo un periodo di difficoltà economica, che molti giovani sono delusi dalla mancanza di prospettive lavorative, che vi sono persone ed intere famiglie che vivono situazioni di disagio in un grave squilibrio che stride rispetto all’aria di festa che si respira nel mese del Natale, di quel Natale per come ce lo immaginiamo e per come i mass-media ce lo vogliono rappresentare.
Come appartenenti alla grande famiglia rotariana questo è il periodo in cui è opportuno interrogarsi sul ruolo del Rotary all’interno del territorio di appartenenza e su quello che appare il metodo migliore per portare un contributo, il più ampio possibile, a chi è stato meno fortunato di noi.
E’ avviso di tutti che tale contributo non può limitarsi ad una semplice raccolta fondi da destinare a pur importanti azioni di servizio ma occorre che sia ampliato con una costante attenzione verso le fasce più deboli, indifese e sole. E questo può avvenire anche e soprattutto mettendo a disposizione di queste persone le nostre conoscenze professionali, la nostra comprensione e soprattutto il nostro tempo.
E’ la disponibilità verso gli altri che connota il Natale ed è la disponibilità disinteressata e senza alcun profitto che va a caratterizzare l’intera azione rotariana.
Ai services a livello internazionale come la Polio Plus, a quelli distrettuali ed a quelli dell’annata di ogni singolo club, è necessario affiancare un’azione individuale che postuli una visione meno egoistica della vita, una visione di apertura quotidiana ai problemi di chi soffre, di chi è malato, di chi è solo.
La condivisione, l’amicizia, il semplice sorriso sono regali preziosi che devono caratterizzare la vita di ogni rotariano ma che proprio nel periodo natalizio devono emergere con maggiore forza e determinazione.
Se è vero che il Natale trova la sua genesi in un culto molto antico legato ai ritmi del sole e della luna, al solstizio d’inverno ed al culto del “sol invictus” allora il Natale deve essere un momento dispensatore di luce. E quindi il Natale, nella visione di ognuno e soprattutto di noi rotariani, deve essere un momento in cui la luce illumina i nostri pensieri, le nostre azioni e di conseguenza si riflette su coloro che ci stanno intorno.
E’ quindi il farsi portatore di speranza, di amicizia, di calore umano che rappresenta l’intima essenza della festa natalizia e che deve ispirare ciascuno di noi in una costante azione di miglioramento delle condizioni di vita di chi ci sta intorno.
Ecco che assumere questa consapevolezza ed attuare praticamente questi principi rappresenta il vero spirito del Natale e consente a ciascuno di noi di condividere un momento speciale che sicuramente non potrà che farci più ricchi e felici.
È con l’auspicio che ciascuno di noi acquisisca questa consapevolezza che personalmente ed a nome di tutto il club che rappresento auguro a voi ed ai vostri cari un buon Natale ed un felice anno nuovo colmo di serenità.

 

 

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LA CULTURA FA NOVANTA

by Presidente on

Noto al grande pubblico soprattutto come il pittore degli affreschi dell’allegoria del Buono e del Cattivo Governo, nel Palazzo Pubblico di Siena, testimonianza di un’epoca in cui nasce la moderna idea di repubblica, Ambrogio Lorenzetti, fratello di Pietro, con lui protagonista della scuola senese, è da considerarsi tra i maggiori artisti d’Europa.
Nel pomeriggio di sabato 16 dicembre, 90 rotariani senesi, compresi anche i loro familiari, 18 rotaractiani ed ospiti, hanno reso omaggio al grande artista nato nella nostra città nel 1290, visitando la prestigiosa rassegna a lui dedicata. La visita è stata effettuata con i partecipanti divisi in tre gruppi, con tre diverse guide (i curatori della mostra non si sono visti contrariamente a quanto a suo tempo avevano promesso). Erano presenti anche 18 rotaractiani.
La grande mostra del Santa Maria della Scala dedicata alla grande vicenda artistica di Ambrogio Lorenzetti, nato nella nostra città nel 1290, non ha deluso le aspettative. È davvero stupenda, grazie anche a una serie di prestiti di grandi musei (Louvre, National Gallery, Gallerie degli Uffizi, Musei Vaticani, Yale…), che hanno fatto convergere al Santa Maria della Scala dipinti che, in massima parte, furono prodotti per cittadini senesi e per chiese della città.
Nella memorabile mostra, necessaria e “senza precedenti” – come scrivono nella premessa al catalogo edito da Silvana Editoriale i curatori Alessandro Bagnoli, Roberto Bartalini e Max Seidel – sono tornati a vivere idealmente – grazie ai frammenti superstiti – anche cicli di affreschi un tempo molto famosi ma distrutti, come quelli dell’aula capitolare e del chiostro della Basilica di San Francesco a Siena, i dipinti della chiesa agostiniana senese e il ciclo, restaurato per l’occasione, della cappella di San Galgano a Montesiepi, a tal punto fuori dai canoni della consolidata iconografia sacra che i committenti pretesero delle sostanziali modifiche poco dopo la loro conclusione.
Tanti capolavori finalmente insieme hanno accompagnato i visitatori rotariani in un affascinante viaggio alla riscoperta di un grande innovatore della pittura italiana tardomedievale che, pur non avendo mai dato vita ad una scuola, tanto influenzò anche la produzione rinascimentale, contribuendo alla nascita della maniera moderna.
Ambrogio Lorenzetti già nel Cinquecento veniva indicato come uno dei grandissimi del suo secolo, addirittura superiore a Simone Martini. Lorenzo Ghiberti, nel Rinascimento, affermò che prima di Masaccio ci sono Giotto e Ambrogio.
Per la verità Ambrogio non è un pittore sconosciuto. Ma la sua dimensione civile ha un po’ oscurato la sua dimensione artistica “tout court”. La mostra del Santa Maria della Scala ha significato perché ci ha restituito l’artista più che il pittore civile. Lorenzetti è stato, infatti, un innovatore della concezione stessa dei dipinti d’altare e un grande pittore di storie sacre, ma anche il narratore che ha allargato lo sguardo alla re-invezione del paesaggio e della pittura d’ambiente.
Tra i meriti della mostra c’è sicuramente anche quello di aver colmato un vuoto negli studi moderni: mancava infatti una monografia affidabile di Ambrogio Lorenzetti. L’ultima risaliva al 1958, opera dell’americano George Rowley, e non era stata particolarmente apprezzata dagli storici dell’arte che vi avevano notato alcune sviste poderose.
La mostra – come ci spiegarono il Dott. Stefano Di Bello, dell’Opera Civita Group, e il Direttore del Santa Maria della Scala Dott. Danieli Pitteri nella conviviale del 5 ottobre 2017 – in realtà è il punto di arrivo di un lavoro a 360 gradi che è stato fatto su Ambrogio Lorenzetti e che è cominciato con un’opera di restauro su numerosi suoi lavori, fra cui il ciclo di affreschi nella basilica di San Francesco, il grandioso ciclo di Montesiepi, il polittico della chiesa di san Pietro in Castelvecchio e la Maestà di Sant’Agostino. A fianco a questo c’è stato un grande lavoro di studio portato avanti da un gruppo dell’Università.
Ambrogio è pittore civile, sacro, ma anche attento osservatore della natura e dei suoi fenomeni. Sua la prima rappresentazione dell’impeto di una tempesta, purtroppo andata perduta. “Non ne abbiamo più traccia, ma soltanto dei commenti. Proprio Ghiberti parlava di questo meraviglioso affresco esaltandone il realismo, la straordinaria capacità pittorica. È probabilmente il primo che riesce a rappresentare la natura in modo moderno, anticipando i pittori che lo seguiranno nei secoli successivi”.
La novità di Lorenzetti e il suo essere all’avanguardia vanno ricercati nell’originale rappresentazione di figure, volti, sguardi, inquadrature, nell’adozione di colori all’epoca sconosciuti.
Niente è come prima dopo di lui: inaugura infatti anche un nuovo approccio al sacro. Il soggetto religioso caratterizza la maggior parte della produzione e consegna al fedele o al visitatore un divino umanizzato. In questo senso Ambrogio Lorenzetti è pittore dell’Incarnazione di Cristo:
“Un esempio meraviglioso da questo punto di vista è la Madonna del Latte: la Madonna veste di rosso con un manto azzurro. Il rosso la riporta alla propria dimensione umana e terrena, l’azzurro alla sua dimensione divina. La straordinarietà di quest’opera è determinata dallo sguardo della Madonna verso il bambino. Una mamma che sta allattando il bambino”.
Dal grande al piccolo formato, ogni opera ha svelato ai partecipanti alla visita la grandezza del maestro senese.
Ad arricchire il percorso espositivo della mostra c’è pure l’accurata documentazione dei recenti restauri e una sezione multimedia con filmati di taglio informativo e narrativo.
È stato ammirato dai visitatori anche il notevole sforzo espositivo nel montare in due stanze gli affreschi staccati della cappella di San Galgano a Montesiepi, col confronto fra l’affresco finito e la sinopia dell’Annunciazione: la Vergine nella sinopia sembra quasi ritrarsi intimorita dall’annuncio dell’angelo, e la posa ricorda quella della Madonna nel Giudizio Universale di Michelangelo (che ha precisi riferimenti a modelli classici).
(Alberto Fiorini)

Giovedì 30 novembre si è tenuta presso l’Hotel Garden in Siena l’Assemblea del Club nell’occasione presieduta dal Vice Presidente Franco Siveri.
La serata ha visto l’illustrazione del bilancio consultivo per l’annata 2016-17 da parte del Past President Massimo Innocenti e del Tesoriere Cesare Pepi e la successiva approvazione da parte dei Soci. Inoltre si è tenuta la votazione per l’elezione del Presidente per l’annata rotariana 2019-20 e dei membri del Consiglio per l’annata rotariana 2018-19.
All’esito dello spoglio delle schede elettorali è risultato eletto alla carica di Presidente per l’annata rotariana 2019-20 il socio Francesco De Feo e sono stati chiamati a far parte del Consiglio del Presidente Incoming Andrea Tiribocchi i soci Cesare Biagini, Elena Bindi, Angelo Intruglio, Leonardo Luchini, Pasqualino Paulesu, Cesare pepi, Alessandro Tamagnini, Pietro Terrosi Vagnoli.
A tutti gli eletti i migliori auguri del Club di buon lavoro e di un’annata serena e ricca di soddisfazioni.

Consiglio Direttivo per l’anno rotariano 2018-19
Presidente: Andrea TIRIBOCCHI
Presidente Uscente: Stefano INTURRISI
Vice Presidente: Pietro TERROSI VAGNOLI
Presidente Eletto: Francesco DE FEO
Segretario: Anna Lisa ALBANO
Tesoriere: Roberto MARCHETTI
Consiglieri: Cesare BIAGINI, Elena BINDI, Angelo INTRUGLIO, Leonardo LUCHINI, Pasqualino PAULESU, Cesare PEPI, Alessandro TAMAGNINI
Prefetto: Luca BURRONI

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PROGRAMMA DEL MESE DI NOVEMBRE 2017

by Presidente on

NOVEMBRE 2017

Giovedì 2 ore 18.00 – S.S. Messa in suffragio degli Amici Rotariani defunti
Siena – Basilica Superiore di San Domenico

Giovedì 9 ore 19:00 – Riunione al Caminetto c/o NH Hotel Siena
Nel corso della riunione l’amico Arch. Andrea Siveri presenterà il suo libro “Mentre Siena dorme
Sarà presente l’editore Paolo Cammilli della Porto Seguro (Firenze)
L’evento è aperto a familiari e ospiti

Giovedì 16 ore 20:00 – Riunione Conviviale c/o NH Hotel Siena
Una serata con Sergio Pitamitz, National Geographic Creative Photographer, fotografo di natura specializzato in grandi predatori.
Un viaggio per immagini nell’Africa Australe e dell’Est dove ha realizzato gli scatti pubblicati nel libro Wild Africa, un omaggio alla grande fauna e ai suoi felini che stanno drammaticamente diminuendo. Si parlerà di tecnica, di etica e di conservazione, il fine di ogni fotogiornalista di natura.

Giovedì 23 ore 19:00 – Riunione al Caminetto c/o NH Hotel Siena
Argomenti rotariani
I nuovi soci Sabina D’Angelo e Hans Rachad si presentano al Club

Giovedì 30 ore 20:00 – Assemblea c/o Hotel Garden Siena
Nel corso della serata sarà eletto il Presidente del Club per l’annata rotariana 2019/20 e il Consiglio dell’annata rotariana 2018/19
La riunione è aperta ai soli soci

 

In occasione del caminetto di giovedì 11 ottobre il Past President Alberto Fiorini, con un appassionato intervento ha presentato ad amici ed ospiti del Club la sua ultima fatica letteraria: il libro “Palio e Nobiltà”, edito da Pacini di Pisa, frutto di uno studio su Deputati Nobili della Festa e sul ruolo che la nobiltà senese ha avuto nell’organizzazione dei Palii in onore della Madonna di Provenzano per ben 179 anni dal 1656 al 1835. Come Fiorini ha spiegato egli ebbe l’idea del libro dal rinvenimento presso l’Archivio Storico del Comune di Siena del Catalogo dei Sig.ri della Festa della Visit.ne della Beat.ma Vergine Maria di Provenzano dal 1634 e soprattutto dall’emozione provata in occasione del restauro del simulacro della Madonna di Provenzano patrocinata dal Rotary Club Siena nel 2000.
Dal culto della Madonna di Provenzano, nato a seguito dell’atto sacrilego di un soldato spagnolo nella metà del secolo precedente, ebbero origine le Feste del 2 luglio che compresero anche, dal 1656 in poi, il Palio delle Contrade, il Palio di Provenzano. Fin dall’inizio la carriera fu organizzata e finanziata da Nobili Deputati, scelti fra i “risieduti” o tra le loro famiglie, i quali versavano 30 tolleri a testa per le necessità della Festa, compreso il premio alla Contrada vincitrice.
Poiché il Catalogo – ha spiegato Fiorini -, compilato probabilmente dal cancelliere di Biccherna Lattanzio Balestri e continuato dai suoi successori, riporta le terne (sempre diverse) dei Deputati della Festa dal 1634 al 1836, la prima parte del libro è dedicata alla storia del Palio di luglio. Anno per anno, dal 1656 al 1836, sono evidenziati gli eventi che videro protagonisti i Deputati della Festa ed altri esponenti della nobiltà senese. La storia è arricchita da ben 148 schede dedicate alle famiglie nobili senesi alle quali i Deputati della Festa erano appartenuti.
La prima parte dello studio di Fiorini è importante, se non altro, perché non essendovi mai stata una terna formata dalle stesse persone, tramite l’araldica dei Deputati della Festa è stato possibile stabilire la data esatta di alcuni vecchi drappelloni privi della parte inferiore (quella dov’era la data).
Ma “Palio e Nobiltà” non approfondisce soltanto il ruolo dei nobili che patrocinarono, finanziarono e diressero la festa senese del 2 luglio. Infatti, nella seconda parte del volume viene raccontato il ruolo del patriziato nell’organizzazione dei Palii alla tonda di mezz’agosto (ricorse) e dei Palii straordinari, l’impegno dei nobili benemeriti protettori nel promuovere e sostenere le ricorse e, soprattutto l’importanza del Circolo degli Uniti di Siena (il più antico club di gentleman del mondo) nella promozione di tanti Palii straordinari a cominciare dal 1659. Il popolo senese – come ha detto il relatore – metteva nel Palio la passione, ma gli aristocratici vi misero denaro, prestigio e impegno.
Al termine dell’esposizione, Alberto ha proiettato alcune belle slides che hanno consentito ai presenti di comprendere meglio la diversità dei drappelloni, da quelli di luglio a quelli delle cosiddette ricorse settecentesche e a quelli del periodo napoleonico.
Assai ammirato un bellissimo quadro del pittore Egidio De Monte raffigurante un Palio di Cetinale, opera conservata presso la Villa Chigi di Ariccia.
La serata si è conclusa tra i molti applausi dei tanti soci ed ospiti presenti.

Quest’anno il Duomo, in via eccezionale, si mostra in tutto il suo splendore presentando al pubblico il suo pavimento e permettendo di ammirare il suntuoso tappeto marmoreo a cui hanno lavorato dal Trecento all’Ottocento grandi artisti senesi ma non solo, come il Sassetta, Domenico Beccafumi, Matteo di Giovanni ma anche il Pinturicchio, autore nel 1505 di uno dei riquadri più belli, il Monte della Sapienza.
Non di meno è possibile visitare la Porta del Cielo, un percorso straordinario nelle stanze più segrete della maestosa Cattedrale gotica, che si snoda tra soffitti e ballatoi di solito chiusi al pubblico.
Il Club non poteva mancare ad un simile appuntamento e sabato 30 settembre, accompagnati da una guida, molti soci ed i loro ospiti hanno potuto ammirare vuoi lo stupefacente Pavimento vuoi, dall’alto, i tesori del Duomo, come la vetrata di Duccio Buoninsegna o le stelle dorate che decorano la cupola, così come hanno potuto apprezzare uno straordinario panorama sui tetti di Siena, dalla Basilica di San Domenico alla Torre del Mangia.
Al termine dell’evento alcuni amici hanno simpaticamente concluso la serata presso il Ristorante Babazuf.

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PROGRAMMA DEL MESE DI OTTOBRE 2017

by Presidente on

OTTOBRE 2017

Giovedì 5 ore 20:00 – Riunione Conviviale c/o NH Hotel Siena
“Ambrogio Lorenzetti, Santa Maria della Scala – 22 ottobre 2017 – 21 gennaio 2018”
Preview esclusiva per il Rotary Club Siena della mostra dedicata ad uno dei più grandi pittori del XVI secolo
Interverranno: i Curatori della Mostra Arch. Alessandro Bagnoli e Prof. Roberto Bartalini,
il Dott. Stefano Di Bello: Opera Civita Group concessionaria
il Dott. Daniele Pitteri: Direttore Santa Maria della Scala

Giovedì 12 ore 19:00 – Riunione al Caminetto c/o NH Hotel Siena
Nel corso della riunione l’amico Alberto Fiorini presenterà il suo libro “Palio e Nobiltà”
L’evento è aperto a familiari e ospiti

Giovedì 19 – attività sospesa

Venerdì 20 / Sabato 21 / Domenica 22 – visita degli amici del Rotary Club di Cambridge
L’evento si svilupperà secondo il calendario riportato in calce alla presente comunicazione
 
Giovedì 26 ore 19:00 – Riunione al Caminetto c/o NH Hotel Siena
Argomenti rotariani

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R.C. Siena – R.C. Cambridge
Programma

Venerdì 20:
ore 20:15 – Riunione Conviviale senza campana c/o Ristorante La Speranza (Siena – Piazza del Campo)

Sabato 21:
ore 09:30 visita guidata in Piazza del Campo. Palazzo Civico e Duomo
ore 13:00 pranzo presso Ristorante Tar Tufo (Siena Via del Sole 6/a); a seguire visita guidata al museo Storico della Contrada della Torre
ore 19:30 passeggiata sulla Fortezza Medicea
ore 20:00 aperitivo presso Enoteca Italica
ore 20:30 Riunione conviviale presso Ristorante Millevini (Enoteca Italica)

Domenica 22:
ore 9:30 saluti c/o NH Hotel Siena
ore 11:00 visita e degustazione di prodotti tipici c/o Fattoria Rocca delle Macie

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Taxi Disabili un grande esempio di solidarietà

by Presidente on

Abbattere le barriere. Favorire una libera mobilità. Migliorare la qualità di vita.
Questi sono stati gli obbiettivi che il Rotary Club Siena, in collaborazione con il COTAS – Consorzio Tassisti Senesi e con l’Amministrazione Comunale di Siena, ha perseguito per contribuire alla nascita di un servizio di trasporto pubblico per l’utenza con disabilità motoria.
Il risultato degli sforzi del Club si è concretizzato in un taxi dotato di una comoda rampa di accesso alla vettura, anche per le carrozzine elettriche, provvisto di una serie di presidi indispensabili per il trasferimento in sicurezza dell’utenza.
L’importante service è stato presentato al Club ed alla cittadinanza dal Presidente Inturrisi nel corso di una cerimonia tenutasi sabato 23 settembre a cui hanno partecipato l’Assessore del Comune di Siena Dott.ssa Anna Ferretti, i Sigg.ri Walter Peruzzi e Nicola Borghi presidenti del COTAS e la Dott.ssa Elena Casi che non hanno mancato di sottolineare l’importanza dell’iniziativa per il territorio senese ringraziando per il determinante contributo del Rotary Club Siena.
L’iniziativa, che rappresenta l’essenza del più puro spirito rotariano, può sintetizzarsi con la famosa frase di Michael von Faulhaber “Il ringraziamento più bello per i doni di Dio consiste nel passarli ad altri

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LA VISITA DEL GOVERNATORE – 7 SETTEMBRE 2017

by Presidente on

Giovedì 7 settembre, presso l’NH Hotel, 80 soci ed ospiti hanno salutato il Governatore del Distretto 2071, Prof. Giampaolo Ladu accompagnato dalla Sig.ra Silvia.
La visita del Governatore è l’avvenimento più importante nella vita del Club poiché è il momento in cui la massima Autorità rotariana del Distretto si sincera dello stato e delle attività del Club fornendo altresì preziosi consigli e direttive oltre che ad illustrare le linee guida del Presidente Internazionale.
Secondo protocollo l’evento è iniziato nel pomeriggio con alcune consultazioni riservate prima ai soli Presidente e Segretario, quindi estese al Consiglio Direttivo, ai Presidenti di Commissione che hanno presentato le relazioni delle attività ed infine terminate con l’incontro con i soci di recente ammissione e con il Presidente del Club Rotaract Siena.
Dopo un aperitivo particolarmente partecipato si è tenuta la rituale riunione conviviale nel corso della quale il Governatore ha ricordato le linee d’azione dell’annata corrente, le direttive del R.I. e salutato tutti i soci e gli ospiti presenti.
La serata si è conclusa con gli omaggi floreali alle signore e con uno scambio di doni tra il Presidente ed il Governatore in un clima di grande amicizia.