Conviviali

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Gli Auguri del Presidente

by Presidente on

Buonasera, rivolgo il saluto mio personale e di tutto il Rotary Club Siena alle Autorità civili e militari della città, alle Autorità Rotariane, ai Presidenti dei Rotary Club e degli altri Club service, a tutti voi amici Rotariani e Rotaractiani, ai graditi ospiti che onorano questa serata con la loro presenza.

La conviviale degli auguri natalizi, nel calendario Rotariano, rappresenta, in termini velistici, il “giro di boa”, il punto in cui la nostra ruota ha compiuto metà della sua rotazione.

In questo momento la vostra attenzione, i vostri sguardi non sono puntati su Andrea Tiribocchi, ma su ciò che la mia figura ed il collare che indosso rappresentano. Per questo stasera mi fa piacere rendervi partecipi di alcune pillole di emozioni, sensazioni e riflessioni che sono il frutto di questo primo periodo di attività rotariana.

Una mia riflessione scaturisce da una frase di Paul Harris, l’avvocato americano che nel 1905, a Chicago, insieme ad altri tre suoi amici professionisti e imprenditori, fondò il Rotary.

Paul Harris scandisce in modo chirurgico qual’è la nostra missione, dicendo: Il Rotary non deve fare beneficenza, ma deve rimuovere le cause che rendono necessaria la beneficenza”. La lungimiranza del nostro fondatore è tale che questa affermazione può essere calzante ed estesa anche agli altri Club Service, qui stasera ampiamente rappresentati.

Per rimuovere le cause che rendono necessaria la beneficenza dobbiamo AGIRE!

Per agire, il Rotary ha sicuramente i mezzi; basti pensare alle risorse della Fondazione Rotary, che provengono dai Club di tutto il mondo e le potenzialità umane, queste rappresentate dalle professionalità e dalle competenze di ogni singolo rotariano. Ma l’ingrediente fondamentale, indispensabile per agire, è difficile da trovare, non esistono negozi dove comprarlo……… IL TEMPO! E’ questo il bene prezioso che ci vuole per svolgere la nostra missione: per SERVIRE, fare “service” al di sopra di ogni interesse personale, come recita il motto del Rotary International, “service above self”.

Il tempo è tiranno, ma lo possiamo assoggettare se con il nostro entusiasmo, con la voglia di fare, troviamo quei momenti, quei dieci minuti o quelle ore da dedicare agli altri, a coloro che hanno bisogno di noi. Basta volerlo!

Per questo, ringrazio di cuore i membri del Consiglio, delle Commissioni ed i Soci che fino ad ora hanno trovato il tempo per dedicarsi al Rotary, per fare Rotary! Li ringrazio per la collaborazione, la disponibilità, l’amicizia e la generosità fin qui dimostrata, per le loro critiche ed i loro consigli: tutto ciò, per un Presidente di Club, è fondamentale per continuare ad agire in linea con i nostri principi.

Desidero rivolgere un particolare saluto ai nostri ragazzi del Rotaract Siena: anch’essi cercano di assoggettare il tempo con l’entusiasmo e l’energia con cui affrontano i service e organizzano le attività di Club. Nell’anno in corso hanno festeggiato il 50° anno di attività! Io ho raccolto il testimone di un ottimo rapporto già instaurato, che si va consolidando nella sintonia e nella collaborazione con l’attuale Presidente Eugenio Mazzi, il che ci ha portato a condividere anche un service nell’ambito della manifestazione “Wine and Siena” del prossimo Gennaio 2019.

Una mia sensazione: Be the inspiration”, “Siate di ispirazione”: il motto del Rotary International scelto per quest’anno dal Presidente Internazionale Barry Rassin.

La mia sensazione è che questa frase descriva perfettamente quello che le persone comuni sono chiamate a fare nella vita, nella quotidianità.

Attraverso le nostre azioni rotariane, i nostri service, possiamo e dobbiamo ispirare i nostri figli, i nostri consorti, i nostri amici, tutte le persone con cui interagiamo.

Se siamo di ispirazione, possiamo ottenere risultati straordinari nelle comunità. Pensate appunto all’eccellente risultato che il Rotary ha ottenuto in 30 anni nella lotta per eradicare la poliomielite dal mondo. Ma questo “essere di ispirazione” dovremmo estenderlo, ogni giorno, a tutte le azioni che svolgiamo, a tutti i comportamenti che teniamo nella nostra vita quotidiana, sia nell’ambito lavorativo che affettivo.

Ciò che io penso, dico e faccio:

1) Risponde a verità?

2) E’ giusto per tutti coloro che sono interessati e coinvolti?

3) Promuoverà la buona volontà e migliorerà i rapporti di amicizia?

4) Sarà di beneficio per tutti?

Vi ho appena citato il Test delle quattro domande”, il codice etico adottato dal Rotary International nel 1943. Pensate quanto è attuale ma sopratutto quanto è facile disattenderlo!

Emozioni: mi piace ricordare l’incontro con i bambini orfani di Haiti, accompagnati lo scorso Luglio a Siena da Suor Marcella. In quell’occasione siamo stati di ispirazione per gli altri, perché ci siamo dati da fare per far trascorrere ai piccoli una giornata nella nostra città, accompagnandoli nella visita al Duomo, con il percorso della Porta del Cielo, ed accogliendoli per la merenda in Piazza del Campo. Abbiamo regalato loro momenti di bellezza e di calore umano.

Un altro tipo di emozione è stato quello provato con i Soci ed i loro ospiti venerdì scorso, presso la caserma “Bandini” del 186° Reggimento Paracadutisti “Folgore”. Dalla cerimonia dell’alzabandiera alla visita della sala-museo della caserma, chi era presente ha avvertito l’ esistenza dei valori su cui si basa la nostra civiltà. Abbiamo sentito il Comandante Michele Fraterrigo parlare di Dio, della famiglia, del senso del dovere, del rispetto reciproco, della patria. Mi ha particolarmente colpito quando, nel congedare per le festività prossime il Reggimento schierato, ha usato i toni di un padre che si rivolge ai propri figli.

Queste stesse parole di ammirazione, riconoscenza e gratitudine le rivolgo sia alle forze di Polizia che ai Carabinieri, qui rappresentati dal Sig. Questore Costantino Capuano e dal Comandante dell’Arma Stefano Di Pace; ammirazione, riconoscenza e gratitudine per quanto, tutti i giorni, ognuno di loro fa per difendere i nostri valori, per rendere sicure le nostre città e le comunità.

Il Santo Natale è una festività particolarmente sentita, intima per noi Cristiani e piena di significati per gli uomini di buona volontà. Siamo chiamati a rinnovare sia la nostra fede che i principi e i valori etici su cui si fonda la nostra esistenza.

A tale proposito trovo appropriato leggere un passo della preghiera del Rotariano:

Dio che illumini la nostra notte terrena con il raggio della speranza, rendici strumento di salvezza e di conforto per tutti coloro che hanno sete del Tuo amore e della Tua giustizia. Colmaci della Tua luce e della Tua forza, affinché ciascuno di noi, impegnato nel Rotary al servizio dell’uomo, possa trovare in ogni momento della sua giornata l’occasione di soccorrere chi invoca amore, carità, comprensione”.

E’ bello osservare da questo tavolo la Vostra partecipazione, e mi viene da pensare: perché siamo così tanti? Mi sono dato questa risposta: tutti noi desideriamo trascorrere e condividere il Santo Natale con le persone più care, e quindi con la propria famiglia. Stasera siamo qui perché abbiamo il desiderio ed il piacere di vivere e condividere l’atmosfera natalizia insieme alla grande famiglia Rotariana, con il piacere di stare insieme, uniti negli ideali del nostro sodalizio, coinvolgendo in un unico abbraccio i nostri amici ed ospiti.

E’ quindi con grande e sincera emozione che io e mia moglie Lucia porgiamo i nostri migliori Auguri di Buon Natale a tutti Voi!

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Conviviale degli Auguri 2018

by Presidente on

Giovedì 20 Dicembre la tradizionale Conviviale degli Auguri del nostro Club, presso l’Hotel Garden, ha visto la partecipazione di circa 180 persone, tra Soci ed ospiti.

E’ sempre estremamente piacevole il momento dell’aperitivo, un giusto lasso di tempo in cui tutti hanno la possibilità di incontrarsi, salutarsi e farsi gli auguri, prima di raggiungere i posti assegnati a tavola.

Per quest’anno rotariano ho ricevuto da Voi il privilegio di presiedere questo evento; sono stato molto felice di percepire l’atmosfera di amicizia che, come un fluido ed un’energia positiva, ogni Socio ha trasmesso al tavolo della Presidenza, durante la cena. Vi posso assicurare che tale sensazione è stata percepita anche dai rappresentanti delle autorità rotariane e cittadine sedute al tavolo d’onore: l’Assistente del Governatore Carlo Ughi, il Questore di Siena Costantino Capuano, il Comandante dei Carabinieri della Provincia di Siena Stefano Di Pace, il Comandante del 186° Reggimento Paracadutisti “Folgore” Michele Fraterrigo, l’Assessore Comunale Alberto Tirelli.

A Carlo Ughi l’onore di portare i saluti e gli auguri di Giampaolo Ladu, Governatore del Distretto 2071.

Come da tradizione, il regalo alle Signore è stato consegnato dai nostri giovani Rotaractiani. Mia moglie Lucia ha voluto impreziosire l’omaggio con una decorazione artistica in ceramica, un alberino di Natale con il logo del Rotary, ricordo dell’anno rotariano 2018-2019; ogni pezzo è stato realizzato a mano dagli operatori della Cooperativa “Riuscita Sociale”, a cui abbiamo devoluto il nostro contributo.

La bravura dei due musicisti, Simona Bruni e David Baglioni, ha accompagnato lo svolgersi della cena in un crescendo di belle canzoni, sia natalizie che di musica leggera, fino al momento del tradizionale suono della campana, che ha concluso la parte ufficiale della serata.

Mi ha fatto molto piacere che la serata sia proseguita con balli e canzoni cantate al karaoke dai Soci, dai Rotaractiani e dagli ospiti rimasti fino a tardi.

Non c’è che dire: la location e l’eleganza imposta dal dress-code, i calorosi saluti ed i sorrisi, la presenza delle autorità cittadine, civili e militari, che si sono complimentate con parole sincere ed hanno ringraziato per l’accoglienza e la simpatia ricevuta, tutti questi aspetti hanno ancora una volta reso la nostra Conviviale degli Auguri un evento cittadino che ci deve rendere orgogliosi di essere Rotariani e di appartenere ad un grande Club!

Ringrazio tutti Voi per la partecipazione,

Andrea

La Conviviale di Giovedì 6 Dicembre, con ospite e relatore il Sig. Prefetto di Siena, Dr. Armando Gradone, ha avuto inizio con il saluto ed il ringraziamento al Club da parte del Presidente Eletto per l’annata rotariana 2020/2021, Elisabetta Miraldi, la quale, per motivi professionali, non era potuta essere presente in occasione della sua elezione, lo scorso 29 Novembre.

Ha poi soddisfatto pienamente le attese e le aspettative dei numerosi Rotariani presenti la puntuale, esauriente e convincente relazione del Sig. Prefetto che, introdotto dal Presidente Andrea Tiribocchi, ha intrattenuto l’uditorio su un tema di grande attualità e interesse, qual’è quello della “insicurezza reale e insicurezza percepita”. La relazione è stata arricchita ed integrata poi, sulla base di inoppugnabili dati statistici del Ministero degli Interni, dalle argomentate risposte e spiegazioni fornite dall’illustre ospite alle domande e considerazioni dei numerosi interventi dei Soci (Buccianti, Schettino, Pagano, Panti, Mori e Iachettini).

Il tema della sicurezza, rectius della “insicurezza reale o percepita”, oggetto di discussioni pressoché quotidiane, non solo nelle sedi istituzionali ma anche, e direi sopratutto, tra la gente comune, tra i cittadini che si interrogano sui tanti episodi riferiti e divulgati (e amplificati!) dai mass media che turbano le coscienze e creano quel clima di insicurezza a volte insopportabile, è stato affrontato dal Prefetto Gradone con piena cognizione di causa, grazie all’osservatorio privilegiato – Ufficio Territoriale del Governo – del quale è a capo, che gli consente di seguire il fenomeno nella sua continua evoluzione ed approntare, per la parte di sua competenza, i mezzi più opportuni per prevenirne ed arginarne gli effetti negativi.

Egli è partito dall’analisi comparata dei dati statistici riguardanti le denunce e la consumazione dei reati sia a livello nazionale, regionale e provinciale, sia a livello locale, con la confortante constatazione del miglioramento della situazione per la complessiva diminuzione del numero dei reati, vuoi nel territorio della provincia, vuoi nell’ambito cittadino, tranne che per i reati di truffe e frodi informatiche e per quelli relativi al traffico di stupefacenti, che registrano un preoccupante aumento.

Ma nonostante la rilevata diminuzione dei reati, che dovrebbe teoricamente rassicurare in una certa qual misura i cittadini, è un dato di comune esperienza che altri fattori concorrono viceversa a creare un clima di preoccupazione e di turbamento che si trasforma nel diffuso sentimento di insicurezza da tutti avvertito, cosicché alla fine la percezione di questa, da parte della collettività, prevale sul dato reale.

Secondo il relatore tra le cause che determinano nell’individuo siffatto mutamento di sensibilità si pone in primis quella consistente nella diffusione e propagazione nell’ambito della comunità della notizia del fatto delittuoso che crea, a seconda della sua gravità, immediato allarme e preoccupazione per la temuta reiterazione del fatto stesso e delle sue conseguenze. Allarme destinato a raggiungere, quasi nell’immediatezza dell’accaduto, la platea ben più vasta dell’intera collettività attraverso i mezzi di comunicazione, che non esitano a riportare la notizia con dovizia di particolari, interviste e, soprattutto, nel caso di efferati delitti o di catastrofi naturali, con commenti ed immagini raccapriccianti che maggiormente colpiscono chi ascolta ciò che gli viene comunicato e chi vede ciò che gli viene mostrato, accrescendone la “paura” e lo stato di insicurezza.

Concorre poi ad aggravare tale stato, il fenomeno dell’immigrazione con tutte le sue implicazioni, che specie negli ultimi anni non sempre è stato affrontato e gestito in maniera appropriata e con mezzi adeguati, per cui, mancando, da un lato una vera e intelligente cultura dell’accoglienza, e non essendo stata favorita, dall’altro, l’integrazione proficua dello straniero nel tessuto sociale, ne è derivata una sorta di diffidenza o di deplorevole ostilità nei confronti dell’altro, che si è andata diffondendo, per fortuna non in tutta la comunità nazionale, con inevitabile ricaduta negativa, ancora una volta, sul piano della sicurezza.

Infine la crisi economica, tra le più gravi degli ultimi decenni, non fa che aggravare la situazione già precaria di molte famiglie, accrescendone l’ansia e le preoccupazioni sul futuro, soprattutto dei giovani.

I rimedi da porre in atto per attenuare tale diffusa sensazione sono, secondo il Dr. Gradone, molteplici e rientrano nelle competenze dei vari Organi cui è demandato il compito di incidere sui rilevati fattori di “insicurezza” per ridurne la portata e gli effetti e quindi di operare, nelle varie sedi e ai diversi livelli, in via di prevenzione. La scuola, innanzitutto, è chiamata, in ogni ordine e grado, a compiere quel lavoro educativo che le è assegnato dalla Costituzione e che è decisivo ai fini dell’acquisizione, da parte dei giovani, della consapevolezza che essere onesti cittadini comporta il rispetto dei valori e l’osservanza delle leggi dello Stato del quale essi sono parte integrante. Il Dr. Gradone suggerisce, al riguardo, e molto opportunamente, che si diffonda nelle scuole, anche attraverso l’intervento di persone estranee al corpo docente e particolarmente qualificate, la cultura della legalità, elemento indispensabile per la formazione corretta e lo sviluppo armonico della personalità dei giovani: e tal fine non manca di assicurare il Suo impegno nel prendere i necessari contatti con i responsabili scolastici per la concreta realizzazione di tale importante obiettivo.

Quanto poi alle attribuzioni e attività riferibili al Suo ruolo istituzionale, ha elencato le azioni fin qui poste in essere e le ulteriori iniziative già programmate – più incisiva rassicurante vigilanza sul territorio, anche attraverso un capillare impiego delle Forze dell’ordine e del “118” creato presso la caserma dei Vigili del Fuoco, ecc..-, tutte misure, queste, volte a creare un clima di maggiore tranquillità e, in definitiva, a rassicurare i cittadini.

Il ringraziamento al relatore Prefetto Dr. Gradone da parte del Presidente, cui è seguito un convinto applauso dell’assemblea per le parole di cauto ottimismo con cui l’illustre ospite ha salutato i presenti, ha concluso la serata.

 

Olindo Schettino

 

 

 

Una serata dedicata al ruolo del doppiatore nella cinematografia

Giovedì 8 novembre si è svolta la conviviale dedicata alla scoperta dell’attività di doppiaggio nei film, brillantemente illustrata dall’attrice e doppiatrice Tiziana Avarista, coadiuvata dal tecnico-fonico Flavio Mari.

Tiziana, genovese di nascita, è figlia d’arte e ha da sempre una vera e propria passione per la recitazione; ha lavorato in teatri prestigiosi, con un repertorio molto vasto che va da Eduardo a Pirandello a Shakespeare fino ad autori contemporanei. Tanti i suoi maestri tra cui Vittorio Gassman, Piero Baldini, Giorgio Strelher, con cui ha portato in scena negli anni numerosi testi tra i quali Il berretto a Sonagli, Elettra di Sofocle, Medea di Seneca, Casa di Bambola, Caino di Byron.
Tiziana consolida a Roma l’arte del doppiaggio che diventa per lei un lavoro quotidiano. Tra le moltissime attrici doppiate, prevalentemente americane, ci sono Melanie Griffith, Kate Winslet, Maggie Gyllenhall, Wynona Ryder, Julia Ormond, Lola Duenas, Marisa Tomei.

Per l’occasione, grazie al prezioso supporto e alla perfetta organizzazione del nostro Prefetto Massimo Innocenti, nella sala da pranzo dell’NH Hotel è stata ricreata in maniera essenziale una vera e propria cabina di registrazione e doppiaggio, che ha consentito ai numerosi Soci Rotariani presenti di ascoltare in diretta la viva voce dell’artista effettuare alcuni doppiaggi di famose attrici americane. Di grande impatto sentire “quella voce”, che immediatamente ci è sembrata familiare e ci ha fatto pensare…..”ma quante volte l’ho già sentita!”

Durante la sua relazione, abbiamo inoltre percepito quanto lavoro, minuzioso e di grande livello professionale, ci sia dietro ad un doppiaggio. Abbiamo capito che la scuola italiana è tra le migliori al mondo, una vera e propria eccellenza. La stessa traduzione del testo originale di un film richiede un adattamento linguistico spesso difficoltoso: pensiamo a quanti termini tecnici, modi di dire, espressioni popolari tipiche di altre culture ci siano in un film, tutti aspetti che l’adattatore deve condividere con i doppiatori per rendere il più realistico possibile il doppiaggio stesso.

Abbiamo poi scoperto la figura del tecnico-fonico del doppiaggio, nel nostro caso Flavio Mari, colui che materialmente registra le voci dei doppiatori, controlla che l’emissione vocale sia sincronizzata con i movimenti labiali degli attori, facendo convivere le esigenze tecniche con quelle artistiche.

Nella seconda parte della serata, sull’onda dell’entusiasmo e dell’interesse suscitati, alcuni Soci, coadiuvati dalla bravissima Tiziana, hanno voluto provare l’emozione di doppiare in diretta Marilyn Monroe, Jack Lemmon e Tony Curtis in alcune celeberrime scene del film “A qualcuno piace caldo”. Anche il Presidente non ha esitato a cimentarsi in una esilarante scena del film “What Women want” (“Cosa pensano le donne”), doppiando l’attore Mel Gibson, con un accento……leggermente senese!

Le esibizioni dei nostri soci sono state particolarmente apprezzate e calorosamente applaudite dagli intervenuti, rendendo il clima della serata frizzante e divertente.

La stessa Tiziana Avarista ha salutato ringraziando il Club per la splendida ospitalità e soprattutto per l’atmosfera sinceramente calorosa e di amicizia con la quale è stata accolta.

 

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L’Accademia Chigiana incontra il Club

by Presidente on

Una serata dedicata alla Musica e alla Accademia Chigiana, i doni più belli del Conte alla sua amata città

di Elisabetta Miraldi

Si è svolta giovedì 11 ottobre, davanti ad un nutrito gruppo di Rotariani, la conviviale dedicata alla presentazione della stagione musicale “Micat in Vertice” 2018/19. Ospiti graditissimi, il Direttore Artistico dell’Accademia Chigiana, Maestro Nicola Sani e il Direttore Amministrativo Angelo Armiento.

Nella prima parte della serata il maestro Sani, che ha dimostrato ancora una volta le sue qualità di brillante oratore, ha delineato la Storia della nostra grande Accademia, creata dal Conte, il “Nobile” di Siena, che nel 1923 rese la sua dimora centro di un’intensa attività musicale, creando di fatto la stagione musicale che prenderà poi il nome Micat in Vertice. Vennero a Siena già in quell’anno i più grandi nomi della Musica dell’epoca, in tutto e per tutto ospitati dal Conte, che, con le proprie iniziative, riuscì a trasformare l’atmosfera della nostra città, contribuendo soprattutto all’apertura e all’accoglienza degli stranieri.

E furono soprattutto stranieri gli allievi che vennero a Siena, poco meno di dieci anni più tardi nel 1932, per partecipare al primo corso di formazione musicale al Palazzo Chigi, tenuto da prestigiosi musicisti, in veste di docenti, basti per tutti citare Casella per il pianoforte e Arrigo Serato per il violino. La presenza di personalità così importanti nel corso degli anni ha contribuito a creare una fisionomia ben precisa e caratterizzante dell’Accademia, rimasta intatta fino ai nostri giorni, conferendo all’istituzione quella solidità di tradizioni che è una delle sue principali peculiarità e che viene confermata anche dalle attuali presenze di artisti quali Boris Belkin, Jurji Bashmet, Raina Kabaivanska, Renato Bruson, Salvatore Sciarrino, Joaquin Achucarro, Luis Bacalov, e numerosi altri docenti.

Di particolare prestigio per l’Accademia sono i celebri musicisti che, durante i loro studi, hanno frequentato i corsi di perfezionamento in Chigiana. Tra questi vorrei citare almeno Carlo Maria Giulini, Zubin Mehta, Daniel Oren, Roman Vlad, Claudio Abbado, Salvatore Accardo, Uto Ughi e Daniel Barenboim.

Ciò che ha sempre contraddistinto i corsi dell’Accademia, rendendoli diversi da quelli di qualsiasi alta scuola di formazione musicale, è il particolare legame che si forma tra Maestro e Allievo: non c’è mai rapporto cattedratico, ma un rapporto più “intimo”, poiché maestro e studente sono vicini nella condivisione della Musica. When young talents need ther Masters, è lo “slogan” dei corsi chigiani.

Come noto, la Musica supera ogni linguaggio e avvicina tutti i popoli: oggi la Chigiana propone 24 corsi di formazione, con 400 studenti (più 100 uditori) provenienti da ben 50 paesi diversi.

L‘INTERNAZIONALITÀ della Chigiana è stata l’oggetto della seconda parte della serata. Negli ultimi anni infatti i programmi chigiani hanno voluto rendere omaggio sia all’internazionalità che al nuovo linguaggio sonoro.

L’internazionalità è ben evidente non solo nel già citato elevato numero di studenti stranieri, ma anche nel programma della Micat in Vertice ed in quello del Chigiana Festival, che amplifica e espande la tradizionale Settimana Musicale Senese che si svolge in estate. Oltre 120 eventi musicali, di cui la maggior parte vede protagonisti gradi nomi provenienti da tutto il mondo.

Questa internazionalità vuole essere dedicata anche ai giovani talenti, che non devono essere dimenticati alla fine del corso, ma appoggiati e supportati nella loro carriera: nasce così un progetto internazionale per portare i giovani talenti chigiani nel mondo, dalla Cina, alla Corea, agli Stati Uniti ed in tutta l’Europa, grazie a vitali contatti con le più importanti istituzioni musicali del mondo.

Una particolare attenzione viene dedicata negli ultimi anni alle recenti frontiere del suono, con le nuove tecnologie che dialogano con l’orchestra classica (strepitosi i concerti del M° Stefano Battaglia) e la musica elettronica “ambientale” che si sposa con il violino o la viola, in un connubio assolutamente originale.

Il M° Sani ha voluto sottolineare come la stagione Micat in Vertice, non sia sbiadita fotocopia delle stagioni musicali che possiamo trovare in giro per il Bel Paese: ogni evento è scelto in maniera studiata ed esclusiva, così come esclusiva ed unica è la nostra città.

Tutti questi bellissimi programmi hanno la necessità di un supporto economico, sempre più difficile da reperire, come sottolineava il Dr. Armiento: anche in questo la Chigiana ha voluto rinnovarsi, non contando più solo sui finanziamenti pubblici (circa 1/3 delle entrate), ma cercando nuovi partners, italiani o stranieri, desiderosi di investire sulla Musica.

Vorrei concludere questo breve resoconto con una frase del M° Sani: la Chigiana è Musica, e fare Musica è trasmissione di un’eredità culturale, è internazionalità, è amicizia; non sono questi anche i valori del nostro Rotary?

Dunque cerchiamo di supportare ed aiutare questa prestigiosa istituzione, che è vanto per la nostra Siena.

Giovedì 4 Ottobre 2018

È stato gradito ospite del nostro Club il Dr. Costantino Capuano, Questore di Siena, accompagnato dalla sua gentile Signora, Dr.ssa Antonietta Fiorilli, Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Bologna e Socia Onoraria del Rotary Club Firenze Lorenzo Il Magnifico.

La serata ha visto la presenza di numerosi soci e loro ospiti. Arrivato a Siena da appena tre mesi, il dr. Capuano, che ha preferito parlare “a braccio”, ha iniziato dicendosi entusiasta di essere stato nominato Questore della nostra città, che ha definito splendida. Nelle sue parole i presenti hanno colto il sincero apprezzamento per essere a Siena, ritenuta dal suo punto di vista una “città sicura”. Premesso che la sicurezza assoluta non esiste, l’oratore ha definito la nostra una città vivibile e molto più sicura di altre, anche grazie alla presenza delle contrade che rappresentano una struttura sociale capace di garantire la migliore sicurezza.
Su questo tema il relatore si è particolarmente soffermato, spiegando chiaramente anche la differenza tra sicurezza e sicurezza percepita
Dopo la sua relazione il Dr. Capuano ha voluto lasciare spazio alle domande dei Soci che non sono mancate. Il Questore ha mostrato molta sicurezza e grande preparazione rispondendo a chi chiedeva se e come la Polizia di Stato fosse preparata a contrastare i nuovi crimini commessi attraverso le nuove conquiste della tecnologia. Non sono mancate ovviamente le domande sulle misure di sicurezza predisposte per il Palio straordinario e sui recenti gravi episodi accaduti in Italia, così come le richieste di spiegazioni sul controllo del territorio, misura fondamentale per la sicurezza della città, e sull’uso delle numerose telecamere installate anche di recente nelle vie cittadine. 

Alla fine della interessante riunione, che ha riscosso l’apprezzamento dei numerosi Soci, il Presidente ha ringraziato il Dr Capuano che ha ricevuto un lungo applauso.

Giovanni Buccianti