lettere

Caro Presidente, Amiche e Amici rotariani, ho letto, non senza una punta di commozione, le riflessioni che il PG Terrosi Vagnoli ,  l’Amico Pietro, ha offerto alla nostra lettura.

Sarà per l’età che non lascia scampo, sarà per il drammatico momento che viviamo e che ci fa cogliere sfumature della vita prima trascurate, ma sentire parlare in questi termini di Rotary , da chi il Rotary lo conosce e  l’ha praticato a fondo, scalda il cuore ed appunto commuove.

Non starò qui a dire quanto le parole di Pietro siano non solo da condividere ma anche da trasformare in buone pratiche per questa inattesa (?) battuta d’arresto della nostra vita quotidiana, delle nostre attività professionali, dei rapporti interpersonali , del poter vivere il ‘nostro’ Rotary come eravamo abituati a fare e che tanto ci manca. Grazie delle tue parole ,Pietro.

Come un grazie a lettere maiuscole mi sento di rivolgere a tutte le amiche e amici rotariani che in queste settimane , fedeli al giuramento prestato ad Ippocrate, stanno servendo la nostra Comunità anche a rischio della propria vita. Penso a te , caro Presidente,  a tutte le Amiche e Amici (ma anche i loro familiari), impegnati in questa comune trincea della Sanità. Vi conosco uno per uno , i vostri volti mi passano, ogni giorno, davanti agli occhi consapevole del durissimo lavoro che state svolgendo ma confortato dalla consapevolezza che alla sapienza professionale ,tutti voi, saprete aggiungere , giorno dopo giorno, quel ‘quid’ in più che solo un Rotariano può offrire e si riassume nel nostro bellissimo motto: servire al di sopra di ogni interesse personale. Grazie ancora.

Ma ci sarà un domani. L’alba rischiarerà questa lunga notte e sarà allora che tutti noi rotariani, nessuno escluso, saremo chiamati ‘alle armi’ nel solo modo che noi conosciamo: ponendosi al servizio degli altri, ciascuno per le proprie competenze, per contribuire a ricostruire questo nostro amato Paese non solo da un punto di vista economico ma anche, direi sopratutto, per ridare a tutti noi la speranza di un mondo migliore.

 Personalmente sono sicuro che tutti noi rotariani risponderemo d’impeto a questo richiamo (come d’impeto, e mi scuserete, ho buttato giù queste parole) ; con l’entusiasmo che ci ha sempre caratterizzato e che fa parte del nostro dna di Soci di un club storico che tanto ha dato a questa Città.

Ricominceremo a ritrovarsi, forse  all’inizio con qualche difficoltà dovuta alla lunga ‘astinenza’, ma ce la faremo. Ripartiremo innestando, come ci è proprio, la marcia più alta. Torneremo a  fare service (hai ragione Pietro, mai beneficenza), a confrontarsi nelle nostre conviviali e nei nostri caminetti, ad essere quella bellissima, grande, Famiglia Rotariana , magari migliore di prima .

 Torneremo, insomma, ad essere ,tutti insieme ,ciò  che siamo sempre stati: ORGOGLIOSI DI ESSERE ROTARIANI.

Un abbraccio

sandro fornaciari

Carissimi Amici ed Amiche Rotariani

questa forzata ” reclusione ” in campagna ha modificato il mio e penso anche il vostro modo di vivere in questi ultimi tempi.Ho cercato innanzi tutto di apprezzare questo ritiro che mi ha fatto riscoprire momenti di vita che avevo dovuto abbandonare coinvolto dall’incedere incessante e vorticoso delle giornate di lavoro.
Sto apprezzando quanto sia bello ascoltare musica,leggere un libro o il giornale in poltrona accanto al camino ora acceso con i cani accucciati ai piedi scambiando impressioni,opinioni,programmi con mia moglie Marta.La televisione offre poco ed il più delle volte ripetitivo.E’ il ricordo di un bambino che , in Maremma ,passava la sera costretto assieme al fratello a fare ” lettura “sotto l’occhio vigile del Babbo e della Mamma.E’ stato il mio primo approccio con il Manzoni ed i Promessi Sposi.
Non voglio divagare con ricordi personali,sto rileggendo la storia del nostro club ( non finirò mai di rigraziare l’Amico Alberto Fiorini ) quante persone per vari motivi purtroppo il principale è uno,non vi sono più.la diversità della partecipazione alla vita del club è notevole:i tempi cambiano la ruota del Rotary gira e deve stare con i tempi il modo di vivere cambia perchè cambiano gli interessi delle persone ma vi sono alcune cose che non cambiano o non dovrebbero cambiare:il piacere di stare insieme,di partecipare ,di essere coinvolti in momenti di amicizia magari insieme alla famiglia.
Leggete le pagine del libro e noterete come piano piano questo coinvogimento,il piacere di stare insieme sia affievolito e sta scomparendo.Oggi pensiamo che il nostro compito di Rotariani sia di fare ” service “il più delle volte è ” beneficenza ” a favore della comunità :stiamo perdendo il piacere di essere Rotariani.Durante questo ” forzoso ritiro” scorrete le pagine della storia del club con i vostri cari,con la moglie e magari dopo aver parlato di calcio ,di palla canestro anche con i figli fateli consapevoli che cosa ha fatto il club per la comunità e perchè bisogna essere orgogliosi di essere Rotariani come ebbe a dire ” IL VECCHIO SAGGIO” Luigi Socini Guelfi nel suo discorso da Governatore ai Rotariani del suo club.

                    Con l’amicizia di sempre

                                                 Pietro

Carissimi Amici ed Amiche Rotariani

 alcuni interventi fatti all’Assemblea mi portano a fare alcune considerazioni che riassumo in tre punti:
 – ROTARACT :chi ha partecipato o seguito i lavori dell’Institute a Norimberga ,alla Convention ad Amburgo e sopratutto dopo aver letto le decisioni di ottobre 2019 ( vedi my Rotary ) del COL ( consiglio centrale di legislazione ) avrà compreso che la ” questione ” Rotaract è ancora tutta da definire.Rotary e Rotaract sono due componenti la Famiglia Rotariana con loro caratteristiche e peculiarietà non sono concorrenti.cessiamo ” la caccia al socio “devo cooptarlo io altrimenti lo fa un altro.Concludendo non ci resta che attendere le decisioni del COL ed in seguito il club prenderà le decisioni che ritiene opportune in base alle sue tradizioni e caratteristiche.
 – RIVISTA :problema annoso non solo per i club ma anche per il distretto.non credo che la cifra occorrente determini uno sbilancio rovinoso per la vita del club.Il notiziario o bollettino on-line viene letto ( se letto )da chi usufruisce del PC ,difficilmente viene a conoscenza dei componenti la famiglia che in tal modo viene esclusa dalla vita del club.
 – FESTEGGIAMENTI PER I 70 ANNI DEL CLUB :fare il paragone con il matrimonio tra due persone non ha valenza.Festeggiare i decennali di fondazione del club significa anche festeggiare i soci presenti alcuni dei quali, purtroppo per motivi ” tecnici ” non voluti,non potranno festeggiare il decennio successivo.

 Carissimi vi ringrazio per la vostra benevolenza per avermi letto,vi anticipo che in un prossimo futuro vi farò partecipi di alcune considerazioni sul tema : SERVICE O BENEFICENZA.

                                  Buon Rotary

                                                   Pietro

                                IL SENSO DELLA RICONQUISTA DEL MARE

Il mare , l’immensità di questo grande fratello blu, metafora dell’eterna partenza e dell’eterno ritorno ,fa parte e in qualche modo costituisce il nucleo ontologico dell’esistenza e dell’essenza di ogni marinaio.

Il senso del mare, inteso come coacervo di irripetibili sensazioni nascoste e quasi dimenticate nell’intimo, che si risvegliano a ogni nuovo colpo di vento o spruzzo di spuma salata , ci ricordano , momenti condivisi , passaggi di vita .

 Il senso del mare, come significato e inscindibilmente significante della provenienza di ognuno di noi e dell’eracliteo andare errabondo incontro a nuove esperienze, ci ricorda silenzioso il lungo viaggio dell’esistenza, scandito da tappe sempre simili ma sempre diverse per ognuno di noi . Ecco che il fischio del vento sulle manovre, sulle sartie e i paterazzi , lo sbattere delle vele , il fischietto del nocchiere e l’”inzie giù” a noi familiari acquistano il sentire del lavoro insieme , del ruolo e della difficoltà del viaggio verso il porto ristoratore . Ecco che il colore brunito del legno ,lo scintillante luccichio degli ottoni , il candore delle vele spiegate , conferiscono al viaggio l’eleganza del movimento al tempo stesso snello e nobile .

La contemplazione della dorata polena arricchisce la sensazione cromatica e si staglia nel candore delle fiancate . L’orizzonte che si perde nel mare ci appare allora come una siepe che contraddittoriamente ci nasconde e ci apre un infinito verso cui incessantemente tendiamo ,confusi tra la sindrome di Ulisse e quella di Garibaldi .Riacquista quindi e torna ad avere un senso nella riflessiva contemplazione il viaggio, rispetto al frenetico e veloce trasferimento ,il senso più vero con i suoi momenti di lavoro, di riposo, di solitudine e di vita comunitaria sempre all’aperto, alla presenza a volte placida a volte tempestosa di sua maestà il mare .

Il silenzio della navigazione a vela , la brezza sul volto col suo odore di salsedine, il lento scorrere dei paesaggi sotto costa ci consente di vivere nella sua più sincera essenza il viaggio, facendoci conoscere e osservare particolari altrimenti destinati a rimanerci inconosciuti . Durante la nostra navigazione raccogliamo piccoli pettigialli (nota del Com.te Valentini), un gufo, un falco e due pipistrelli che ci trasferiscono ancora una volta l’idea del comunitario e oscuro senso ultimo della vita.

Tutto questo e molto di più è la navigazione a vela, tutto questo è un veliero d’epoca . Per chi nella fatica delle condizioni di vita, nel rollio e nel beccheggio, nell’inevitabile, continua promiscuità sa coglierlo magari nella conversazione notturna sottovoce , con un compagno di viaggio davanti a un luccicante e silenzioso tappeto di stelle , quando l’unico rumore ritmato è lo sciabordio della nera acqua sulle fiancate del vascello . La bianca scia illuminata dalla luna affascina chi si perde a guardarla . Ecco quindi che la riconquista di tutto questo come di qualcosa che è già nostro ma di cui si era persa la consapevolezza, come la riconquista delle nostre origini , della nostra casa , del nostro salgariano Mompracem, diviene possibile .

Il nocchiero e timoniere per eccellenza Palinuro guida il nostro viaggio, rammentandoci sempre , con la sua virgiliana storia , l’instancabile e necessaria attenzione durante il viaggio, in questa immersione negli elementi . I prodigi dell’evoluzione dell’ingegneria navale ci consentono navigazioni più comode , spazi più grandi e personali , trasferimenti veloci dentro il piccolo paese nave , condizionato e sempre più senza aperture all’immensità dell’elemento. Il beccheggio e il rollio che da soli bastano a darci il senso del movimento, il vento nei capelli passeggiando sul cassero, il sole abbagliante e caldo delle prime ore del meriggio, un ricordo . Ogni momento del giorno e della notte diventano uguali e senza tempo. Fondamentale quindi, per ogni moderno marinaio, l’esperienza a bordo di questo tesoro della Marina Militare Italiana .

Faventibus ventis , Palinuro .

Agli inizi degli anni ‘50 la nave “Palinuro” fu comprata dalla Marina Militare Italiana e adibita a nave-scuola per sostituire la Cristoforo Colombo, data ai russi come preda di guerra e poi bruciata E’una goletta ed è la sorella minore dell’Amerigo Vespucci. Ogni anno fa la campagna addestrativa dei sottufficiali, durante la quale si insegna ad andare a vela. Quest’anno siamo andati moltissimo a vela. Per la seconda volta nella sua storia la goletta ha attraversato lo Stretto del Bosforo, navigando nel Mar Nero, dove abbiamo toccato la Georgia, la Turchia e la Romania, poi la Grecia a Kos e Cafalonia, dove abbiamo fatto sosta per l’anniversario delle stragi tedesche dopo l’armistizio.

La nave a vela fa formazione e rappresentanza. Andare a vela rispetto alle navi grigie è un altro mondo. Tante le scomodità ma il fascino enorme. La campagna è terminata all’Isola d’ Elba in parata con l’Amerigo Vespucci ed il cacciatorpediniere Durand de la Penne.

CC(SAN) Alberto Guasconi

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Dall’Istruttore-Rubrica di Settembre

by Presidente on

Care Amiche e Amici,

sono qui a scrivervi dopo l’intervallo estivo e ho pensato di dedicare questo mio secondo intervento a qualche commento sul Seminario SINS-SEFF che si è svolto sabato scorso a Firenze.

Il Seminario di Istruzione per i Nuovi Soci – e per l’Effettivo quest’anno si è svolto a Villa Viviani, sulla collina di Fiesole, posto magnifico con grande vista. La sala adibita ad aula straripava di pubblico, molti posti in piedi. Molte le Socie, sempre poche in percentuale, ma ogni anno più numerose.

Quanti nuovi Soci? Non so….del nostro Club: solo uno! Considerando che nell’ultimo anno ne è entrato un numero considerevole non è stato un grande apporto… ma ci saranno sicuramente altre occasioni, faccio pertanto i miei complimenti all’unico Socio che ha partecipato ai lavori.

Non è mia intenzione fare qui una sintesi di quello che è stato detto,chi vorrà troverà sicuramente sul sito del Distretto le varie relazioni, mi limiterò a qualche mia impressione.

Il leit motiv della giornata è stato: il “servizio”, declinato in tutti i modi con l’obiettivo della comprensione tra i popoli e la pace e la “cultura”come sistema di valori condivisi, nonostante le sue molte facce, che è “una”, per capire e illuminare ogni aspetto della vita e valorizzare progetti e azioni in cui il Rotary si esprime.

Come sempre la relazione di Padroni è stata un piccolo distillato di saggezza filosofica, consiglio tutti di leggere la sua bella e elegante relazione che ci ha donato di cui ci ha potuto fare solo un breve ma illuminante estratto.

Ma quello che mi è sembrato veramente più significativo della mattinata è stato l’intervento di alcuni nuovi Soci invitati a parlare.

Ne citerò due: un giovane Socio che dirige una RSA ci ha raccontato la motivazione che lo fatto entrare nel Rotary: è stato dopo aver visto all’opera, nella stessa RSA, un gruppo di rotariani, medici, avvocati, ingegneri che, spogliati dei loro abiti professionali, per un giorno si erano messi a servizio degli anziani con tanta semplicità e allegria. E’ stato allora che ha pensato che sì, questo Rotary poteva fare per lui.

Una nuova Socia con storia e un approccio completamente diverso: assolutamente non emotivo.

Aveva avuto la proposta da un collega che la stimava. Aveva chiesto tempo, ci aveva riflettuto a lungo, si era documentata in maniera approfondita su cosa era il Rotary, poi ha pensato: sì, era arrivato il suo momento di mettere a disposizione le sue competenze. Aveva però un problema: veniva richiesto un buon carattere, non pensa di avere proprio un buon carattere, bensì, carattere..E’ entrata nel Rotary, si trova benissimo, nel suo Rotary discutono senza secondi fini in amicizia.

Ecco, mi dicevo, dovrebbe essere questo il percorso che ci auguriamo facciano i nostri nuovi Soci, emotivo o ragionato, percorsi diversi, ma con la motivazione di entrare nel Rotary per fare, per dare davvero un contributo personale.

Come si diceva proprio sabato mattina infatti, non è difficile diventare Soci del Rotary, è difficile diventare Rotariani.

 

MARILENA

 

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Lettera del Vice-Presidente Pietro Terrosi Vagnoli

by Presidente on

Cara Marilena,
due volte grazie!

La prima è per aver voluto riprendere la vecchia usanza di una lettera, di un intervento o quant’altro da parte dell’Istruttore del Club. Tu ben conosci quanto tenessi a questi interventi, brevi ma densi di significato.

La seconda è per aver sintetizzato, quasi in forma di decalogo, i concetti espressi dall’amico Massimiliano nella sua, purtroppo, unica lettera, con la quale ha sottolineato senza enfasi, senza inutili orpelli, quello che deve fare e come deve essere IL ROTARIANO.

Non vi sono Rotariani più bravi, meno bravi: o si seguono quei principi, quelle regole descritte da Massimiliano oppure no! Colui che le segue in parte è solo un iscritto ad un Club Rotary, non un ROTARIANO!

Cara Marilena continua così, molti sono gli argomenti, magari da taluni ritenuti noiosi, come il comportamento che deve tenere un Rotariano o quali sono gli indirizzi attuali del RI che si possono anche non condividere, ma che si debbono accettare. I più anziani potranno dire che molte cose sono ovvie, risapute ma alla fine ci si accorge che sono disattese.

Grazie Marilena, Ti leggerò e se non troppo noioso Ti scriverò ancora.
Una buona annata nel segno del Rotary.
Pietro