Lettere al Club

Gent.mo Presidente,

facendo seguito alla nostra conversazione telefonica, le faccio un quadro spero esaustivo anche se sintetico dei cambiamenti indotti dalla situazione emergenziale generata del COVID19:

Il primo impatto è stato sulla vita interna dell’associazione; una sede che di giorno vedeva un costante via vai di persone fino alle 20 di sera, improvvisamente si è trasformato in un luogo silenzioso, dove pare il tempo sia sospeso. Gli uffici vuoti, quasi tutti i dipendenti lavorano da casa, con l’eccezione della sala operativa che invece deve essere sempre aperta; una rigida separazione degli spazi tra i luoghi frequentati dagli utenti degli ambulatori medici, e i volontari, alcuni dei quali effettuando servizi di emergenza dovevano cercare di non entrare in contatto con gli uffici e con quei volontari che si occupavano di altre attività.

  • I servizi sanitari hanno visto un crollo verticale dei servizi di urgenza e sociali, mentre hanno subito una impennata i servizi di emergenza, per ovvi motivi. Il cambiamento più forte in questo settore è stato quello di doversi adattare a procedure operative sostanzialmente diverse dall’usuale, con la grandissima difficoltà iniziale di reperire in tempi brevi i presidi di protezione individuale, che né il 118 né la Regione erano in grado di fornire non solo agli ospedali e ai medici di medicina generale, come lei saprà benissimo, ma tanto meno alle associazioni di volontariato che si sono dovute arrangiare da sole, con grossi sacrifici.
  • A fianco dell’emergenza sanitaria, è esplosa l’emergenza sociale: ai consueti nuclei familiari che noi assistevamo per aspetti sia di carattere economico che di fornitura di generi di prima necessità, si sono affiancati i nuclei familiari in quarantena o positivi, ma domiciliati, e tutte quelle persone con problematiche legate sia all’età che ad aspetti clinici che le rendevano maggiormente vulnerabili: questo incremento ha fatto più che triplicare il numero di aiuti alimentari e di acquisto di medicinali rispetto alle situazioni di normalità. C’è da dire che il volontariato ha saputo reagire in modo per me sorprendente, permettendo di reggere un carico di lavoro che è cresciuto in modo significativo rispetto allo scorso anno. A questi nuclei familiari si sono aggiunti quelli colpiti dalla crisi economica, che sta falcidiando intere famiglie; purtroppo in questi casi l’intervento che possiamo fare, a parte la fornitura di generi di prima necessità, grazie anche al vostro aiuto, non è molto di più, soprattutto per quelle realtà dove il problema maggiore è la crisi di liquidità, a cui solo il sistema politico-finanziario può dare una mano. La Fondazione Toscana per il Contrasto all’Usura, che sta continuando ad operare da casa, ha incrementato del 18% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, gli interventi a favore di persone che avevano bisogno di garanzie nei confronti del sistema bancario. Grazie al vostro aiuto, siamo stati anche in grado di aiutare le Misericordie di Castelnuovo B.ga, di Monteroni e di Casole d’Elsa, che si sono rivolte a noi per un aiuto economico a sostegno delle famiglie dei loro territori. Come sempre abbiamo continuato ad aiutare le consorelle di Asciano, Quercegrossa, Pievasciata, Casciano di Murlo, Vescovado e Castellina in Chianti, a cui forniamo i generi alimentari per i nuclei familiari i stato di forte necessità dei loro territori.
  • Non ci sono solo i bisogni materiali, ci sono anche i bisogni psicologici, i bisogni dell’anima. Questa situazione ha generato in tutti noi sensazioni di paura, angoscia, perdita di speranza; alcuni, molti, hanno imparato a conviverci e a guardare oltre, altri non ce la fanno. Per questo abbiamo creato due gruppi di ascolto, un numero verde per il sostegno psicologico a chi abbia bisogno di parlare con specialisti, psicologi, counselor e se necessario anche con avvocati; un secondo numero dedicato a quelle madri che hanno avuto figli da poco tempo, magari durante la crisi epidemica, e che hanno bisogno di essere rassicurate, o semplicemente hanno bisogno di tirare fuori le loro paure. Un servizio simile è attivo anche per i volontari, soprattutto quelli che sono stati coinvolti in interventi ad alto rischio, o quelli che dall’inizio della pandemia si sono chiusi in casa e hanno bisogno di parlare della loro paura, di essere capiti.

Le due cose più impegnative, anche sul piano emotivo, sono state la messa in sicurezza della casa di riposo e la chiusura del cimitero. La prima è scattata immediatamente, adottando protocolli di sicurezza per i dipendenti e per i pazienti, impendo l’accesso indiscriminato dei visitatori, imponendo ai visitatori precise prescrizioni e controlli sanitari in ingresso, e vietando qualunque uscita a quegli ospiti ancora autosufficienti, che erano abituati a farsi la loro passeggiatina in città: non è stato affatto facile, ma se c’è una cosa di cui sono particolarmente orgoglioso è che non abbiamo avuto casi di contagio, né tra i dipendenti né tra gli ospiti, e per il momento, con grandissimo impegno da parte dei dipendenti della casa di riposo, tutto sta procedendo per il meglio. Chiudere il cimitero è stato altrettanto doloroso, non poter consentire l’ultimo saluti a familiari e amici (sono deceduti anche soci della misericordia che erano padri e mogli di nostri volontari) è stato la cosa che più mi è pesata, a livello emotivo, non poter essere accanto al confratello in un frangente così doloroso per lui è stato davvero una sofferenza.

 

Che altro dire, facciamo tanto conferenze video, whatsapp è diventato lo strumento di comunicazione di massa più usato, ogni tanto organizziamo dei meeting allargati sempre via internet, lo stesso Magistrato si riunisce in video conferenza; ci manca tanto il ritrovarsi tutti assieme, fare i nostri cenini, essere allegri e rilassati per una sera, ritrovarsi alla messa, tutta la quotidianità e la normalità della nostra vita prima di questo maledetto virus.

 

Speriamo che questa sia davvero una Pasqua di resurrezione, ma come dicevamo al telefono, i tempi saranno lunghi, e dobbiamo avere una pazienza ed una tenuta molto alta.

 

Con i miei più cordiali saluti

 

 

Andrea Valboni

Provveditore

                                                            
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LETTERA DAL ROTARY CLUB CONTATTO DI VALENCE

by Past President on

Caro Presidente, cari amici,

la Germania, la Francia ed in particolare  l’Italia stanno vivendo una tragedia storica, confrontati ad una situazione sanitaria eccezionale, sconosciuta finora. Anche tanti altri paesi devono organizzarsi per affrontare il Covid 19 e proteggere le loro popolazioni.La comunità internazionale è in allerta. In questo momento è nostro dovere stare uniti e mostrare la nostra solidarietà e la nostra fraternità di fronte a questa disgrazia.

Pensiamo forte a tutti voi, amici miei. I soci del Rotary Club di Valence stanno fianco a fianco con voi e sperano che siate tutti sani.Speriamo che la crisi finisca presto con un ritorno alla normalità.

Forza amici miei !! Vinceremo.

E non dimenticate il nostro prossimo incontro.Ci aspettiamo molti di voi a Valence nel 2021.

Con amicizia rotariana

Anne-Marie AMOUROUX                                                                                          Dominique ROUHIER

Presidente del Rotary Club de Valence                                                                     Vice-Presidente del Rotary Club de Valence

Jerome  DORBES                                                                                                      Gerard   ROUSSILLON

Presidente  eletto  2020/21                                                                                        Vice-Presidente eletto  2020/21

 

Cara Presidente, cari amici del RC Valence,

grazie infinite per la vostra vicinanza!

Stiamo tutti vivendo una situazione senza precedenti e tutto il mondo sta affrontando un’emergenza epocale. Il Coronavirus ha precipitato tutti noi in un tunnel emotivo prima ancora che sanitario e certamente l’Italia sta pagando uno dei prezzi più alti.

Attualmente tutti i soci del nostro Club e i loro familiari stanno fortunatamente bene, grazie.

In momenti come questo l’amicizia e l’intesa rotariana aiutano a non sentirsi soli e a sperare positivamente per il futuro.

Grazie , quindi, per il vostro messaggio di amicizia e di incoraggiamento che ricambiamo di cuore con i nostri migliori auguri a tutti voi.

Appuntamento a Valence nel 2021 : ci saremo perché…..ANDRA’ TUTTO BENE.

Con amicizia rotariana

Francesco de FEO                                                                                      Franco SIVERI

Presidente RC Siena                                                                                   Vice-Presidente RC Siena

Elisabetta MIRALDI                                                                                     Massimo   PAGANO

Presidente eletto 2020/21                                                                           Vice-Presidente eletto  2020/21

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LETTERA DAL ROTARY CLUB CONTATTO DI WEILHEIM

by Past President on

Caro Presidente del RC Siena e caro amico rotariano de Feo,
sono il Presidente del RC Weilheim/Germania e mi scuso se non scrivo nella vostra lingua ma in inglese (mi dispiace ammettere che non parlo Italiano).
Abbiamo appreso con costernazione della grave situazione causata dal Covid in Lombardia e in altre zone del vostro paese. Noi, che siamo tutti membri del nostro RC, vogliamo esprimere la nostra vicinanza e partecipazione per questo pesante colpo del destino che ha colpito il vostro paese. Tutti i pazienti del Corona virus, le loro famiglie e coloro che se ne prendono cura, sono nei nostri pensieri e nelle nostre preghiere.
Sappiamo anche che la Toscana non è colpita troppo duramente dal virus. Speriamo quindi che tu, la tua famiglia e i tuoi amici rotariani siate risparmiati dal contagio.
I nostri più calorosi auguri giungano a voi tutti: siate in buona salute!
Non vediamo l’ora di incontrarvi in buone condizioni al prossimo triangolare!
I migliori saluti
 
Wolfgang Kircher
Presidente Rotary Club Weilheim    
a.r. 2019-20                                                 
 

 

Caro Presidente, caro amico,

mi ha fatto molto piacere ricevere la tua mail in un momento così difficile per il nostro Paese a causa di questa grave epidemia di corona virus. La situazione, specialmente nel Nord Italia è veramente drammatica, il numero dei contagi e delle vittime è spaventoso. Viviamo chiusi nelle nostre case per evitare qualsiasi contatto con l’esterno e le misure di sicurezza sono molto rigide, ma questa è l’unica soluzione per fermare il virus. Purtroppo i contagi stanno interessando quasi tutti i paesi del mondo, il nostro augurio è che in Germania non arrivi in maniera così violenta. Non possiamo far altro che augurarci che tutto finisca in breve tempo.

Grazie ancora per il vostro affetto! Ci rivedremo al prossimo triangolare!

I miei più cari saluti a te, alla tua famiglia e a tutti i soci del RC di Weilheim.

Francesco de Feo

Presidente Rotary Club Siena

a.r. 2019-20

Caro Presidente, Amiche e Amici rotariani, ho letto, non senza una punta di commozione, le riflessioni che il PG Terrosi Vagnoli ,  l’Amico Pietro, ha offerto alla nostra lettura.

Sarà per l’età che non lascia scampo, sarà per il drammatico momento che viviamo e che ci fa cogliere sfumature della vita prima trascurate, ma sentire parlare in questi termini di Rotary , da chi il Rotary lo conosce e  l’ha praticato a fondo, scalda il cuore ed appunto commuove.

Non starò qui a dire quanto le parole di Pietro siano non solo da condividere ma anche da trasformare in buone pratiche per questa inattesa (?) battuta d’arresto della nostra vita quotidiana, delle nostre attività professionali, dei rapporti interpersonali , del poter vivere il ‘nostro’ Rotary come eravamo abituati a fare e che tanto ci manca. Grazie delle tue parole ,Pietro.

Come un grazie a lettere maiuscole mi sento di rivolgere a tutte le amiche e amici rotariani che in queste settimane , fedeli al giuramento prestato ad Ippocrate, stanno servendo la nostra Comunità anche a rischio della propria vita. Penso a te , caro Presidente,  a tutte le Amiche e Amici (ma anche i loro familiari), impegnati in questa comune trincea della Sanità. Vi conosco uno per uno , i vostri volti mi passano, ogni giorno, davanti agli occhi consapevole del durissimo lavoro che state svolgendo ma confortato dalla consapevolezza che alla sapienza professionale ,tutti voi, saprete aggiungere , giorno dopo giorno, quel ‘quid’ in più che solo un Rotariano può offrire e si riassume nel nostro bellissimo motto: servire al di sopra di ogni interesse personale. Grazie ancora.

Ma ci sarà un domani. L’alba rischiarerà questa lunga notte e sarà allora che tutti noi rotariani, nessuno escluso, saremo chiamati ‘alle armi’ nel solo modo che noi conosciamo: ponendosi al servizio degli altri, ciascuno per le proprie competenze, per contribuire a ricostruire questo nostro amato Paese non solo da un punto di vista economico ma anche, direi sopratutto, per ridare a tutti noi la speranza di un mondo migliore.

 Personalmente sono sicuro che tutti noi rotariani risponderemo d’impeto a questo richiamo (come d’impeto, e mi scuserete, ho buttato giù queste parole) ; con l’entusiasmo che ci ha sempre caratterizzato e che fa parte del nostro dna di Soci di un club storico che tanto ha dato a questa Città.

Ricominceremo a ritrovarsi, forse  all’inizio con qualche difficoltà dovuta alla lunga ‘astinenza’, ma ce la faremo. Ripartiremo innestando, come ci è proprio, la marcia più alta. Torneremo a  fare service (hai ragione Pietro, mai beneficenza), a confrontarsi nelle nostre conviviali e nei nostri caminetti, ad essere quella bellissima, grande, Famiglia Rotariana , magari migliore di prima .

 Torneremo, insomma, ad essere ,tutti insieme ,ciò  che siamo sempre stati: ORGOGLIOSI DI ESSERE ROTARIANI.

Un abbraccio

sandro fornaciari

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LETTERA AI SOCI

by Past President on

Carissime/i,

 

rivolgo innanzitutto a ognuno di voi e alle vostre famiglie il mio pensiero di vicinanza, augurandomi che tutti stiate bene in questo triste momento.

Desidero aggiornarvi, con l’unico mezzo disponibile, riguardo le ultime attivita’ del Club.

In tema di servizio, legato all’emergenza Covid-19, insieme a tutti i Rotary Club del Raggruppamento abbiamo partecipato ad una raccolta fondi da destinare alla Misericordia di Siena ; l’iniziativa congiunta ha consentito di raccogliere in totale 12.000 Euro destinate al noto impegno di volontariato e solidarieta’ che  la Misericordia da sempre effettua in favore delle fasce piu’ deboli della popolazione.

Sempre in tema di pandemia, abbiamo aderito alla raccolta fondi promossa dal l’Ordine dei Medici della nostra citta’ e finalizzata  all’acquisto di 5.000 mascherine di tipo FFP2,  le piu’ difficili da reperire, destinate al personale medico e infermieristico impegnato nella lotta contro  il coronavirus.

Siamo in costante contatto con il Distretto, le associazioni di Volontariato, i Presidenti degli altri Club, l’Amministrazione Comunale e la ASL al fine di intercettare  reali bisogni nel nostro territorio.

Seguiteci  su WA Rotary, FB e sul nostro sito web dove abbiamo pubblicato recentemente una lettera ai soci del nostro PDG Pietro Terrosi Vagnoli ; a breve posteremo il nostro Notiziario N. 4 che non e’ stato possibile recapitare come di consueto, mentre ci auguriamo di postare ulteriori contributi di ogni socio.

L’emergenza Coronavirus ci ha confinato nelle nostre case ma non puo’ fermare la nostra ruota : il Rotary esorta all’azione-direbbe Paul Harris-, non inibisce l’attivita’.

In attesa di tempi migliori, di tornare alle nostre abitudini restiamo “ connessi” con la nostra fantastica famiglia rotariana, consapevoli che…. ce la faremo!

 

Un abbraccio rotariano nella speranza di incontrarvi tutti  presto.

 

Francesco de Feo

Carissimi Amici ed Amiche Rotariani

questa forzata ” reclusione ” in campagna ha modificato il mio e penso anche il vostro modo di vivere in questi ultimi tempi.Ho cercato innanzi tutto di apprezzare questo ritiro che mi ha fatto riscoprire momenti di vita che avevo dovuto abbandonare coinvolto dall’incedere incessante e vorticoso delle giornate di lavoro.
Sto apprezzando quanto sia bello ascoltare musica,leggere un libro o il giornale in poltrona accanto al camino ora acceso con i cani accucciati ai piedi scambiando impressioni,opinioni,programmi con mia moglie Marta.La televisione offre poco ed il più delle volte ripetitivo.E’ il ricordo di un bambino che , in Maremma ,passava la sera costretto assieme al fratello a fare ” lettura “sotto l’occhio vigile del Babbo e della Mamma.E’ stato il mio primo approccio con il Manzoni ed i Promessi Sposi.
Non voglio divagare con ricordi personali,sto rileggendo la storia del nostro club ( non finirò mai di rigraziare l’Amico Alberto Fiorini ) quante persone per vari motivi purtroppo il principale è uno,non vi sono più.la diversità della partecipazione alla vita del club è notevole:i tempi cambiano la ruota del Rotary gira e deve stare con i tempi il modo di vivere cambia perchè cambiano gli interessi delle persone ma vi sono alcune cose che non cambiano o non dovrebbero cambiare:il piacere di stare insieme,di partecipare ,di essere coinvolti in momenti di amicizia magari insieme alla famiglia.
Leggete le pagine del libro e noterete come piano piano questo coinvogimento,il piacere di stare insieme sia affievolito e sta scomparendo.Oggi pensiamo che il nostro compito di Rotariani sia di fare ” service “il più delle volte è ” beneficenza ” a favore della comunità :stiamo perdendo il piacere di essere Rotariani.Durante questo ” forzoso ritiro” scorrete le pagine della storia del club con i vostri cari,con la moglie e magari dopo aver parlato di calcio ,di palla canestro anche con i figli fateli consapevoli che cosa ha fatto il club per la comunità e perchè bisogna essere orgogliosi di essere Rotariani come ebbe a dire ” IL VECCHIO SAGGIO” Luigi Socini Guelfi nel suo discorso da Governatore ai Rotariani del suo club.

                    Con l’amicizia di sempre

                                                 Pietro

Carissimi Amici ed Amiche Rotariani

 alcuni interventi fatti all’Assemblea mi portano a fare alcune considerazioni che riassumo in tre punti:
 – ROTARACT :chi ha partecipato o seguito i lavori dell’Institute a Norimberga ,alla Convention ad Amburgo e sopratutto dopo aver letto le decisioni di ottobre 2019 ( vedi my Rotary ) del COL ( consiglio centrale di legislazione ) avrà compreso che la ” questione ” Rotaract è ancora tutta da definire.Rotary e Rotaract sono due componenti la Famiglia Rotariana con loro caratteristiche e peculiarietà non sono concorrenti.cessiamo ” la caccia al socio “devo cooptarlo io altrimenti lo fa un altro.Concludendo non ci resta che attendere le decisioni del COL ed in seguito il club prenderà le decisioni che ritiene opportune in base alle sue tradizioni e caratteristiche.
 – RIVISTA :problema annoso non solo per i club ma anche per il distretto.non credo che la cifra occorrente determini uno sbilancio rovinoso per la vita del club.Il notiziario o bollettino on-line viene letto ( se letto )da chi usufruisce del PC ,difficilmente viene a conoscenza dei componenti la famiglia che in tal modo viene esclusa dalla vita del club.
 – FESTEGGIAMENTI PER I 70 ANNI DEL CLUB :fare il paragone con il matrimonio tra due persone non ha valenza.Festeggiare i decennali di fondazione del club significa anche festeggiare i soci presenti alcuni dei quali, purtroppo per motivi ” tecnici ” non voluti,non potranno festeggiare il decennio successivo.

 Carissimi vi ringrazio per la vostra benevolenza per avermi letto,vi anticipo che in un prossimo futuro vi farò partecipi di alcune considerazioni sul tema : SERVICE O BENEFICENZA.

                                  Buon Rotary

                                                   Pietro

Cari Soci

      come ormai ben conoscete il 28 settembre p.v.si terrà a Piombino loc. Poggio all’Agnello il SINS ( seminario di istruzione dei nuovi soci ).
Non sto a ricordare l’importanza di questo seminario non solo per soci più giovani di età rotariana ma anche per quelli più datati che lo debbono intendere come aggiornamento.

   Il Rotary vive un momento di cambiamento epocale per cui si pone il problema di essere al passo con i tempi pur mantenedo alcune tradizioni che lo hanno fatto grande per più di cento anni di storia  essendo partecipe attivo della vita.

  Alcuni argomenti del seminario saranno di come essere di attrazione per i nuovi soci come si deve adeguare per coinvogerli maggiormente nella vita del Club ,come coinvolgere anche la famiglia che deve essere partecipe attiva,Questi ed altri saranno gli argomenti trattati al SINS dove il sottoscritto in qualità di presidente della Commissione Distrettuale dell’Effettivo ed Espansione si augura di vedervi numerosi.vi saluto con il motto di un nostro Past-President ” ORGOGLIOSI DI ESSERE ROTARIANI “

                                       Pietro

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I ragazzi del Rotaract scrivono…….

by Past President on

LA VOCE DEL ROTARACT CLUB SIENA

Credo che uno dei punti di forza della Commissione Stampa di un’associazione sia la coralità. Dare cioè modo agli altri soci di sentirsi liberi di mettersi davanti a una pagina bianca e sviscerare una tematica, trasformando in frasi e concetti ciò che la mente conserva e il cuore suggerisce. Se è vero che lo scrivere aiuta a potenziare la consapevolezza di sé stessi e del mondo che ci circonda, lo scrivere di Rotaract esalta ancor di più la consapevolezza di essere Rotaractiani. Non solo scrivere, ma anche leggere, di Rotaract in questo caso, allarga gli orizzonti della mente e facendoci immergere nel vissuto e nelle emozioni di chi scrive, contribuisce a rafforzare ulteriormente la nostra identità di associazione. Questo mese ho il piacere di presentarvi un pezzo scritto dal nostro Socio Giulio Biagini, che lascia trasparire una grande umanità e un profondo affetto al Rotaract e al Rotary. Non mi resta che augurarvi una buona lettura.

Riccardo Intruglio (Presidente Commissione Stampa Rotaract Club Siena per l’A.R. 2018/2019)

 

Rotary e Rotaract: sono cresciuto sentendone parlare e osservandoli da spettatore, magari come spettatore privilegiato.

Ero piccolo e vedevo i miei genitori prepararsi ed uscire per andare al Rotary. Mi ricorderò sempre la spilla di mio padre, appuntata alla giacca, quel piccolo simbolo scintillante che mi ha sempre affascinato.

Nell’adolescenza ho preso contatto con il Rotary Siena e, paradossalmente, ho iniziato a frequentarlo prima del Rotaract, prendendo parte a numerosi eventi; rimasi subito piacevolmente sorpreso non solo per l’accoglienza ricevuta ma anche per l’armonia che il Club esprimeva.

Professionisti di ogni genere, colleghi e amici che si riuniscono nella convivialità di una cena per il piacere di stare insieme ma soprattutto per una causa più alta, come quella di essere al servizio della società, stringendosi sotto la stessa bandiera.

Avendo conosciuto da vicino questa realtà iniziò a maturare in me la voglia di avvicinarmi al Rotaract e più di un anno fa presi la decisione di frequentarlo.

Ma nonostante ciò, un minimo di timore vi era. I miei timori non potevano essere più infondati: dal primo giorno di “aspirantato” mi sono ritrovato avvolto dal calore dei soci e degli aspiranti che come me iniziavano a frequentare; dopo non molto mi sentivo già a casa ed inserito in una realtà che già sentivo mia. Ritengo che questo aspetto costituisca uno dei pregi migliori per un Club e, allo stesso tempo, il requisito di sicuro successo.

Come un padre amorevole cerca di trasmettere le migliori qualità e il proprio sapere ad un figlio, così il nostro Rotary padrino ha fatto con il Rotaract, che è cresciuto e sta crescendo sotto gli occhi di questo padre sempre presente ma mai invadente e sempre pronto ad aiutarlo.

Questa azione giovanile che vuole dare voce ai giovani e giovani imprenditori che chiamiamo formalmente Rotaract sta diventando per me una sorta di seconda casa. Una casa in cui la famiglia sta crescendo e che nell’armonia e nella coesione trova la propria forza.

Un grande fiume è la somma totale del contributo di centinaia, forse migliaia di ruscelli e rivoli che scendono tumultuosi dalle colline e dalle montagne, per gettarsi nel grande fiume. Così è la crescita del Rotary. È diventata grande grazie al sacrificio e al contributo di migliaia di rotariani in tutto il mondo”.   Paul Harris

 

Giulio Biagini, Socio del Rotaract Club Siena

                                IL SENSO DELLA RICONQUISTA DEL MARE

Il mare , l’immensità di questo grande fratello blu, metafora dell’eterna partenza e dell’eterno ritorno ,fa parte e in qualche modo costituisce il nucleo ontologico dell’esistenza e dell’essenza di ogni marinaio.

Il senso del mare, inteso come coacervo di irripetibili sensazioni nascoste e quasi dimenticate nell’intimo, che si risvegliano a ogni nuovo colpo di vento o spruzzo di spuma salata , ci ricordano , momenti condivisi , passaggi di vita .

 Il senso del mare, come significato e inscindibilmente significante della provenienza di ognuno di noi e dell’eracliteo andare errabondo incontro a nuove esperienze, ci ricorda silenzioso il lungo viaggio dell’esistenza, scandito da tappe sempre simili ma sempre diverse per ognuno di noi . Ecco che il fischio del vento sulle manovre, sulle sartie e i paterazzi , lo sbattere delle vele , il fischietto del nocchiere e l’”inzie giù” a noi familiari acquistano il sentire del lavoro insieme , del ruolo e della difficoltà del viaggio verso il porto ristoratore . Ecco che il colore brunito del legno ,lo scintillante luccichio degli ottoni , il candore delle vele spiegate , conferiscono al viaggio l’eleganza del movimento al tempo stesso snello e nobile .

La contemplazione della dorata polena arricchisce la sensazione cromatica e si staglia nel candore delle fiancate . L’orizzonte che si perde nel mare ci appare allora come una siepe che contraddittoriamente ci nasconde e ci apre un infinito verso cui incessantemente tendiamo ,confusi tra la sindrome di Ulisse e quella di Garibaldi .Riacquista quindi e torna ad avere un senso nella riflessiva contemplazione il viaggio, rispetto al frenetico e veloce trasferimento ,il senso più vero con i suoi momenti di lavoro, di riposo, di solitudine e di vita comunitaria sempre all’aperto, alla presenza a volte placida a volte tempestosa di sua maestà il mare .

Il silenzio della navigazione a vela , la brezza sul volto col suo odore di salsedine, il lento scorrere dei paesaggi sotto costa ci consente di vivere nella sua più sincera essenza il viaggio, facendoci conoscere e osservare particolari altrimenti destinati a rimanerci inconosciuti . Durante la nostra navigazione raccogliamo piccoli pettigialli (nota del Com.te Valentini), un gufo, un falco e due pipistrelli che ci trasferiscono ancora una volta l’idea del comunitario e oscuro senso ultimo della vita.

Tutto questo e molto di più è la navigazione a vela, tutto questo è un veliero d’epoca . Per chi nella fatica delle condizioni di vita, nel rollio e nel beccheggio, nell’inevitabile, continua promiscuità sa coglierlo magari nella conversazione notturna sottovoce , con un compagno di viaggio davanti a un luccicante e silenzioso tappeto di stelle , quando l’unico rumore ritmato è lo sciabordio della nera acqua sulle fiancate del vascello . La bianca scia illuminata dalla luna affascina chi si perde a guardarla . Ecco quindi che la riconquista di tutto questo come di qualcosa che è già nostro ma di cui si era persa la consapevolezza, come la riconquista delle nostre origini , della nostra casa , del nostro salgariano Mompracem, diviene possibile .

Il nocchiero e timoniere per eccellenza Palinuro guida il nostro viaggio, rammentandoci sempre , con la sua virgiliana storia , l’instancabile e necessaria attenzione durante il viaggio, in questa immersione negli elementi . I prodigi dell’evoluzione dell’ingegneria navale ci consentono navigazioni più comode , spazi più grandi e personali , trasferimenti veloci dentro il piccolo paese nave , condizionato e sempre più senza aperture all’immensità dell’elemento. Il beccheggio e il rollio che da soli bastano a darci il senso del movimento, il vento nei capelli passeggiando sul cassero, il sole abbagliante e caldo delle prime ore del meriggio, un ricordo . Ogni momento del giorno e della notte diventano uguali e senza tempo. Fondamentale quindi, per ogni moderno marinaio, l’esperienza a bordo di questo tesoro della Marina Militare Italiana .

Faventibus ventis , Palinuro .

Agli inizi degli anni ‘50 la nave “Palinuro” fu comprata dalla Marina Militare Italiana e adibita a nave-scuola per sostituire la Cristoforo Colombo, data ai russi come preda di guerra e poi bruciata E’una goletta ed è la sorella minore dell’Amerigo Vespucci. Ogni anno fa la campagna addestrativa dei sottufficiali, durante la quale si insegna ad andare a vela. Quest’anno siamo andati moltissimo a vela. Per la seconda volta nella sua storia la goletta ha attraversato lo Stretto del Bosforo, navigando nel Mar Nero, dove abbiamo toccato la Georgia, la Turchia e la Romania, poi la Grecia a Kos e Cafalonia, dove abbiamo fatto sosta per l’anniversario delle stragi tedesche dopo l’armistizio.

La nave a vela fa formazione e rappresentanza. Andare a vela rispetto alle navi grigie è un altro mondo. Tante le scomodità ma il fascino enorme. La campagna è terminata all’Isola d’ Elba in parata con l’Amerigo Vespucci ed il cacciatorpediniere Durand de la Penne.

CC(SAN) Alberto Guasconi

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