Lettere al Club

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Dall’Istruttore-Rubrica di Settembre

by Presidente on

Care Amiche e Amici,

sono qui a scrivervi dopo l’intervallo estivo e ho pensato di dedicare questo mio secondo intervento a qualche commento sul Seminario SINS-SEFF che si è svolto sabato scorso a Firenze.

Il Seminario di Istruzione per i Nuovi Soci – e per l’Effettivo quest’anno si è svolto a Villa Viviani, sulla collina di Fiesole, posto magnifico con grande vista. La sala adibita ad aula straripava di pubblico, molti posti in piedi. Molte le Socie, sempre poche in percentuale, ma ogni anno più numerose.

Quanti nuovi Soci? Non so….del nostro Club: solo uno! Considerando che nell’ultimo anno ne è entrato un numero considerevole non è stato un grande apporto… ma ci saranno sicuramente altre occasioni, faccio pertanto i miei complimenti all’unico Socio che ha partecipato ai lavori.

Non è mia intenzione fare qui una sintesi di quello che è stato detto,chi vorrà troverà sicuramente sul sito del Distretto le varie relazioni, mi limiterò a qualche mia impressione.

Il leit motiv della giornata è stato: il “servizio”, declinato in tutti i modi con l’obiettivo della comprensione tra i popoli e la pace e la “cultura”come sistema di valori condivisi, nonostante le sue molte facce, che è “una”, per capire e illuminare ogni aspetto della vita e valorizzare progetti e azioni in cui il Rotary si esprime.

Come sempre la relazione di Padroni è stata un piccolo distillato di saggezza filosofica, consiglio tutti di leggere la sua bella e elegante relazione che ci ha donato di cui ci ha potuto fare solo un breve ma illuminante estratto.

Ma quello che mi è sembrato veramente più significativo della mattinata è stato l’intervento di alcuni nuovi Soci invitati a parlare.

Ne citerò due: un giovane Socio che dirige una RSA ci ha raccontato la motivazione che lo fatto entrare nel Rotary: è stato dopo aver visto all’opera, nella stessa RSA, un gruppo di rotariani, medici, avvocati, ingegneri che, spogliati dei loro abiti professionali, per un giorno si erano messi a servizio degli anziani con tanta semplicità e allegria. E’ stato allora che ha pensato che sì, questo Rotary poteva fare per lui.

Una nuova Socia con storia e un approccio completamente diverso: assolutamente non emotivo.

Aveva avuto la proposta da un collega che la stimava. Aveva chiesto tempo, ci aveva riflettuto a lungo, si era documentata in maniera approfondita su cosa era il Rotary, poi ha pensato: sì, era arrivato il suo momento di mettere a disposizione le sue competenze. Aveva però un problema: veniva richiesto un buon carattere, non pensa di avere proprio un buon carattere, bensì, carattere..E’ entrata nel Rotary, si trova benissimo, nel suo Rotary discutono senza secondi fini in amicizia.

Ecco, mi dicevo, dovrebbe essere questo il percorso che ci auguriamo facciano i nostri nuovi Soci, emotivo o ragionato, percorsi diversi, ma con la motivazione di entrare nel Rotary per fare, per dare davvero un contributo personale.

Come si diceva proprio sabato mattina infatti, non è difficile diventare Soci del Rotary, è difficile diventare Rotariani.

 

MARILENA

 

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Lettera del Vice-Presidente Pietro Terrosi Vagnoli

by Presidente on

Cara Marilena,
due volte grazie!

La prima è per aver voluto riprendere la vecchia usanza di una lettera, di un intervento o quant’altro da parte dell’Istruttore del Club. Tu ben conosci quanto tenessi a questi interventi, brevi ma densi di significato.

La seconda è per aver sintetizzato, quasi in forma di decalogo, i concetti espressi dall’amico Massimiliano nella sua, purtroppo, unica lettera, con la quale ha sottolineato senza enfasi, senza inutili orpelli, quello che deve fare e come deve essere IL ROTARIANO.

Non vi sono Rotariani più bravi, meno bravi: o si seguono quei principi, quelle regole descritte da Massimiliano oppure no! Colui che le segue in parte è solo un iscritto ad un Club Rotary, non un ROTARIANO!

Cara Marilena continua così, molti sono gli argomenti, magari da taluni ritenuti noiosi, come il comportamento che deve tenere un Rotariano o quali sono gli indirizzi attuali del RI che si possono anche non condividere, ma che si debbono accettare. I più anziani potranno dire che molte cose sono ovvie, risapute ma alla fine ci si accorge che sono disattese.

Grazie Marilena, Ti leggerò e se non troppo noioso Ti scriverò ancora.
Una buona annata nel segno del Rotary.
Pietro

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UNA RIFLESSIONE SUL ROTARACT ….

by Presidente on

Perché il Rotaract? Quale il motivo che spinge dei ragazzi, di età compresa tra i 18 e i 30 anni, con interessi spesso simili ma soprattutto diversi, come diversi sono i caratteri e i temperamenti, le aree di studio e professionali di ciascuno, quale il motivo che li spinge a fare Rotaract? La vita di tutti i giorni impone ritmi frenetici, continui, e spesso è scarso il tempo per guardare in se stessi, tirare delle somme, capire ciò che si vuole, da una situazione o anche dalla vita stessa. Il Rotaract in qualche modo aiuta a rallentare questa instancabile corsa quotidiana, favorendo quel processo introspettivo – farsi domande, accogliere critiche, crescere- che nel mondo di oggi rischia di scivolare in secondo piano. I ragazzi che fanno Rotaract si legano innanzitutto e poi metabolizzano, fanno propri quei principi e quella morale che purtroppo non sempre sono presenti al giorno d’oggi, là fuori. Il Rotaract mette i ragazzi di fronte a quell’energia, a quella voglia di fare che è tipica della loro età, ma che spesso è atrofizzata, impigrita. L’età in cui si è dei vulcani e in cui davvero si è terreni fertili di idee. All’interno del Rotaract i ragazzi coltivano questo senso propositivo, si mettono in discussione, catalizzando se stessi in obiettivi comuni. Ma, e questo è uno dei motivi per cui si fa Rotaract, si è propositivi e ci si rimbocca le maniche non solo per l’obiettivo da raggiungere, il Service, la distrettuale, o un qualunque altro momento della vita rotaractiana; lo si fa anche per la propria crescita personale, per ricercare le opportunità di un confronto, per cogliere nelle parole di un relatore o nel vento ghiacciato di una mattinata invernale di Service il segno che si sta facendo davvero qualcosa, sia per gli altri che per il nostro futuro, per la definizione del nostro profilo di futuri professionisti, ma soprattutto di uomini. Ecco, si fa Rotaract anche per scoprire, o ritrovare, o ripassare, il senso di umanità, il voler diventare esseri umani migliori, il voler perfezionarsi pur sapendo che la perfezione è una chimera, ma nonostante questo aver comunque voglia di lottare a tutti i costi anche solo per migliorare quello che siamo e che vogliamo essere. E non perché questo cambiamento sia visibile agli altri, no. Perché sia visibile soprattutto a noi stessi, quando ci specchiamo la mattina, quando la sera, al chiuso della camera, nel buio più totale, ci addentriamo dentro di noi, quando davvero siamo messi a nudo e possiamo giudicarci.
Il Rotaract, quindi, in qualche modo ci traghetta via dall’individualismo sfrenato, ci spinge al confronto con gli altri e con noi stessi, mettendo al centro l’individuo ma allo stesso tempo il gruppo, dando modo agli uni e agli altri di crescere continuamente. La crescita simultanea dell’individuo e della società in cui questi è inserito è uno dei significati più importanti e vitali del Rotaract. Da qui parte la voglia di fare Rotaract; nelle tante occasioni di formazione, nell’ideazione dei progetti, cerchiamo di dare forma, nel modo migliore possibile ma soprattutto come più ci piace, al nostro futuro. Nostro in quanto persone che lo vivranno, nostro come appartenenti alla società che lo vivrà.
Riccardo Intruglio, Presidente Commissione Stampa del Rotaract Club Siena per l’A.R. 2017/2018

Carissimi Amici Rotariani,

Il nostro presidente Carlo Vallesi, anche a nome di tutto il Club, sente forte il bisogno di ringraziare Voi e tutti i Vostri rispettivi soci e ospiti, per aver partecipato alla nostra Festa del Vino.

Il vostro entusiasmo e la vostra felicità, insieme alla autentica condivisione delle finalità dell’iniziativa, che sostiene il nostro service della Ippoterapia, riprova che l’amicizia e la solidarietà sono il faro che illumina la vita di ogni rotariano.

Sperando di poterVi rivedere in altra prossima occasione, un abbraccio affettuoso Vi unisca tutti.

Vi saluto caramente.

Per il Presidente Carlo Vallesi, Nunziata Carbè (segretario R.C. Chianciano Chiusi Montepulciano)