Dall’ Istruttore

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Dall’Istruttore-Rubrica di Gennaio

by Presidente on

GENNAIO

Care Amiche e Amici,

auguro a tutti Buon Anno!

Il Rotary dedica il mese di Gennaio all’azione professionale. Cosa vuol dire, ce lo chiediamo?

Se ci pensiamo, il suo significato è molto impegnativo per tutti noi: il motto del Rotary è: “servire al di sopra di ogni interesse personale”.

Questo implica che quando entriamo a far parte del Rotary, oltre a metterci una rotellina sul bavero di una giacca e a partecipare diligentemente alle riunioni rotariane, dobbiamo fare molto di più, dobbiamo essere disposti a mettere le nostre competenze al servizio del Rotary per i progetti più vari rivolti alla comunità sia locale che a livello internazionale nelle zone più povere e bisognose o in aree di crisi.

Ma non basta, è ancora molto di più, è avere sempre nella propria vita professionale un comportamento “rotariano”, cioè etico, corretto, disinteressato.

La bella lettera di gennaio del nostro Governatore parla proprio di questo: dice che essere rotariani significa non solo cogliere le occasioni, ma cercarle e , addirittura, crearle.

Siamo tutti dei volontari, noi rotariani! A questo proposito il nostro Governatore ricorda la nostra “Task force”, i Volontari del Rotary, che hanno dato la loro disponibilità mettendo a disposizione le loro professionalità in maniera del tutto gratuita nei momenti di emergenza insieme con la Protezione Civile.

Secondo me è il senso di appartenenza che fa grande il Rotary, nessuno si deve sentire solo, e quello che per una persona sola sarebbe insormontabile da realizzare, è possibilissimo tutti insieme.

Un esempio ce lo dà proprio Barry Rassin, il nostro Governatore Internazionale: nella sua lettera di gennaio racconta che, tornando dagli USA alle Bahamas, sua terra di origine, non ne avrebbe mai potuto da solo riformare le strutture sanitarie, ma lo ha potuto realizzare grazie al partenariato con un gruppo di medici di quello che sarebbe poi diventato in seguito il Doctor Hospital e con la collaborazione del personale che ha lavorato con impegno e dedizione all’ospedale nel corso degli anni. Il suo obiettivo personale era diventato un obiettivo condiviso e solo allora era diventato una realtà.

Ogni Rotariano – diceva Paul Harris – rappresenta un anello di congiunzione tra l’idealismo del Rotary e il suo mestiere o la sua professione”. Era vero allora e dovrebbe esserlo anche oggi. Noi Rotariani passiamo solo un’ora o due alle riunioni dei nostri club, mentre passiamo la maggior parte della giornata al lavoro; grazie al Rotary, anche queste ore lavorative diventano un’occasione per servire le nostre comunità – un’occasione per essere di ispirazione ai nostri colleghi, ai nostri collaboratori e alle comunità a favore delle quali ci attiviamo.

Questo mese entreranno a far parte del nostro Club due nuovi Soci, prepariamoci ad accoglierli nel migliore dei modi e a farli sentire a “casa”! Vi saluto con amicizia, e vi auguro Buon Rotary!

Marilena

 

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Dall’Istruttore – Rubrica di Dicembre

by Presidente on

Care Amiche e Amici,

vi avevo invitato ad iscrivervi a “MyRotary”. Per chi non l’avesse ancora fatto è facilissimo: è sufficiente andare nel sito distrettuale rotary2071 o nel sito rotaryinternational.org e aprire il proprio account.

Si aprirà subito sulla sinistra una istantanea della pagina del nostro club, con tutti i link utili, al centro tutte le novità e gli annunci, a destra connessioni e discussioni di gruppo oltre le novità sul Congresso Internazionale; per esempio, chi è interessato ad andare alla Convention Internazionale di Amburgo 2019 potrà risparmiare diversi soldini se si registrerà entro il 15 di questo mese. Vale davvero la pena dedicarci un po’ di tempo per estrarre un mucchio di notizie utili.

Dicembre è il mese che il calendario rotariano dedica alla prevenzione e alla cura delle malattie. Da ben quaranta anni noi Rotariani di tutto il mondo siamo impegnati in questa battaglia contro la Polio che ci vede vincitori, ma come abbiamo ripetuto più volte, dobbiamo andare avanti fino a che l’ultimo bambino nel mondo non ne sarà esente!

Oltre a questo grande progetto noi Rotariani siamo sempre impegnati in tanti altri che hanno lo scopo di migliorare la qualità della vita di persone più sfortunate.

Leggevo la bella lettera di Dicembre del nostro Governatore che mi porta a fare delle riflessioni: affinché noi Rotariani possiamo continuare il nostro impegno nella tradizione che ci ha sempre distinto, è fondamentale che resti inalterato lo spirito rotariano dei nostri predecessori.

Quando sento parlare di “leggerezza”, che bisogna prendere il Rotary con più “leggerezza”, non capisco, cosa vuol dire? Con semplicità forse? Come dice il nostro Governatore, allora sì sono d’accordo, per il piacere di fare Rotary insieme, in amicizia, questo è Rotary, altrimenti, forse c’è qualche fraintendimento.

Credo che sia compito di tutti noi prendere per mano, fin dall’ingresso nel Club, i nuovi Soci per introdurli alla vita del Club, per far comprendere loro in cosa consista essere Rotariani, per non trovarci poi a delusioni reciproche come spesso purtroppo avviene.

Il Rotary non è un Club qualunque dove ci si iscrive e poi si va a cena qualche volta perché c’è l’oratore importante o a qualche gita con la famiglia, no, al Rotary si ha addirittura l’obbligo di andare, le assenze risultano alla fine dell’anno.

Al Rotary non si presenta domanda per essere ammessi né tanto meno si può fare alcuna campagna per avere qualunque tipo di incarico. Nel Rotary si è sempre cooptati e qualunque tipo di incarico ha la durata di un anno: dal consigliere di Club, al Presidente fino al Governatore Internazionale; non dimentichiamo che il nostro logo è una ruota.

Ma Dicembre significa anche festività, rinascita, speranza di un anno che ricominci con i migliori auspici. Allora termino questa mia rubrica di dicembre con gli auguri più sinceri a tutti voi Amiche e Amici Rotariani e alle Vostre famiglie di Buon Natale, Buon 2019 e Buon Rotary!

 

Marilena

Giovedì 22 Novembre il nostro Presidente Andrea ha invitato Francesco Franzinelli, come Presidente della Commissione Rotary Foundation del nostro Club e la sottoscritta in veste di Istruttore, a fare il punto riguardo a quanto è stato detto durante il Seminario sulla Rotary Foundation, che si è tenuto sabato scorso nella nostra città.

Con Francesco ci siamo divisi i compiti: a me l’introduzione sulla Rotary Foundation, a lui una sintesi su quanto è stato detto al Seminario.

Cosa è la RF e cosa fa? Potrei rispondere che di fatto è la nostra banca e nei suoi cento anni di vita ha speso ben 3 miliardi di dollari in progetti sostenibili con lo scopo di cambiare la qualità della vita di molte persone sia nella nostra comunità che nel mondo.

Qual è la sua missione? Promuovere la comprensione e la pace nel mondo attraverso i rotariani grazie al miglioramento della salute,il supporto all’educazione e la riduzione della povertà.

Perché dobbiamo fare donazioni alla RF? E’ attraverso le nostre donazioni che la RF viene finanziata, ma dobbiamo sapere che ben il 90% delle nostre donazioni va direttamente a rifinanziare i nostri progetti di service in tutto il mondo.

Come vengono impiegati i fondi delle donazioni? I nostri 35.000 club sparsi in tutto il mondo possono accedere ai fondi della RF con progetti di service nelle sei cause principali: promuovere la pace,fornire acqua potabile,proteggere madri e bambini, sostenere l’istruzione, sviluppare le economie locali, combattere le malattie.

Il più importante progetto di service che vede impegnati tutti i club a livello internazionale è quello della PolioPlus, grazie al quale siamo riusciti dal 1979 ad eliminare il 99,9% di casi di polio e di questo dobbiamo essere tutti fieri; il raggiungimento dell’obiettivo finale è l’eradicazione completa di questa terribile malattia nel mondo, e non possiamo fermarci fino a che la WHO non accerterà che i casi nel mondo saranno a % 0.

Vi esorto, per chi non lo avesse ancora fatto, a iscrivervi a “My Rotary” sul sito www.rotary.org e a consultare il sito stesso, dove troverete tante notizie interessanti, stimolanti e risposte ad ogni vostra domanda.

Francesco Franzinelli ha poi relazionato i Soci presenti sui vari argomenti trattati durante il Seminario.

                                                                                                    Marilena Pirrelli

 

 

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DALL’ISTRUTTORE-RUBRICA DI NOVEMBRE

by Presidente on

Care Amiche e Amici,

prima di tutto mi scuso perché lo scorso ottobre la rubrica è rimasta vuota. D’ ora in poi cercherò di essere sempre presente a tutti gli appuntamenti mensili con voi .

A proposito di mesi come sanno i “veterani”, ogni mese ha una sua destinazione: lo scorso settembre era dedicato al’alfabetizzazione, ottobre allo sviluppo economico e comunitario, novembre alla Fondazione Rotary e così via.

Fondazione Rotary: sabato scorso all’Hotel Garden si è svolto il Seminario della Rotary Foundation che viene organizzato ogni anno in questo mese; quest’anno per l’appunto a Siena.

Oltre 240 presenze, un vero successo per i nostri due Rotary cittadini che lo hanno ospitato!

Un doveroso ricordo a Sergio Mulitsch, rotariano di Treviglio, che ha avuto per primo l’intuizione del grande progetto sul vaccino della Polio, e poi si sono succeduti a parlare vari rotariani, per lo più addetti ai lavori, con la gradita presenza di Paolo Neri e Rino Rappuoli a suggellare l’importanza della giornata.

Ecco, la presenza di tanti rotariani mi ha fatto particolarmente piacere, non tanto per il successo in sé della manifestazione, ma per il significato di tale successo: l’interesse dei rotariani verso la Fondazione Rotary.

E ciò non è affatto scontato. Quante volte ho sentito dire: ma dove vanno tutti questi soldi, ma perché mai dobbiamo fare tutte queste donazioni, dove vanno, che ne sappiamo…Si, molta diffidenza..non ce lo nascondiamo. E poi, ma questo progetto della polio, ma è tanti anni, ma dobbiamo proprio continuare con questo progetto, con tutte le problematiche che ci sono, forse più attuali..

Beh, sì, è importantissimo che si continui, fino a che non si arriverà ad una eradicazione totale della poliomelite nel mondo, abbiamo fatto tanto e smettiamo proprio ora?

Il problema è che ora nel nostro mondo occidentale ricco e esente dalle gravi malattie infettive di una volta grazie proprio alle vaccinazioni, non si muore più o non si diventa storpi come cinquanta anni fa, per cui il problema semplicemente non lo vediamo.

Perché sovvenzionare la Fondazione Rotary? Perché portiamo i nostri soldi in banca? La Fondazione Rotary è la nostra banca e ci permette di fare progetti di lungo respiro sia nella nostra comunità che in qualunque parte del mondo e tra l’altro moltiplicando quanto noi versiamo.

Non è questa la sede per spiegarne il meccanismo, ma ci sono esperti nel nostro Club e Distretto a disposizione per tutti i dettagli.

E’ possibile fare progetti internazionali nelle sei aree in cui principalmente è impegnata la RF: promuovere la pace, fornire acqua potabile ,proteggere madri e bambini, sostenere l’istruzione, sviluppare le economie locali, combattere le malattie.

Ecco, è questa l’ottica con cui dobbiamo vedere la Fondazione Rotary, la nostra Fondazione, una grande opportunità per i nostri Club, che ci permette di concretizzare le nostre idee e di far sì che si possa pensare in grande.

Prendendo a prestito da un nostro amico rotariano che non me ne vorrà: orgogliosi di essere rotariani,

Marilena 

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SEMINARIO FONDAZIONE ROTARY A SIENA

by Presidente on

SEMINARIO FONDAZIONE ROTARY
17 novembre 2018
Siena – Hotel Garden, via Custoza, 2

Ore 9:00 – apertura della segreteria, registrazione partecipanti e caffè di benvenuto

Ore 10:00 – Giampaolo Ladu – Governatore 2018-2019 – Onore alle bandiere ed apertura lavori
Saluti di: Massimo Nannipieri – DGE 2019 – 2020 – Letizia Cardinale – DGN 2020-2021
Andrea Tiribocchi – Presidente R.C. Siena

Ore 10:10 – Giampaolo Ladu (Governatore 2018-2019): “Un ricordo di S. Mulitsch. La vaccinazione contro la poliomielite: orgoglio dell’Italia e del Rotary”.

Ore 10:15 – Giuseppe Saggese (Presidente R.C. Pisa Galilei): “Polio e vaccini: un percorso da ultimare” – Manola Pisani (R.C. Monte Argentario): “Il valore sociale ed economico della prevenzione delle malattie”.

Ore 11:00 – Donata Medaglini (R.C. Siena): “Per non dimenticare. Un grazie a Paolo Neri ed alla Sclavo”

Ore 11:10 – Giampaolo Ladu (Governatore 2018-2019) – Maria Antonietta Denaro (R.C. Cascina)
Fabrizio Dendi (R.C. Pisa Galilei): “La Rotary Foundation in prospettiva: verso il Terzo Settore”

Ore 11:30 – Question time

Ore 12:00 – Darya Majidi (R.C. Livorno Mascagni): “66 gocce. Con i giovani, in ricordo di Massimiliano Tacchi”

Ore 12:20 – Gabriella Del Bravo (R.C. Livorno Mascagni): “Il futuro del Rotary: Alumni”

Ore 12:40 – Giuseppe Frizzi (R.C. Valdelsa) – Massimo Vianello (R.C. Castiglioncello Colline Pisano Livornesi): “I volontari del Rotary”

Ore 12:50 – Il Rotary risponde

Ore 13:00 – saluti di Silvia Trapassi, Presidente R.C. Siena Est

Ore 13:05 – Roberto Giorgetti (Presidente Commissione Fondazione Rotay) – Considerazioni finali

Ore 13:10 – Giampaolo Ladu (Governatore 2018-2019) – Conclusioni

Ore 13:30 – Buffet

Per gli accompagnatori è prevista la visita a Rocca Salimbeni, sede centrale della Banca Monte dei Paschi

Si ricorda di portare il proprio badge

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Dall’Istruttore-Rubrica di Settembre

by Presidente on

Care Amiche e Amici,

sono qui a scrivervi dopo l’intervallo estivo e ho pensato di dedicare questo mio secondo intervento a qualche commento sul Seminario SINS-SEFF che si è svolto sabato scorso a Firenze.

Il Seminario di Istruzione per i Nuovi Soci – e per l’Effettivo quest’anno si è svolto a Villa Viviani, sulla collina di Fiesole, posto magnifico con grande vista. La sala adibita ad aula straripava di pubblico, molti posti in piedi. Molte le Socie, sempre poche in percentuale, ma ogni anno più numerose.

Quanti nuovi Soci? Non so….del nostro Club: solo uno! Considerando che nell’ultimo anno ne è entrato un numero considerevole non è stato un grande apporto… ma ci saranno sicuramente altre occasioni, faccio pertanto i miei complimenti all’unico Socio che ha partecipato ai lavori.

Non è mia intenzione fare qui una sintesi di quello che è stato detto,chi vorrà troverà sicuramente sul sito del Distretto le varie relazioni, mi limiterò a qualche mia impressione.

Il leit motiv della giornata è stato: il “servizio”, declinato in tutti i modi con l’obiettivo della comprensione tra i popoli e la pace e la “cultura”come sistema di valori condivisi, nonostante le sue molte facce, che è “una”, per capire e illuminare ogni aspetto della vita e valorizzare progetti e azioni in cui il Rotary si esprime.

Come sempre la relazione di Padroni è stata un piccolo distillato di saggezza filosofica, consiglio tutti di leggere la sua bella e elegante relazione che ci ha donato di cui ci ha potuto fare solo un breve ma illuminante estratto.

Ma quello che mi è sembrato veramente più significativo della mattinata è stato l’intervento di alcuni nuovi Soci invitati a parlare.

Ne citerò due: un giovane Socio che dirige una RSA ci ha raccontato la motivazione che lo fatto entrare nel Rotary: è stato dopo aver visto all’opera, nella stessa RSA, un gruppo di rotariani, medici, avvocati, ingegneri che, spogliati dei loro abiti professionali, per un giorno si erano messi a servizio degli anziani con tanta semplicità e allegria. E’ stato allora che ha pensato che sì, questo Rotary poteva fare per lui.

Una nuova Socia con storia e un approccio completamente diverso: assolutamente non emotivo.

Aveva avuto la proposta da un collega che la stimava. Aveva chiesto tempo, ci aveva riflettuto a lungo, si era documentata in maniera approfondita su cosa era il Rotary, poi ha pensato: sì, era arrivato il suo momento di mettere a disposizione le sue competenze. Aveva però un problema: veniva richiesto un buon carattere, non pensa di avere proprio un buon carattere, bensì, carattere..E’ entrata nel Rotary, si trova benissimo, nel suo Rotary discutono senza secondi fini in amicizia.

Ecco, mi dicevo, dovrebbe essere questo il percorso che ci auguriamo facciano i nostri nuovi Soci, emotivo o ragionato, percorsi diversi, ma con la motivazione di entrare nel Rotary per fare, per dare davvero un contributo personale.

Come si diceva proprio sabato mattina infatti, non è difficile diventare Soci del Rotary, è difficile diventare Rotariani.

 

MARILENA

 

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Sull’onda dell’emozione………

by Presidente on

LUGLIO 2018

Care Amiche e Amici,

il nostro Presidente mi ha chiesto di essere per quest’anno l’Istruttore del Club. Mi ha dato inoltre questo spazio nel nostro sito per una piccola rubrica mensile. Opportunità molto democratica, chi è interessato mi legge, altrimenti..tira innanzi..Inizio oggi in un momento di grande commozione per tutti noi, è venuto a mancare in questi giorni il nostro Governatore Massimiliano Tacchi in un modo così inaspettato e repentino che ci ha lasciato sgomenti.

E credo che dobbiamo partire da qui e dalla sua prima e purtroppo unica lettera per trarre dei preziosissimi insegnamenti: la sua lettera è una grande lezione di Rotary.

Vi consiglio, per chi non lo avesse ancora fatto, di leggerla con attenzione.

Queste le frasi più significative :

“Il Rotary trasforma le vite e le comunità traendo forza dall’azione di ogni singolo socio”

“Non sono rotariani quelli che pensano che la nostra Associazione sia un’etichetta “

“Il Rotary è prima di tutto elezione di servizio”

“Invito chi cerca fama a non far parte del Rotary”

“La grandezza del Rotary sta nel migliorare se stessi creando qualcosa in grado di sopravvivere oltre la vita individuale”

“ La nostra scommessa sta nei giovani rotariani e nelle generazioni future. Aprire l’Associazione che avrà un futuro solo se sarà in grado di collegarsi ai giovani e alle realtà territoriali più vitali”

“La nostra vocazione è operare concretamente al servizio degli altri al di sopra di ogni interesse personale attraverso un’amicizia eterna”.

Massimiliano credeva davvero nel Rotary, Rotary come stile di vita, chi entra nel Rotary non entra in una Associazione qualunque, dove si può frequentare o no, pagando una quota.

Rotariani si è sempre .

Marilena

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Orgoglio e Amicizia

by Presidente on

IMG_4728Carlo Ughi ha iniziato il suo intervento mettendo in evidenza quale sia il ruolo dell’Istruttore, ruolo che si esplica non tanto, od almeno non solo, verso i soci, quanto piuttosto nei confronti del Presidente e della dirigenza, in una stretta collaborazione nel creare programmi che rafforzino il Club.

Fatta questa premessa, Ughi ha riconosciuto di non aver nulla da “insegnare” ai soci che essi già non sappiano e di cui non siano già consapevoli, essendo stati scelti, tra tanti, come soggetti in possesso di quelle qualità morali e caratteriali proprie di chi è chiamato a far parte del Rotary. In tale ottica, Carlo ha ribadito la necessità di responsabilizzare al massimo i soci presentatori, invitandoli ad effettuare con le massime cura ed attenzione la scelta delle possibili nuove immissioni, perché è sulla qualità e sulle motivazioni delle risorse umane che si regge qualsiasi tipo di organizzazione strutturata.

Ughi propone alcuni spunti di riflessione da dibattere insieme, in questa od altre opportunità che gli verranno date, partendo dal presupposto che ciascuno debba guardare dentro di sé quali siano le motivazioni che invece lo fanno rimanere legato al Rotary. Per quanto lo riguarda, due sono principalmente le ragioni: “l’orgoglio dell’appartenenza” e “l’amicizia”.

Orgoglio di appartenere ad una Associazione che, creata nel lontano 1905 a Chicago da un pugno di galantuomini benpensanti, ha saputo non sopravvivere, ma crescere nel tempo e nel mondo per i valori che diffonde: integrità morale, valori etici, rispetto delle regole, disponibilità ad impegnarsi attivamente nel sociale, tolleranza, che coinvolgono, condizionano, indirizzano vita e azioni rotariane. Oggi il Rotary annovera 1.200.000 soci, con 34.600 Club che coprono otre 200 tra Nazione ed Aree territoriali.

Siamo stati i primi a credere nella necessità di rendere disponibili per la comunità le nostre capacità umane e professionali, non in una ottica di sterile filantropia fine, ma progettando ed aiutando a realizzare progetti. Siamo i più capaci non per insulsa autocelebrazione, ma perché ce lo riconoscono le più accreditate organizzazioni umanitarie mondiali che chiedono la nostra collaborazione al fine di conseguire risultati ben maggiori di quelli che ciascuna otterrebbe se agisse individualmente.

L’orgoglio dell’appartenenza deriva perciò dalla oggettiva considerazione di essere un ingranaggio, per quanto piccolo possa apparire, inserito in un complesso meccanismo di volontari che operano, in uno slancio di vitalità globale, nella tutela della salute (contrastando con successo il diffondersi della poliomelite, ma anche della malaria e dell’AIDS, della dissenteria per utilizzo di acque infette…), della lotta alla morte per malnutrizione in particolare di mamme e bambini, all’analfabetismo di base, alla povertà ed alla ricerca della pace.

Il secondo aspetto approfondito da Ughi è stato il tema dell’amicizia che, nel nostro consesso – ha detto il relatore –, dovrebbe avere un valore aggiunto per il conseguimento di ogni fine comune, questo non solo all’interno del proprio Club ma anche nei rapporti con le analoghe realtà con cui è dato di rapportarsi. Il nostro Istruttore ha ricordato che, perseguendo la voglia di “amicizia rotariana” così intesa, nel proprio anno di presidenza ha contribuito a far nascere uno spirito di effettiva collaborazione in campo operativo con gli altri Club del Raggruppamento Toscana 2, realizzando un comune impegnativo progetto a tutela dei bambini e delle mamme di un villaggio nel Mali e coinvolgendo finanziariamente, in occasione del consueto incontro biennale, i Club gemellati di Walheim e Valance nel progetto volto alla ricostruzione dell’Università dell’Aquila, distrutta dal terremoto. Concludendo – ha esclamato Ughi – ciascun rotariano sia orgoglioso non perché si “sente” utile, ma perché “è” utile!

turillazzi

 

 

Facile ‘dirsi’ rotariani, più difficile esserlo veramente. Ce lo ha ricordato il nostro istruttore di Club, Arturo Turillazzi (foto) nel corso del Caminetto del 23 ottobre scorso. Una chiacchierata che l’amico Arturo ha svolto davanti a numerosi soci, con il suo inconfondibile stile: sempre con il sorriso sulle labbra, mai dando l’impressione di parlare ex cathedra bensì con il cuore di chi vuole bene al Rotary e l’esperienza di chi l’ha lungamente ‘navigato’.

Arturo è partito da quello che è (dovrebbe) essere un patrimonio comune: il senso di appartenenza ad una associazione, in questo caso il Rotary, che vuol dire soprattutto condivisione di idee, valori, tradizioni. Un sentimento che lentamente deve radicarsi dentro di noi con il trascorrere degli anni ed è una naturale evoluzione dell’orgoglio che tutti abbiamo conosciuto quando siamo stati cooptati nel Rotary del quale però non ne conoscevamo ancora lo spirito profondo.

Ma essere rotariani- ci ha esortato Arturo- vuol dire anche mettere in discussione ogni giorno , meglio verificare ogni giorno, la qualità del rapporto tra noi ed il nostro Club, tra noi e gli altri Soci. Un rapporto che si basa sulla semplicità (‘le complicazioni allontanano i soci poco volenterosi”), sulla chiarezza e la trasparenza dei nostri comportamenti, sulla capacità di evitare di porre questioni di principio che normalmente , se si radicalizzano, non aiutano la comprensione reciproca.

E poi un’esortazione: <Rifiutiamo di sopravvivere nel Rotary>: un chiaro invito a farci parte attiva del Club, crescendo nella nostra permanente formazione rotariana per essere sempre più efficaci ed efficienti nella nostra azione di singoli e di collettività, affrontando la vita di club con forza, speranza e rigore facendo quanto ci viene richiesto <perché vogliamo farlo e non perché dobbiamo farlo>.

E se qualche volta, può capitare è capitato tutti, nel nostro essere rotariani si insinua il dubbio e l’insicurezza, il nostro Istruttore ci ha ricordato tre principi fondamentali: tolleranza, rettitudine e coerenza, tre ‘àncore’ che possono rendere sicure il nostro navigare nel l’infinito mare rotariano.