Dal Rotaract

Domenica 27 Gennaio, in occasione della IV edizione di “Wine&Siena”, il nostro Club, insieme al Rotary Siena Est, ha partecipato all’organizzazione dell’Asta di vini pregiati che si è tenuta nella Sala delle Lupe del Palazzo Comunale, il cui ricavato (davvero notevole, un grande successo!) è stato interamente devoluto all’Associazione Autismo “Piccolo Principe”. Il service che sarà realizzato consiste nell’allestimento e nella messa in sicurezza di una cucina presso la residenza diurna ASL delle Volte Alte, frequentata da ragazzi e adulti affetti da autismo, a loro volta seguiti ed assistiti dal personale specializzato.

Con piacere ospitiamo questo simpatico e spontaneo resoconto che descrive la giornata con gli occhi dei nostri Rotaractiani.

IL ROTARACT CLUB SIENA E L’ASTA BENEFICA DI VINI PER L’ASSOCIAZIONE AUTISMO SIENA-PICCOLO PRINCIPE: CRONACA DI UN’EMOZIONE VISSUTA

Sono le ore 9 di una fredda domenica mattina di gennaio, apparentemente una domenica di sempre, eppure, nel primo sguardo che ci lanciamo io e il Presidente del Rotaract Club Siena Eugenio Maria Mazzi, è chiaro che non si tratta di un giorno qualunque: è la giornata del service, l’Asta dei Vini, saremo a Wine & Siena, è un giorno che abbiamo a lungo immaginato e pianificato, e come accade di solito, trovarsi a viverlo è un po’ come essere sospesi tra il sogno e la realtà. Mentre carichiamo i lotti dei vini che saranno battuti all’Asta nel pomeriggio, parliamo poco: è un silenzio carico di tensione ma anche di una certa dose di eccitazione, di una voglia di metterci in gioco che traduce in azione uno dei nostri più bei princìpi: mettersi al servizio. Se è vero che non importa tanto la meta quanto il viaggio, nel fare Rotaract contano entrambi: il viaggio, che sono i mesi che ci hanno visti impegnati nella pianificazione del service, e la meta, che non è solo la conclusione del viaggio ma ne è parte integrante, è cioè il momento in cui il service raggiunge la sua definizione completa, in cui un’idea, un sogno (poiché tutti i service in un primo momento sono tali) diventano, per riprendere adattandola una celebre frase di Nietzsche, ciò che sono. Con un misto di adrenalina e ansia crescenti, il numero dei Rotaractiani man mano cresce, popolando la Sala delle Lupe, incubatrice di una bellezza che resiste al tempo, e la giornata entra nel vivo dell’allestimento, i 50 lotti +1 sono pronti, e là, elegantemente esposti su tre enormi tavolate, all’ingresso della Sala, da una parte sembrano sussurrare che ci siamo quasi, dall’altra incutono anche un certo timore reverenziale: ce la faremo? Le ore scorrono inesorabili, e poco prima che la Sala cominci a riempirsi, nella fugace visione del martelletto da banditore, adagiato là immobile, con il nostro Gagliardetto appeso poco sotto, la voglia di scendere in campo ed entrare nel cuore del service, all’improvviso, si fa fortissima ed è palpabile tra i Rotaractiani e i Rotariani presenti del Rotary Club Siena e Rotary Club Siena Est.

Ad aprire l’Asta, con una sorta di “investitura” che, se possibile, ne aumenta ancora di più l’importanza, è il dott. Helmuth Köcher, Presidente e fondatore del Merano WineFestival, unico amministratore di Gourmet’s International e The WineHunter, e per noi è stato davvero un immenso onore poter dare inizio al service con la sua introduzione.

Dopo i saluti di benvenuto da parte del Presidente del nostro Rotary padrino, Andrea Tiribocchi, il Banditore ha iniziato il suo lavoro.

Descrivere in maniera sequenziale l’Asta potrebbe privarla o asciugarla delle sensazioni, dei colori, che là si sono provate e vissute. È quindi doveroso specificare subito che non si è trattato di una semplice Asta, ma di un momento straordinario in cui molte persone hanno dato vita alla concreta possibilità di fornire un aiuto all’Associazione Autismo Siena-Piccolo Principe. Travolgente sin dall’inizio l’entusiasmo del Banditore, Curzio Mazzi, Rotariano e nostro socio d’onore, che ha condotto l’Asta intrattenendoci e ricordandoci costantemente che una ragione importante ci faceva essere lì, nella meravigliosa Sala delle Lupe, quel giorno. Abbiamo assaporato un pezzo di cultura enologica, grazie alle puntuali e invitanti descrizioni Federico Pieri, della Cantina del Brunello. E l’entusiasmo non è calato per un solo istante, ma anzi, come un fuoco in cui si butta della legna, è aumentato in maniera esponenziale, tanto da divenire palpabile, nei volti, nel vociare dei presenti, di lotto in lotto, fino alla fine, quando, nell’attesa di conoscere la cifra raggiunta, il fiato è stato trattenuto, per essere rilasciato al termine di un istante parso infinito: un risultato da record! Nell’applauso conclusivo, nella gioia di Alberto Negri, Presidente dell’Associazione Autismo Siena-Piccolo Principe alla quale andrà l’intero ricavato dell’Asta, ha preso forma una serena consapevolezza: ce l’abbiamo fatta. Il service è stato un successo, e non solo per la cifra raccolta in favore di un’importantissima realtà associativa quale l’Associazione Autismo Siena-Piccolo Principe, ma anche per aver contribuito ad aumentare la sensibilizzazione della popolazione verso le malattie dello spettro Autistico, purtroppo ancora poco conosciute, e verso una realtà che fa del sostegno ai bambini affetti e alle loro famiglie la propria prerogativa. Sono quasi le 20 di una fredda (e infine piovosa) domenica di gennaio che è stata memorabile, ancora vivo l’entusiasmo dei Rotaractiani, che proseguono la serata con un aperitivo e una meritata pizzata, all’insegna del voler festeggiare tutti insieme. Questo service ci ha visti impegnati, come Rotaract, per diversi mesi, mettendoci di fronte a un grande impegno e, infine, al raggiungimento di uno straordinario obiettivo, e abbiamo vissuto tutto questo con la passione e l’energia che ci rendono orgogliosi di essere Rotaractiani. Le imprese più belle richiedono un apporto da più fronti, e il Rotaract Siena non è stato solo nella realizzazione di questo evento. Pertanto, ringraziamo di cuore tutte le Aziende che, donando i loro vini, sono state protagoniste di questo service, il Rotary Club Siena e il Rotary Club Siena Est, che ci hanno coadiuvato, il dott. Helmuth Köcher, che ci ha dato l’occasione unica di poter dare vita all’Asta dei Vini nell’ambito della IV edizione di Wine & Siena, la Casa d’Aste Guidoriccio di Siena per l’apporto, Curzio Mazzi, eccezionale Banditore e Federico Pieri, grande conoscitore dei vini, la dottoressa Elena Lapadula e la Confcommercio Siena, la dott.ssa Chiara Andrucci della Camera di Commercio di Siena, il Comune di Siena che ci ha dato ospitalità in uno dei luoghi più suggestivi della nostra città.

Quando, la domenica sera, sono crollato sul letto, esausto ma felicissimo, ciò che ho pensato, prima di prendere un passaggio dal buon vecchio Morfeo, è che sono proprio fiero di essere Rotaractiano, e di far parte di un gruppo, il Rotaract Club Siena, fatto di ragazzi come altri, ma che un pochino, in fondo, dagli altri si distinguono per l’impegno che mettono nel cercare di migliorare, fosse anche solo di un mattoncino, il mondo in cui vivono.

Riccardo Intruglio, Vice Presidente e presidente Commissione Stampa del Rotaract Club Siena per l’A.R. 2018/2019

mm

I ragazzi del Rotaract scrivono…….

by Presidente on

LA VOCE DEL ROTARACT CLUB SIENA

Credo che uno dei punti di forza della Commissione Stampa di un’associazione sia la coralità. Dare cioè modo agli altri soci di sentirsi liberi di mettersi davanti a una pagina bianca e sviscerare una tematica, trasformando in frasi e concetti ciò che la mente conserva e il cuore suggerisce. Se è vero che lo scrivere aiuta a potenziare la consapevolezza di sé stessi e del mondo che ci circonda, lo scrivere di Rotaract esalta ancor di più la consapevolezza di essere Rotaractiani. Non solo scrivere, ma anche leggere, di Rotaract in questo caso, allarga gli orizzonti della mente e facendoci immergere nel vissuto e nelle emozioni di chi scrive, contribuisce a rafforzare ulteriormente la nostra identità di associazione. Questo mese ho il piacere di presentarvi un pezzo scritto dal nostro Socio Giulio Biagini, che lascia trasparire una grande umanità e un profondo affetto al Rotaract e al Rotary. Non mi resta che augurarvi una buona lettura.

Riccardo Intruglio (Presidente Commissione Stampa Rotaract Club Siena per l’A.R. 2018/2019)

 

Rotary e Rotaract: sono cresciuto sentendone parlare e osservandoli da spettatore, magari come spettatore privilegiato.

Ero piccolo e vedevo i miei genitori prepararsi ed uscire per andare al Rotary. Mi ricorderò sempre la spilla di mio padre, appuntata alla giacca, quel piccolo simbolo scintillante che mi ha sempre affascinato.

Nell’adolescenza ho preso contatto con il Rotary Siena e, paradossalmente, ho iniziato a frequentarlo prima del Rotaract, prendendo parte a numerosi eventi; rimasi subito piacevolmente sorpreso non solo per l’accoglienza ricevuta ma anche per l’armonia che il Club esprimeva.

Professionisti di ogni genere, colleghi e amici che si riuniscono nella convivialità di una cena per il piacere di stare insieme ma soprattutto per una causa più alta, come quella di essere al servizio della società, stringendosi sotto la stessa bandiera.

Avendo conosciuto da vicino questa realtà iniziò a maturare in me la voglia di avvicinarmi al Rotaract e più di un anno fa presi la decisione di frequentarlo.

Ma nonostante ciò, un minimo di timore vi era. I miei timori non potevano essere più infondati: dal primo giorno di “aspirantato” mi sono ritrovato avvolto dal calore dei soci e degli aspiranti che come me iniziavano a frequentare; dopo non molto mi sentivo già a casa ed inserito in una realtà che già sentivo mia. Ritengo che questo aspetto costituisca uno dei pregi migliori per un Club e, allo stesso tempo, il requisito di sicuro successo.

Come un padre amorevole cerca di trasmettere le migliori qualità e il proprio sapere ad un figlio, così il nostro Rotary padrino ha fatto con il Rotaract, che è cresciuto e sta crescendo sotto gli occhi di questo padre sempre presente ma mai invadente e sempre pronto ad aiutarlo.

Questa azione giovanile che vuole dare voce ai giovani e giovani imprenditori che chiamiamo formalmente Rotaract sta diventando per me una sorta di seconda casa. Una casa in cui la famiglia sta crescendo e che nell’armonia e nella coesione trova la propria forza.

Un grande fiume è la somma totale del contributo di centinaia, forse migliaia di ruscelli e rivoli che scendono tumultuosi dalle colline e dalle montagne, per gettarsi nel grande fiume. Così è la crescita del Rotary. È diventata grande grazie al sacrificio e al contributo di migliaia di rotariani in tutto il mondo”.   Paul Harris

 

Giulio Biagini, Socio del Rotaract Club Siena

mm

UNA RIFLESSIONE SUL ROTARACT ….

by Presidente on

Perché il Rotaract? Quale il motivo che spinge dei ragazzi, di età compresa tra i 18 e i 30 anni, con interessi spesso simili ma soprattutto diversi, come diversi sono i caratteri e i temperamenti, le aree di studio e professionali di ciascuno, quale il motivo che li spinge a fare Rotaract? La vita di tutti i giorni impone ritmi frenetici, continui, e spesso è scarso il tempo per guardare in se stessi, tirare delle somme, capire ciò che si vuole, da una situazione o anche dalla vita stessa. Il Rotaract in qualche modo aiuta a rallentare questa instancabile corsa quotidiana, favorendo quel processo introspettivo – farsi domande, accogliere critiche, crescere- che nel mondo di oggi rischia di scivolare in secondo piano. I ragazzi che fanno Rotaract si legano innanzitutto e poi metabolizzano, fanno propri quei principi e quella morale che purtroppo non sempre sono presenti al giorno d’oggi, là fuori. Il Rotaract mette i ragazzi di fronte a quell’energia, a quella voglia di fare che è tipica della loro età, ma che spesso è atrofizzata, impigrita. L’età in cui si è dei vulcani e in cui davvero si è terreni fertili di idee. All’interno del Rotaract i ragazzi coltivano questo senso propositivo, si mettono in discussione, catalizzando se stessi in obiettivi comuni. Ma, e questo è uno dei motivi per cui si fa Rotaract, si è propositivi e ci si rimbocca le maniche non solo per l’obiettivo da raggiungere, il Service, la distrettuale, o un qualunque altro momento della vita rotaractiana; lo si fa anche per la propria crescita personale, per ricercare le opportunità di un confronto, per cogliere nelle parole di un relatore o nel vento ghiacciato di una mattinata invernale di Service il segno che si sta facendo davvero qualcosa, sia per gli altri che per il nostro futuro, per la definizione del nostro profilo di futuri professionisti, ma soprattutto di uomini. Ecco, si fa Rotaract anche per scoprire, o ritrovare, o ripassare, il senso di umanità, il voler diventare esseri umani migliori, il voler perfezionarsi pur sapendo che la perfezione è una chimera, ma nonostante questo aver comunque voglia di lottare a tutti i costi anche solo per migliorare quello che siamo e che vogliamo essere. E non perché questo cambiamento sia visibile agli altri, no. Perché sia visibile soprattutto a noi stessi, quando ci specchiamo la mattina, quando la sera, al chiuso della camera, nel buio più totale, ci addentriamo dentro di noi, quando davvero siamo messi a nudo e possiamo giudicarci.
Il Rotaract, quindi, in qualche modo ci traghetta via dall’individualismo sfrenato, ci spinge al confronto con gli altri e con noi stessi, mettendo al centro l’individuo ma allo stesso tempo il gruppo, dando modo agli uni e agli altri di crescere continuamente. La crescita simultanea dell’individuo e della società in cui questi è inserito è uno dei significati più importanti e vitali del Rotaract. Da qui parte la voglia di fare Rotaract; nelle tante occasioni di formazione, nell’ideazione dei progetti, cerchiamo di dare forma, nel modo migliore possibile ma soprattutto come più ci piace, al nostro futuro. Nostro in quanto persone che lo vivranno, nostro come appartenenti alla società che lo vivrà.
Riccardo Intruglio, Presidente Commissione Stampa del Rotaract Club Siena per l’A.R. 2017/2018