mm

Riflessioni di un Rotariano sulla cresta delle onde e sulle ali del vento………

by Presidente on

                                IL SENSO DELLA RICONQUISTA DEL MARE

Il mare , l’immensità di questo grande fratello blu, metafora dell’eterna partenza e dell’eterno ritorno ,fa parte e in qualche modo costituisce il nucleo ontologico dell’esistenza e dell’essenza di ogni marinaio.

Il senso del mare, inteso come coacervo di irripetibili sensazioni nascoste e quasi dimenticate nell’intimo, che si risvegliano a ogni nuovo colpo di vento o spruzzo di spuma salata , ci ricordano , momenti condivisi , passaggi di vita .

 Il senso del mare, come significato e inscindibilmente significante della provenienza di ognuno di noi e dell’eracliteo andare errabondo incontro a nuove esperienze, ci ricorda silenzioso il lungo viaggio dell’esistenza, scandito da tappe sempre simili ma sempre diverse per ognuno di noi . Ecco che il fischio del vento sulle manovre, sulle sartie e i paterazzi , lo sbattere delle vele , il fischietto del nocchiere e l’”inzie giù” a noi familiari acquistano il sentire del lavoro insieme , del ruolo e della difficoltà del viaggio verso il porto ristoratore . Ecco che il colore brunito del legno ,lo scintillante luccichio degli ottoni , il candore delle vele spiegate , conferiscono al viaggio l’eleganza del movimento al tempo stesso snello e nobile .

La contemplazione della dorata polena arricchisce la sensazione cromatica e si staglia nel candore delle fiancate . L’orizzonte che si perde nel mare ci appare allora come una siepe che contraddittoriamente ci nasconde e ci apre un infinito verso cui incessantemente tendiamo ,confusi tra la sindrome di Ulisse e quella di Garibaldi .Riacquista quindi e torna ad avere un senso nella riflessiva contemplazione il viaggio, rispetto al frenetico e veloce trasferimento ,il senso più vero con i suoi momenti di lavoro, di riposo, di solitudine e di vita comunitaria sempre all’aperto, alla presenza a volte placida a volte tempestosa di sua maestà il mare .

Il silenzio della navigazione a vela , la brezza sul volto col suo odore di salsedine, il lento scorrere dei paesaggi sotto costa ci consente di vivere nella sua più sincera essenza il viaggio, facendoci conoscere e osservare particolari altrimenti destinati a rimanerci inconosciuti . Durante la nostra navigazione raccogliamo piccoli pettigialli (nota del Com.te Valentini), un gufo, un falco e due pipistrelli che ci trasferiscono ancora una volta l’idea del comunitario e oscuro senso ultimo della vita.

Tutto questo e molto di più è la navigazione a vela, tutto questo è un veliero d’epoca . Per chi nella fatica delle condizioni di vita, nel rollio e nel beccheggio, nell’inevitabile, continua promiscuità sa coglierlo magari nella conversazione notturna sottovoce , con un compagno di viaggio davanti a un luccicante e silenzioso tappeto di stelle , quando l’unico rumore ritmato è lo sciabordio della nera acqua sulle fiancate del vascello . La bianca scia illuminata dalla luna affascina chi si perde a guardarla . Ecco quindi che la riconquista di tutto questo come di qualcosa che è già nostro ma di cui si era persa la consapevolezza, come la riconquista delle nostre origini , della nostra casa , del nostro salgariano Mompracem, diviene possibile .

Il nocchiero e timoniere per eccellenza Palinuro guida il nostro viaggio, rammentandoci sempre , con la sua virgiliana storia , l’instancabile e necessaria attenzione durante il viaggio, in questa immersione negli elementi . I prodigi dell’evoluzione dell’ingegneria navale ci consentono navigazioni più comode , spazi più grandi e personali , trasferimenti veloci dentro il piccolo paese nave , condizionato e sempre più senza aperture all’immensità dell’elemento. Il beccheggio e il rollio che da soli bastano a darci il senso del movimento, il vento nei capelli passeggiando sul cassero, il sole abbagliante e caldo delle prime ore del meriggio, un ricordo . Ogni momento del giorno e della notte diventano uguali e senza tempo. Fondamentale quindi, per ogni moderno marinaio, l’esperienza a bordo di questo tesoro della Marina Militare Italiana .

Faventibus ventis , Palinuro .

Agli inizi degli anni ‘50 la nave “Palinuro” fu comprata dalla Marina Militare Italiana e adibita a nave-scuola per sostituire la Cristoforo Colombo, data ai russi come preda di guerra e poi bruciata E’una goletta ed è la sorella minore dell’Amerigo Vespucci. Ogni anno fa la campagna addestrativa dei sottufficiali, durante la quale si insegna ad andare a vela. Quest’anno siamo andati moltissimo a vela. Per la seconda volta nella sua storia la goletta ha attraversato lo Stretto del Bosforo, navigando nel Mar Nero, dove abbiamo toccato la Georgia, la Turchia e la Romania, poi la Grecia a Kos e Cafalonia, dove abbiamo fatto sosta per l’anniversario delle stragi tedesche dopo l’armistizio.

La nave a vela fa formazione e rappresentanza. Andare a vela rispetto alle navi grigie è un altro mondo. Tante le scomodità ma il fascino enorme. La campagna è terminata all’Isola d’ Elba in parata con l’Amerigo Vespucci ed il cacciatorpediniere Durand de la Penne.

CC(SAN) Alberto Guasconi

Risultati immagini per foto nave scuola palinuro

mm

Written by: Presidente

Lascia un commento