Giovedì 17 Gennaio il Club ha partecipato alle visite guidate di due mostre allestite all’interno del complesso museale del S.Maria della Scala.

La prima mostra dal titolo “Graffi profondi dell’anima” ci ha fatto incontrare di nuovo la Dr.ssa Alessandra Cotoloni, conosciuta in occasione del Caminetto del 15 Novembre scorso, durante il quale la scrittrice senese ci ha presentato il suo ultimo libro “Il Diario di Pietra”, basato sulla vera storia di Fernando Nannetti, il paziente che ha vissuto all’interno del manicomio di Volterra e che ha lasciato testimonianza della sua esistenza incidendo la propria storia immaginaria, i propri pensieri su un muro del padiglione “Ferri”. Oltre ad osservare alcuni oggetti, suppellettili e manufatti provenienti dall’ex-manicomio, abbiamo avuto la possibilità di “toccare con mano” ed ammirare un pezzo del muro dove N.O.F.4 (la sigla con cui il Nannetti si firma e si identifica) ha inciso il suo diario di pietra. La guida che ci ha intrattenuto ha raccontato con molta enfasi e partecipazione i sentimenti e le vicissitudini dello sfortunato protagonista, trasmettendoci motivi di riflessione molto toccanti.

Con la seconda visita guidata, gentilmente suggerita ed organizzata per noi Rotariani dal Dr. Daniele Pitteri, direttore del complesso museale del S. Maria della Scala, siamo stati condotti ad ammirare la mostra “La città ideale – Durer, Altdorfer e i maestri nordici della collezione Spannocchi”. Una selezione di quadri settecenteschi raffiguranti scene sacre, ritratti, scene mitologiche, nature vive e morte, “bambocciate”, scene di battaglie e di caccia, provenienti dalla Pinacoteca Nazionale e Museo Civico di Siena.

La serata è poi continuata presso la sala de “La Suvera”, dell’Accademia dei Rozzi, dove si è tenuta la Conviviale senza campana, durante la quale i Soci si sono piacevolmente intrattenuti a cena.

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Fondazione Futura per il “Dopo di Noi”

by Presidente on

                             CAMINETTO CON FONDAZIONE FUTURA

Giovedì 10 Gennaio il Club ha incontrato la onlus Fondazione Futura per il “Dopo di Noi” nella persona del suo Presidente, il Prof. Andrea Bilotti, che ci ha aggiornato sullo stato di avanzamento del service che stiamo realizzando.

Fondazione Futura, nata dalla collaborazione tra il Comune di Siena e l’Associazione di volontariato INSIEME, riunisce e coordina tutte le principali associazioni di volontariato che operano nel campo delle disabilità sul territorio cittadino e della provincia.

Come ricorderete, all’inizio dell’attuale annata rotariana, durante una conferenza stampa svoltasi presso la Fondazione MPS nei primi giorni di luglio 2018, fu presentato il nostro service congiunto con l’altro Club Rotary cittadino Siena Est, costituito dal finanziamento di due borse di studio per giovani neolaureati nelle materie sociali/psicologiche/educative, che adesso stanno svolgendo un periodo di formazione a Torino, presso la Fondazione “Paideia” e successivamente affiancheranno gruppi di famiglie con persone disabili, nell’ambito del progetto per il “Durante e Dopo di Noi” a Siena, che fa riferimento alla legge nazionale 112 del 2016. Questi sono i punti focali sui quali si sta concretizzando il service del nostro Club: operiamo un’azione di formazione professionale a favore di due giovani e rispondiamo ai bisogni delle famiglie e delle persone diversamente abili al loro interno.

Il Prof. Bilotti ha quindi illustrato il percorso formativo, le finalità e i meccanismi di incontro e sostegno ai gruppi familiari, con i benefici che ne conseguono, dati dalla realizzazione di un progetto di vita adulta nel momento in cui i genitori non potranno più dare un sostegno ai soggetti disabili. Il nostro service si inserisce a pieno titolo in tale progetto in quanto, attraverso le nostre borse di studio, i due giovani saranno in grado di attivare e “capacitare” due gruppi di familiari nel territorio comunale di Siena per un percorso di auto-mutuo aiuto, informazione e sostegno. Il fatto di occuparsi della famiglia nel suo complesso costituisce infatti la migliore possibilità di accompagnare la persona disabile durante il suo percorso di fuoriuscita dal nucleo di origine, permettendogli di crescere in un contesto supportivo. Contemporaneamente, questa è la migliore possibilità per ridurre il rischio che gli altri componenti della famiglia, in particolare i genitori ed i fratelli o sorelle, possano sviluppare stress cronico o difficoltà emotive anche gravi.

Nel suo intervento, stimolato dalle domande dei Soci presenti, Bilotti ha anche illustrato le persistenti, attuali difficoltà nel censire le famiglie con persone disabili, in quanto permangono ancora problemi di accettazione della situazione di handicap, con situazioni di disagio e pudore da parte dei componenti del nucleo familiare che ne impediscono l’inserimento nei progetti di “capacitazione” poc’anzi descritti.

Il Presidente di Fondazione Futura ha concluso la riunione al Caminetto parlando del “Trust”, cioè quella forma di protezione legale che ben si inserisce nell’ambito del “Dopo di Noi”. Trust in inglese significa “Fiducia”: si tratta cioè di una soluzione che garantisce assistenza ai disabili. Il disponente, in genere il genitore o un parente, destina i propri beni ad un fondo appositamente istituito, assicurando così che il patrimonio verrà usato a beneficio della persona disabile. Con il Trust la tutela può anche estendersi al disponente stesso, come pure agli altri membri della famiglia. Tale strumento potrebbe consentire lo svolgimento dell’azione professionale di noi Rotariani, e mi riferisco a notai, avvocati, commercialisti, che potrebbero dedicare parte del loro tempo e della loro competenza al servizio degli altri, operando all’interno del “Dopo di Noi”.

 

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Dall’Istruttore-Rubrica di Gennaio

by Presidente on

GENNAIO

Care Amiche e Amici,

auguro a tutti Buon Anno!

Il Rotary dedica il mese di Gennaio all’azione professionale. Cosa vuol dire, ce lo chiediamo?

Se ci pensiamo, il suo significato è molto impegnativo per tutti noi: il motto del Rotary è: “servire al di sopra di ogni interesse personale”.

Questo implica che quando entriamo a far parte del Rotary, oltre a metterci una rotellina sul bavero di una giacca e a partecipare diligentemente alle riunioni rotariane, dobbiamo fare molto di più, dobbiamo essere disposti a mettere le nostre competenze al servizio del Rotary per i progetti più vari rivolti alla comunità sia locale che a livello internazionale nelle zone più povere e bisognose o in aree di crisi.

Ma non basta, è ancora molto di più, è avere sempre nella propria vita professionale un comportamento “rotariano”, cioè etico, corretto, disinteressato.

La bella lettera di gennaio del nostro Governatore parla proprio di questo: dice che essere rotariani significa non solo cogliere le occasioni, ma cercarle e , addirittura, crearle.

Siamo tutti dei volontari, noi rotariani! A questo proposito il nostro Governatore ricorda la nostra “Task force”, i Volontari del Rotary, che hanno dato la loro disponibilità mettendo a disposizione le loro professionalità in maniera del tutto gratuita nei momenti di emergenza insieme con la Protezione Civile.

Secondo me è il senso di appartenenza che fa grande il Rotary, nessuno si deve sentire solo, e quello che per una persona sola sarebbe insormontabile da realizzare, è possibilissimo tutti insieme.

Un esempio ce lo dà proprio Barry Rassin, il nostro Governatore Internazionale: nella sua lettera di gennaio racconta che, tornando dagli USA alle Bahamas, sua terra di origine, non ne avrebbe mai potuto da solo riformare le strutture sanitarie, ma lo ha potuto realizzare grazie al partenariato con un gruppo di medici di quello che sarebbe poi diventato in seguito il Doctor Hospital e con la collaborazione del personale che ha lavorato con impegno e dedizione all’ospedale nel corso degli anni. Il suo obiettivo personale era diventato un obiettivo condiviso e solo allora era diventato una realtà.

Ogni Rotariano – diceva Paul Harris – rappresenta un anello di congiunzione tra l’idealismo del Rotary e il suo mestiere o la sua professione”. Era vero allora e dovrebbe esserlo anche oggi. Noi Rotariani passiamo solo un’ora o due alle riunioni dei nostri club, mentre passiamo la maggior parte della giornata al lavoro; grazie al Rotary, anche queste ore lavorative diventano un’occasione per servire le nostre comunità – un’occasione per essere di ispirazione ai nostri colleghi, ai nostri collaboratori e alle comunità a favore delle quali ci attiviamo.

Questo mese entreranno a far parte del nostro Club due nuovi Soci, prepariamoci ad accoglierli nel migliore dei modi e a farli sentire a “casa”! Vi saluto con amicizia, e vi auguro Buon Rotary!

Marilena

 

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Programma di Gennaio 2019

by Presidente on

GENNAIO

 

Giovedì 3 gennaio

Attività sospesa

 

Giovedì 10 gennaio

ore 19 NH Hotel

Caminetto aperto a familiari e ospiti

Incontriamo il Prof. Andrea Bilotti, Presidente di

Fondazione Futura, che ci aggiornerà sul service che

il Club sta realizzando nell’ambito del “Dopo di Noi”

 

Giovedì 17 Gennaio

ore 17.45 S.Maria della Scala

Conviviale senza campana

Visita guidata alla mostra “Graffi profondi dell’anima”, dove sono visibili oggetti provenienti dall’ex-manicomio di Volterra e spezzoni del muro sul quale il paziente Fernando Nannetti ha inciso la sua storia, narrata dalla Dr.ssa Alessandra Cotoloni nel libro “Diario di Pietra”.

Seguirà apericena a buffet nei locali del complesso museale

 

Giovedì 24 Gennaio

ore 20 NH Hotel

Conviviale

La serata, che vedrà l’ingresso dei nuovi Soci, sarà un importante momento di formazione e riflessione sui temi legati all’Effettivo del Club ed al suo mantenimento. Relatore il Governatore Giampaolo Ladu

 

Giovedì 31 Gennaio

Attività sospesa

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Gli Auguri del Presidente

by Presidente on

Buonasera, rivolgo il saluto mio personale e di tutto il Rotary Club Siena alle Autorità civili e militari della città, alle Autorità Rotariane, ai Presidenti dei Rotary Club e degli altri Club service, a tutti voi amici Rotariani e Rotaractiani, ai graditi ospiti che onorano questa serata con la loro presenza.

La conviviale degli auguri natalizi, nel calendario Rotariano, rappresenta, in termini velistici, il “giro di boa”, il punto in cui la nostra ruota ha compiuto metà della sua rotazione.

In questo momento la vostra attenzione, i vostri sguardi non sono puntati su Andrea Tiribocchi, ma su ciò che la mia figura ed il collare che indosso rappresentano. Per questo stasera mi fa piacere rendervi partecipi di alcune pillole di emozioni, sensazioni e riflessioni che sono il frutto di questo primo periodo di attività rotariana.

Una mia riflessione scaturisce da una frase di Paul Harris, l’avvocato americano che nel 1905, a Chicago, insieme ad altri tre suoi amici professionisti e imprenditori, fondò il Rotary.

Paul Harris scandisce in modo chirurgico qual’è la nostra missione, dicendo: Il Rotary non deve fare beneficenza, ma deve rimuovere le cause che rendono necessaria la beneficenza”. La lungimiranza del nostro fondatore è tale che questa affermazione può essere calzante ed estesa anche agli altri Club Service, qui stasera ampiamente rappresentati.

Per rimuovere le cause che rendono necessaria la beneficenza dobbiamo AGIRE!

Per agire, il Rotary ha sicuramente i mezzi; basti pensare alle risorse della Fondazione Rotary, che provengono dai Club di tutto il mondo e le potenzialità umane, queste rappresentate dalle professionalità e dalle competenze di ogni singolo rotariano. Ma l’ingrediente fondamentale, indispensabile per agire, è difficile da trovare, non esistono negozi dove comprarlo……… IL TEMPO! E’ questo il bene prezioso che ci vuole per svolgere la nostra missione: per SERVIRE, fare “service” al di sopra di ogni interesse personale, come recita il motto del Rotary International, “service above self”.

Il tempo è tiranno, ma lo possiamo assoggettare se con il nostro entusiasmo, con la voglia di fare, troviamo quei momenti, quei dieci minuti o quelle ore da dedicare agli altri, a coloro che hanno bisogno di noi. Basta volerlo!

Per questo, ringrazio di cuore i membri del Consiglio, delle Commissioni ed i Soci che fino ad ora hanno trovato il tempo per dedicarsi al Rotary, per fare Rotary! Li ringrazio per la collaborazione, la disponibilità, l’amicizia e la generosità fin qui dimostrata, per le loro critiche ed i loro consigli: tutto ciò, per un Presidente di Club, è fondamentale per continuare ad agire in linea con i nostri principi.

Desidero rivolgere un particolare saluto ai nostri ragazzi del Rotaract Siena: anch’essi cercano di assoggettare il tempo con l’entusiasmo e l’energia con cui affrontano i service e organizzano le attività di Club. Nell’anno in corso hanno festeggiato il 50° anno di attività! Io ho raccolto il testimone di un ottimo rapporto già instaurato, che si va consolidando nella sintonia e nella collaborazione con l’attuale Presidente Eugenio Mazzi, il che ci ha portato a condividere anche un service nell’ambito della manifestazione “Wine and Siena” del prossimo Gennaio 2019.

Una mia sensazione: Be the inspiration”, “Siate di ispirazione”: il motto del Rotary International scelto per quest’anno dal Presidente Internazionale Barry Rassin.

La mia sensazione è che questa frase descriva perfettamente quello che le persone comuni sono chiamate a fare nella vita, nella quotidianità.

Attraverso le nostre azioni rotariane, i nostri service, possiamo e dobbiamo ispirare i nostri figli, i nostri consorti, i nostri amici, tutte le persone con cui interagiamo.

Se siamo di ispirazione, possiamo ottenere risultati straordinari nelle comunità. Pensate appunto all’eccellente risultato che il Rotary ha ottenuto in 30 anni nella lotta per eradicare la poliomielite dal mondo. Ma questo “essere di ispirazione” dovremmo estenderlo, ogni giorno, a tutte le azioni che svolgiamo, a tutti i comportamenti che teniamo nella nostra vita quotidiana, sia nell’ambito lavorativo che affettivo.

Ciò che io penso, dico e faccio:

1) Risponde a verità?

2) E’ giusto per tutti coloro che sono interessati e coinvolti?

3) Promuoverà la buona volontà e migliorerà i rapporti di amicizia?

4) Sarà di beneficio per tutti?

Vi ho appena citato il Test delle quattro domande”, il codice etico adottato dal Rotary International nel 1943. Pensate quanto è attuale ma sopratutto quanto è facile disattenderlo!

Emozioni: mi piace ricordare l’incontro con i bambini orfani di Haiti, accompagnati lo scorso Luglio a Siena da Suor Marcella. In quell’occasione siamo stati di ispirazione per gli altri, perché ci siamo dati da fare per far trascorrere ai piccoli una giornata nella nostra città, accompagnandoli nella visita al Duomo, con il percorso della Porta del Cielo, ed accogliendoli per la merenda in Piazza del Campo. Abbiamo regalato loro momenti di bellezza e di calore umano.

Un altro tipo di emozione è stato quello provato con i Soci ed i loro ospiti venerdì scorso, presso la caserma “Bandini” del 186° Reggimento Paracadutisti “Folgore”. Dalla cerimonia dell’alzabandiera alla visita della sala-museo della caserma, chi era presente ha avvertito l’ esistenza dei valori su cui si basa la nostra civiltà. Abbiamo sentito il Comandante Michele Fraterrigo parlare di Dio, della famiglia, del senso del dovere, del rispetto reciproco, della patria. Mi ha particolarmente colpito quando, nel congedare per le festività prossime il Reggimento schierato, ha usato i toni di un padre che si rivolge ai propri figli.

Queste stesse parole di ammirazione, riconoscenza e gratitudine le rivolgo sia alle forze di Polizia che ai Carabinieri, qui rappresentati dal Sig. Questore Costantino Capuano e dal Comandante dell’Arma Stefano Di Pace; ammirazione, riconoscenza e gratitudine per quanto, tutti i giorni, ognuno di loro fa per difendere i nostri valori, per rendere sicure le nostre città e le comunità.

Il Santo Natale è una festività particolarmente sentita, intima per noi Cristiani e piena di significati per gli uomini di buona volontà. Siamo chiamati a rinnovare sia la nostra fede che i principi e i valori etici su cui si fonda la nostra esistenza.

A tale proposito trovo appropriato leggere un passo della preghiera del Rotariano:

Dio che illumini la nostra notte terrena con il raggio della speranza, rendici strumento di salvezza e di conforto per tutti coloro che hanno sete del Tuo amore e della Tua giustizia. Colmaci della Tua luce e della Tua forza, affinché ciascuno di noi, impegnato nel Rotary al servizio dell’uomo, possa trovare in ogni momento della sua giornata l’occasione di soccorrere chi invoca amore, carità, comprensione”.

E’ bello osservare da questo tavolo la Vostra partecipazione, e mi viene da pensare: perché siamo così tanti? Mi sono dato questa risposta: tutti noi desideriamo trascorrere e condividere il Santo Natale con le persone più care, e quindi con la propria famiglia. Stasera siamo qui perché abbiamo il desiderio ed il piacere di vivere e condividere l’atmosfera natalizia insieme alla grande famiglia Rotariana, con il piacere di stare insieme, uniti negli ideali del nostro sodalizio, coinvolgendo in un unico abbraccio i nostri amici ed ospiti.

E’ quindi con grande e sincera emozione che io e mia moglie Lucia porgiamo i nostri migliori Auguri di Buon Natale a tutti Voi!

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Conviviale degli Auguri 2018

by Presidente on

Giovedì 20 Dicembre la tradizionale Conviviale degli Auguri del nostro Club, presso l’Hotel Garden, ha visto la partecipazione di circa 180 persone, tra Soci ed ospiti.

E’ sempre estremamente piacevole il momento dell’aperitivo, un giusto lasso di tempo in cui tutti hanno la possibilità di incontrarsi, salutarsi e farsi gli auguri, prima di raggiungere i posti assegnati a tavola.

Per quest’anno rotariano ho ricevuto da Voi il privilegio di presiedere questo evento; sono stato molto felice di percepire l’atmosfera di amicizia che, come un fluido ed un’energia positiva, ogni Socio ha trasmesso al tavolo della Presidenza, durante la cena. Vi posso assicurare che tale sensazione è stata percepita anche dai rappresentanti delle autorità rotariane e cittadine sedute al tavolo d’onore: l’Assistente del Governatore Carlo Ughi, il Questore di Siena Costantino Capuano, il Comandante dei Carabinieri della Provincia di Siena Stefano Di Pace, il Comandante del 186° Reggimento Paracadutisti “Folgore” Michele Fraterrigo, l’Assessore Comunale Alberto Tirelli.

A Carlo Ughi l’onore di portare i saluti e gli auguri di Giampaolo Ladu, Governatore del Distretto 2071.

Come da tradizione, il regalo alle Signore è stato consegnato dai nostri giovani Rotaractiani. Mia moglie Lucia ha voluto impreziosire l’omaggio con una decorazione artistica in ceramica, un alberino di Natale con il logo del Rotary, ricordo dell’anno rotariano 2018-2019; ogni pezzo è stato realizzato a mano dagli operatori della Cooperativa “Riuscita Sociale”, a cui abbiamo devoluto il nostro contributo.

La bravura dei due musicisti, Simona Bruni e David Baglioni, ha accompagnato lo svolgersi della cena in un crescendo di belle canzoni, sia natalizie che di musica leggera, fino al momento del tradizionale suono della campana, che ha concluso la parte ufficiale della serata.

Mi ha fatto molto piacere che la serata sia proseguita con balli e canzoni cantate al karaoke dai Soci, dai Rotaractiani e dagli ospiti rimasti fino a tardi.

Non c’è che dire: la location e l’eleganza imposta dal dress-code, i calorosi saluti ed i sorrisi, la presenza delle autorità cittadine, civili e militari, che si sono complimentate con parole sincere ed hanno ringraziato per l’accoglienza e la simpatia ricevuta, tutti questi aspetti hanno ancora una volta reso la nostra Conviviale degli Auguri un evento cittadino che ci deve rendere orgogliosi di essere Rotariani e di appartenere ad un grande Club!

Ringrazio tutti Voi per la partecipazione,

Andrea

Venerdi 14 Dicembre: un Caminetto insolito ha visto riunirsi, puntualissimi alle 7.45, i Soci del Club ed alcuni loro ospiti, per assistere alla cerimonia dell'”alzabandiera” presso la Caserma “R.Bandini” del 186° Reggimento dei Paracadutisti.

Schierati accanto al Reggimento, una volta issato il tricolore al canto dell’inno italiano, abbiamo ricevuto il benvenuto del Comandante Michele Fraterrigo, che ha salutato la nostra presenza con sentimenti di stima e amicizia verso il Rotary. La solennità della cerimonia ci ha molto emozionato, ancor più le parole del Comandante, che hanno sottolineato i valori fondanti della nostra società civile. Egli ci ha parlato di famiglia, di senso del dovere, di rispetto reciproco, di patria. Ci ha particolarmente colpito quando, nel congedare per le festività prossime i soldati schierati, ha usato i toni di un padre che si rivolge ai propri figli, invitandoli a raggiungere le proprie famiglie facendo attenzione a non correre, ad essere prudenti con le auto per tornare sani al Reggimento!

Il gruppo dei Soci ed ospiti è stato poi ricevuto al Circolo Ufficiali della caserma, dove è stata preparata una colazione di benvenuto. Dovendo partire anzitempo per un impegno istituzionale, nel salutarci il Comandante Fraterrigo ha regalato al Club il crest di Reggimento.

La mattinata ha poi avuto il suo altrettanto toccante epilogo nella visita alla sala storica della caserma, dove un plastico dettagliatissimo ha fatto da sfondo alla precisa descrizione della battaglia di El-Alamein fatta dal Sottufficiale Giuseppe Perillo, curatore del piccolo museo. Il sentimento di ammirazione e rispetto per le gesta dei Paracadutisti in quell’evento bellico del 1942 ci è stato perfettamente trasmesso dal militare. Il racconto del sacrificio degli uomini della “Folgore” nello svolgimento del loro dovere è culminato nella definizione di “invitti”, e non sconfitti, che il Sottufficiale ha coniato, puntualizzando che i superstiti non si arresero alzando bandiera bianca ma invece smisero di combattere, si “fermarono”, non avendo più niente da utilizzare per contrastare il nemico. “Io esisto perché loro hanno fatto la storia”: con questa frase siamo stati salutati dal militare che ci ha fatto conoscere gli atti di eroismo compiuti dalla Divisione Paracadutisti “Folgore”, che valsero l’onore delle armi da parte dell’esercito inglese.

Un sincero ringraziamento va al Tenente Colonnello, nonché nostro carissimo Socio e Consigliere, Angelo Intruglio, che ha curato l’organizzazione di questo incontro, insieme al nostro Prefetto Massimo Innocenti.

La Conviviale di Giovedì 6 Dicembre, con ospite e relatore il Sig. Prefetto di Siena, Dr. Armando Gradone, ha avuto inizio con il saluto ed il ringraziamento al Club da parte del Presidente Eletto per l’annata rotariana 2020/2021, Elisabetta Miraldi, la quale, per motivi professionali, non era potuta essere presente in occasione della sua elezione, lo scorso 29 Novembre.

Ha poi soddisfatto pienamente le attese e le aspettative dei numerosi Rotariani presenti la puntuale, esauriente e convincente relazione del Sig. Prefetto che, introdotto dal Presidente Andrea Tiribocchi, ha intrattenuto l’uditorio su un tema di grande attualità e interesse, qual’è quello della “insicurezza reale e insicurezza percepita”. La relazione è stata arricchita ed integrata poi, sulla base di inoppugnabili dati statistici del Ministero degli Interni, dalle argomentate risposte e spiegazioni fornite dall’illustre ospite alle domande e considerazioni dei numerosi interventi dei Soci (Buccianti, Schettino, Pagano, Panti, Mori e Iachettini).

Il tema della sicurezza, rectius della “insicurezza reale o percepita”, oggetto di discussioni pressoché quotidiane, non solo nelle sedi istituzionali ma anche, e direi sopratutto, tra la gente comune, tra i cittadini che si interrogano sui tanti episodi riferiti e divulgati (e amplificati!) dai mass media che turbano le coscienze e creano quel clima di insicurezza a volte insopportabile, è stato affrontato dal Prefetto Gradone con piena cognizione di causa, grazie all’osservatorio privilegiato – Ufficio Territoriale del Governo – del quale è a capo, che gli consente di seguire il fenomeno nella sua continua evoluzione ed approntare, per la parte di sua competenza, i mezzi più opportuni per prevenirne ed arginarne gli effetti negativi.

Egli è partito dall’analisi comparata dei dati statistici riguardanti le denunce e la consumazione dei reati sia a livello nazionale, regionale e provinciale, sia a livello locale, con la confortante constatazione del miglioramento della situazione per la complessiva diminuzione del numero dei reati, vuoi nel territorio della provincia, vuoi nell’ambito cittadino, tranne che per i reati di truffe e frodi informatiche e per quelli relativi al traffico di stupefacenti, che registrano un preoccupante aumento.

Ma nonostante la rilevata diminuzione dei reati, che dovrebbe teoricamente rassicurare in una certa qual misura i cittadini, è un dato di comune esperienza che altri fattori concorrono viceversa a creare un clima di preoccupazione e di turbamento che si trasforma nel diffuso sentimento di insicurezza da tutti avvertito, cosicché alla fine la percezione di questa, da parte della collettività, prevale sul dato reale.

Secondo il relatore tra le cause che determinano nell’individuo siffatto mutamento di sensibilità si pone in primis quella consistente nella diffusione e propagazione nell’ambito della comunità della notizia del fatto delittuoso che crea, a seconda della sua gravità, immediato allarme e preoccupazione per la temuta reiterazione del fatto stesso e delle sue conseguenze. Allarme destinato a raggiungere, quasi nell’immediatezza dell’accaduto, la platea ben più vasta dell’intera collettività attraverso i mezzi di comunicazione, che non esitano a riportare la notizia con dovizia di particolari, interviste e, soprattutto, nel caso di efferati delitti o di catastrofi naturali, con commenti ed immagini raccapriccianti che maggiormente colpiscono chi ascolta ciò che gli viene comunicato e chi vede ciò che gli viene mostrato, accrescendone la “paura” e lo stato di insicurezza.

Concorre poi ad aggravare tale stato, il fenomeno dell’immigrazione con tutte le sue implicazioni, che specie negli ultimi anni non sempre è stato affrontato e gestito in maniera appropriata e con mezzi adeguati, per cui, mancando, da un lato una vera e intelligente cultura dell’accoglienza, e non essendo stata favorita, dall’altro, l’integrazione proficua dello straniero nel tessuto sociale, ne è derivata una sorta di diffidenza o di deplorevole ostilità nei confronti dell’altro, che si è andata diffondendo, per fortuna non in tutta la comunità nazionale, con inevitabile ricaduta negativa, ancora una volta, sul piano della sicurezza.

Infine la crisi economica, tra le più gravi degli ultimi decenni, non fa che aggravare la situazione già precaria di molte famiglie, accrescendone l’ansia e le preoccupazioni sul futuro, soprattutto dei giovani.

I rimedi da porre in atto per attenuare tale diffusa sensazione sono, secondo il Dr. Gradone, molteplici e rientrano nelle competenze dei vari Organi cui è demandato il compito di incidere sui rilevati fattori di “insicurezza” per ridurne la portata e gli effetti e quindi di operare, nelle varie sedi e ai diversi livelli, in via di prevenzione. La scuola, innanzitutto, è chiamata, in ogni ordine e grado, a compiere quel lavoro educativo che le è assegnato dalla Costituzione e che è decisivo ai fini dell’acquisizione, da parte dei giovani, della consapevolezza che essere onesti cittadini comporta il rispetto dei valori e l’osservanza delle leggi dello Stato del quale essi sono parte integrante. Il Dr. Gradone suggerisce, al riguardo, e molto opportunamente, che si diffonda nelle scuole, anche attraverso l’intervento di persone estranee al corpo docente e particolarmente qualificate, la cultura della legalità, elemento indispensabile per la formazione corretta e lo sviluppo armonico della personalità dei giovani: e tal fine non manca di assicurare il Suo impegno nel prendere i necessari contatti con i responsabili scolastici per la concreta realizzazione di tale importante obiettivo.

Quanto poi alle attribuzioni e attività riferibili al Suo ruolo istituzionale, ha elencato le azioni fin qui poste in essere e le ulteriori iniziative già programmate – più incisiva rassicurante vigilanza sul territorio, anche attraverso un capillare impiego delle Forze dell’ordine e del “118” creato presso la caserma dei Vigili del Fuoco, ecc..-, tutte misure, queste, volte a creare un clima di maggiore tranquillità e, in definitiva, a rassicurare i cittadini.

Il ringraziamento al relatore Prefetto Dr. Gradone da parte del Presidente, cui è seguito un convinto applauso dell’assemblea per le parole di cauto ottimismo con cui l’illustre ospite ha salutato i presenti, ha concluso la serata.

 

Olindo Schettino

 

 

 

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Dall’Istruttore – Rubrica di Dicembre

by Presidente on

Care Amiche e Amici,

vi avevo invitato ad iscrivervi a “MyRotary”. Per chi non l’avesse ancora fatto è facilissimo: è sufficiente andare nel sito distrettuale rotary2071 o nel sito rotaryinternational.org e aprire il proprio account.

Si aprirà subito sulla sinistra una istantanea della pagina del nostro club, con tutti i link utili, al centro tutte le novità e gli annunci, a destra connessioni e discussioni di gruppo oltre le novità sul Congresso Internazionale; per esempio, chi è interessato ad andare alla Convention Internazionale di Amburgo 2019 potrà risparmiare diversi soldini se si registrerà entro il 15 di questo mese. Vale davvero la pena dedicarci un po’ di tempo per estrarre un mucchio di notizie utili.

Dicembre è il mese che il calendario rotariano dedica alla prevenzione e alla cura delle malattie. Da ben quaranta anni noi Rotariani di tutto il mondo siamo impegnati in questa battaglia contro la Polio che ci vede vincitori, ma come abbiamo ripetuto più volte, dobbiamo andare avanti fino a che l’ultimo bambino nel mondo non ne sarà esente!

Oltre a questo grande progetto noi Rotariani siamo sempre impegnati in tanti altri che hanno lo scopo di migliorare la qualità della vita di persone più sfortunate.

Leggevo la bella lettera di Dicembre del nostro Governatore che mi porta a fare delle riflessioni: affinché noi Rotariani possiamo continuare il nostro impegno nella tradizione che ci ha sempre distinto, è fondamentale che resti inalterato lo spirito rotariano dei nostri predecessori.

Quando sento parlare di “leggerezza”, che bisogna prendere il Rotary con più “leggerezza”, non capisco, cosa vuol dire? Con semplicità forse? Come dice il nostro Governatore, allora sì sono d’accordo, per il piacere di fare Rotary insieme, in amicizia, questo è Rotary, altrimenti, forse c’è qualche fraintendimento.

Credo che sia compito di tutti noi prendere per mano, fin dall’ingresso nel Club, i nuovi Soci per introdurli alla vita del Club, per far comprendere loro in cosa consista essere Rotariani, per non trovarci poi a delusioni reciproche come spesso purtroppo avviene.

Il Rotary non è un Club qualunque dove ci si iscrive e poi si va a cena qualche volta perché c’è l’oratore importante o a qualche gita con la famiglia, no, al Rotary si ha addirittura l’obbligo di andare, le assenze risultano alla fine dell’anno.

Al Rotary non si presenta domanda per essere ammessi né tanto meno si può fare alcuna campagna per avere qualunque tipo di incarico. Nel Rotary si è sempre cooptati e qualunque tipo di incarico ha la durata di un anno: dal consigliere di Club, al Presidente fino al Governatore Internazionale; non dimentichiamo che il nostro logo è una ruota.

Ma Dicembre significa anche festività, rinascita, speranza di un anno che ricominci con i migliori auspici. Allora termino questa mia rubrica di dicembre con gli auguri più sinceri a tutti voi Amiche e Amici Rotariani e alle Vostre famiglie di Buon Natale, Buon 2019 e Buon Rotary!

 

Marilena

Giovedì 22 Novembre il nostro Presidente Andrea ha invitato Francesco Franzinelli, come Presidente della Commissione Rotary Foundation del nostro Club e la sottoscritta in veste di Istruttore, a fare il punto riguardo a quanto è stato detto durante il Seminario sulla Rotary Foundation, che si è tenuto sabato scorso nella nostra città.

Con Francesco ci siamo divisi i compiti: a me l’introduzione sulla Rotary Foundation, a lui una sintesi su quanto è stato detto al Seminario.

Cosa è la RF e cosa fa? Potrei rispondere che di fatto è la nostra banca e nei suoi cento anni di vita ha speso ben 3 miliardi di dollari in progetti sostenibili con lo scopo di cambiare la qualità della vita di molte persone sia nella nostra comunità che nel mondo.

Qual è la sua missione? Promuovere la comprensione e la pace nel mondo attraverso i rotariani grazie al miglioramento della salute,il supporto all’educazione e la riduzione della povertà.

Perché dobbiamo fare donazioni alla RF? E’ attraverso le nostre donazioni che la RF viene finanziata, ma dobbiamo sapere che ben il 90% delle nostre donazioni va direttamente a rifinanziare i nostri progetti di service in tutto il mondo.

Come vengono impiegati i fondi delle donazioni? I nostri 35.000 club sparsi in tutto il mondo possono accedere ai fondi della RF con progetti di service nelle sei cause principali: promuovere la pace,fornire acqua potabile,proteggere madri e bambini, sostenere l’istruzione, sviluppare le economie locali, combattere le malattie.

Il più importante progetto di service che vede impegnati tutti i club a livello internazionale è quello della PolioPlus, grazie al quale siamo riusciti dal 1979 ad eliminare il 99,9% di casi di polio e di questo dobbiamo essere tutti fieri; il raggiungimento dell’obiettivo finale è l’eradicazione completa di questa terribile malattia nel mondo, e non possiamo fermarci fino a che la WHO non accerterà che i casi nel mondo saranno a % 0.

Vi esorto, per chi non lo avesse ancora fatto, a iscrivervi a “My Rotary” sul sito www.rotary.org e a consultare il sito stesso, dove troverete tante notizie interessanti, stimolanti e risposte ad ogni vostra domanda.

Francesco Franzinelli ha poi relazionato i Soci presenti sui vari argomenti trattati durante il Seminario.

                                                                                                    Marilena Pirrelli