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Conviviale con il Prof. Duccio Balestracci

by Presidente on

Conviviale di Giovedì 7 Febbraio

“GIOCHI DI PIAZZA. GIOSTRE, BATTAGLIOLE E PALII NELL’ITALIA FRA MEDIOEVO E RINASCIMENTO”

 

Duccio Balestracci (classe 1949) è professore ordinario di Storia medievale presso il dipartimento di Scienze Storiche e dei Beni Culturali dell’Università di Siena dove insegna Storia Medievale, Civiltà Medievali, Storia della Protoglobalizzazione. Con i suoi studi ha analizzato temi di storia della città, delle sue istituzioni (Il potere e la parola, Protagon, Siena-Firenze 2011), dell’utilizzo e del governo delle acque in età preindustriale, delle rappresentazioni mentali. Ha studiato la costruzione dell’identità europea in età medievale (Ai confini dell’Europa medievale, Bruno Mondadori, Milano 2008) e nazionale nell’Italia dell’Ottocento (Medioevo e Risorgimento. L’invenzione dell’identità italiana nell’Ottocento, il Mulino, Bologna 2015). Ha lavorato sulla storia delle classi subalterne, dell’alfabetizzazione (Cilastro che sapeva leggere, Pacini, Pisa 2004), della guerra (Le armi, i cavalli, l’oro, Laterza, Roma-Bari, 2009), del confronto fra culture (Terre ignote strana gente, Laterza, Roma-Bari 2008), della festa (La festa in armi. Giostre, tornei e giochi del Medioevo, Laterza, Roma-Bari 2001).

Tra i principali ambiti di ricerca di Balestracci sono i confronti fra culture, le rappresentazioni mentali all’interno delle civiltà medievali e l’”uso” del Medioevo in contesti moderni. I suoi più recenti progetti di ricerca – e Balestracci ne ha data una dimostrazione proprio nella conviviale del 7 febbraio – comprendono proprio l’”uso” della storia medievale nella costruzione dell’identità unitaria italiana.

Le città italiane, fra Medioevo ed età moderna, presentavano un colorito e variegato panorama di feste di piazza, in parte derivanti dagli esercizi militari degli eserciti comunali (poi trasformatisi in giochi), in parte frutto dell’ostentazione militare-cavalleresca degli aristocratici, in parte espressione del gusto per il gioco di affrontamento, che – come ben hanno chiarito gli antropologi – si esprimeva in una rivalità rituale e simbolica, ad esito della quale non c’erano il rancore e l’inimicizia, ma, al contrario, la riaffermazione del rapporto di gruppo e del senso di identità. Quando lo scrittore senese quattrocentesco che va sotto il nome (inventato) di Gentile Sermini, a conclusione del suo racconto di un “gioco delle pugna” nella Siena del primo ‘400, ricorda che quelli che sembrano nemici giurati, mentre si affrontano, in realtà nella vita sono e rimangono “fratelli ed amici”, sintetizza nel modo più autentico la sostanza di queste feste e di questi giochi, che, sotto l’ aspetto della ruvida violenza, esprimono contenuti di solidarietà e di identità.

Coloro che ai giorni nostri (e sono in tanti) intendono riproporre queste attività che oggi definiremmo ludiche – ha avvertito l’oratore – dovrebbero conoscere bene ciò che avveniva nei secoli in questione, sia per riproporre, per quanto oggi possibile in modo credibile, le vicende di allora, sia per evitare di organizzare o partecipare ad eventi che sono, dal punto di vista rievocativo, non fondati su evidenze storiche.

In passato, ogni torneo e ogni giostra rappresentavano la valvola di sfogo per una gioventù turbolenta, pericolosamente armata fino ai denti, spesso vogliosa di mettere in mostra la propria grandezza familiare e che, quando non aveva una guerra vera da combattere, doveva pur dar prova della sola cosa che sapeva fare: menare le mani. Il torneo, le pugna, le sassaiole, insomma tutte le tante forme di gioco di affrontamento, erano una vera e propria scuola di guerra, utilissima per sperimentare nuove tecniche di combattimento e nuove tattiche. Lo era anche il nostro Palio, parente stretto delle giostre più antiche.

Nel complesso di feste che caratterizzava la vita delle città medievali, nell’area centro-settentrionale il Palio costituiva un appuntamento classico che coinvolgeva tutta la popolazione. Il Palio si correva ovunque, nelle grandi comunità come nelle terre più piccole, e i motivi per organizzare una corsa di cavalli (ma anche di asini o di bufale) potevano essere i più disparati: la festa del santo patrono della città o di una corporazione; le feste del Carnevale; un avvenimento che segnava la vita della collettività e che si voleva perpetuare nella memoria. Dal punto di vista quantitativo, la motivazione principale per la corsa del Palio era quella legata ad una festività santorale. Ma ai motivi religiosi si affiancavano non di rado anche quelli civici o esplicitamente politici. Palcoscenici, nel medioevo, erano la strada e la piazza. Palcoscenici su cui andavano in scena, continuativamente lungo l’arco dell’anno, rappresentazioni, feste, tornei, cortei e processioni.

Curioso, coinvolgente e informatissimo, Balestracci ha affascinato i Rotariani presenti al Garden, dipingendo diversi scenari medievali: il tumulto delle armature, i cavalieri che entrano nel campo, le corse di cavalli, le tauromachie, le pugna, le battagliole, le sassate, le gare come la “quintana”, descrivendo i segreti delle “feste in armi” del Medioevo e suscitando riflessioni negli ascoltatori.

L’oratore ha accennato a tante giostre tratteggiando un panorama che copriva tutta l’Italia e che faceva di questi giochi una cifra dell’identità nazionale, con caratteristiche articolate, ma con una “geografia” della feste e del gioco che andava dalla Sicilia all’Italia settentrionale. Attraverso la descrizione di giostre urbane, di giochi di affrontamento, di battagliole (alcune anche pericolosissime come le sassate a Perugia contro le quali si sgolavano inutilmente predicatori, ecclesiastici e santi), di corse di cavalli (il palio, che – come si è detto – esisteva in tutte le città) e di gare podistiche (alcune anche inconsuete: di prostitute o di servi, ma tutte improntate con l’obbiettivo di una riconciliazione sociale – per un giorno almeno – nell’ambito della festa), Balestracci ha presentato un quadro generale che poi sarà assunto come cifra identitaria dell’Italia unificata di fresco a metà dell’Ottocento, quando vi fu bisogno di inventare i tessuti connettivi che potevano fare da denominatori comuni per un Paese che, di identità, ne aveva avute, fino a quel momento, tante e tutte diverse l’una dall’altra. La festa medievale, da quel momento in poi – ha affermato Balestracci –, entrò, si può dire, a far parte del pantheon dei soggetti che hanno fatto l’Italia.

Al termine della vivace relazione non sono mancati gli applausi, segno che i grandi spettacoli medievali per noi Senesi rappresentano un mondo veramente affascinante, specialmente se fatto di cavalieri, di sfide, di Contrade e di cavalli.

                                        

 

 

 

Domenica 27 Gennaio, in occasione della IV edizione di “Wine&Siena”, il nostro Club, insieme al Rotary Siena Est, ha partecipato all’organizzazione dell’Asta di vini pregiati che si è tenuta nella Sala delle Lupe del Palazzo Comunale, il cui ricavato (davvero notevole, un grande successo!) è stato interamente devoluto all’Associazione Autismo “Piccolo Principe”. Il service che sarà realizzato consiste nell’allestimento e nella messa in sicurezza di una cucina presso la residenza diurna ASL delle Volte Alte, frequentata da ragazzi e adulti affetti da autismo, a loro volta seguiti ed assistiti dal personale specializzato.

Con piacere ospitiamo questo simpatico e spontaneo resoconto che descrive la giornata con gli occhi dei nostri Rotaractiani.

IL ROTARACT CLUB SIENA E L’ASTA BENEFICA DI VINI PER L’ASSOCIAZIONE AUTISMO SIENA-PICCOLO PRINCIPE: CRONACA DI UN’EMOZIONE VISSUTA

Sono le ore 9 di una fredda domenica mattina di gennaio, apparentemente una domenica di sempre, eppure, nel primo sguardo che ci lanciamo io e il Presidente del Rotaract Club Siena Eugenio Maria Mazzi, è chiaro che non si tratta di un giorno qualunque: è la giornata del service, l’Asta dei Vini, saremo a Wine & Siena, è un giorno che abbiamo a lungo immaginato e pianificato, e come accade di solito, trovarsi a viverlo è un po’ come essere sospesi tra il sogno e la realtà. Mentre carichiamo i lotti dei vini che saranno battuti all’Asta nel pomeriggio, parliamo poco: è un silenzio carico di tensione ma anche di una certa dose di eccitazione, di una voglia di metterci in gioco che traduce in azione uno dei nostri più bei princìpi: mettersi al servizio. Se è vero che non importa tanto la meta quanto il viaggio, nel fare Rotaract contano entrambi: il viaggio, che sono i mesi che ci hanno visti impegnati nella pianificazione del service, e la meta, che non è solo la conclusione del viaggio ma ne è parte integrante, è cioè il momento in cui il service raggiunge la sua definizione completa, in cui un’idea, un sogno (poiché tutti i service in un primo momento sono tali) diventano, per riprendere adattandola una celebre frase di Nietzsche, ciò che sono. Con un misto di adrenalina e ansia crescenti, il numero dei Rotaractiani man mano cresce, popolando la Sala delle Lupe, incubatrice di una bellezza che resiste al tempo, e la giornata entra nel vivo dell’allestimento, i 50 lotti +1 sono pronti, e là, elegantemente esposti su tre enormi tavolate, all’ingresso della Sala, da una parte sembrano sussurrare che ci siamo quasi, dall’altra incutono anche un certo timore reverenziale: ce la faremo? Le ore scorrono inesorabili, e poco prima che la Sala cominci a riempirsi, nella fugace visione del martelletto da banditore, adagiato là immobile, con il nostro Gagliardetto appeso poco sotto, la voglia di scendere in campo ed entrare nel cuore del service, all’improvviso, si fa fortissima ed è palpabile tra i Rotaractiani e i Rotariani presenti del Rotary Club Siena e Rotary Club Siena Est.

Ad aprire l’Asta, con una sorta di “investitura” che, se possibile, ne aumenta ancora di più l’importanza, è il dott. Helmuth Köcher, Presidente e fondatore del Merano WineFestival, unico amministratore di Gourmet’s International e The WineHunter, e per noi è stato davvero un immenso onore poter dare inizio al service con la sua introduzione.

Dopo i saluti di benvenuto da parte del Presidente del nostro Rotary padrino, Andrea Tiribocchi, il Banditore ha iniziato il suo lavoro.

Descrivere in maniera sequenziale l’Asta potrebbe privarla o asciugarla delle sensazioni, dei colori, che là si sono provate e vissute. È quindi doveroso specificare subito che non si è trattato di una semplice Asta, ma di un momento straordinario in cui molte persone hanno dato vita alla concreta possibilità di fornire un aiuto all’Associazione Autismo Siena-Piccolo Principe. Travolgente sin dall’inizio l’entusiasmo del Banditore, Curzio Mazzi, Rotariano e nostro socio d’onore, che ha condotto l’Asta intrattenendoci e ricordandoci costantemente che una ragione importante ci faceva essere lì, nella meravigliosa Sala delle Lupe, quel giorno. Abbiamo assaporato un pezzo di cultura enologica, grazie alle puntuali e invitanti descrizioni Federico Pieri, della Cantina del Brunello. E l’entusiasmo non è calato per un solo istante, ma anzi, come un fuoco in cui si butta della legna, è aumentato in maniera esponenziale, tanto da divenire palpabile, nei volti, nel vociare dei presenti, di lotto in lotto, fino alla fine, quando, nell’attesa di conoscere la cifra raggiunta, il fiato è stato trattenuto, per essere rilasciato al termine di un istante parso infinito: un risultato da record! Nell’applauso conclusivo, nella gioia di Alberto Negri, Presidente dell’Associazione Autismo Siena-Piccolo Principe alla quale andrà l’intero ricavato dell’Asta, ha preso forma una serena consapevolezza: ce l’abbiamo fatta. Il service è stato un successo, e non solo per la cifra raccolta in favore di un’importantissima realtà associativa quale l’Associazione Autismo Siena-Piccolo Principe, ma anche per aver contribuito ad aumentare la sensibilizzazione della popolazione verso le malattie dello spettro Autistico, purtroppo ancora poco conosciute, e verso una realtà che fa del sostegno ai bambini affetti e alle loro famiglie la propria prerogativa. Sono quasi le 20 di una fredda (e infine piovosa) domenica di gennaio che è stata memorabile, ancora vivo l’entusiasmo dei Rotaractiani, che proseguono la serata con un aperitivo e una meritata pizzata, all’insegna del voler festeggiare tutti insieme. Questo service ci ha visti impegnati, come Rotaract, per diversi mesi, mettendoci di fronte a un grande impegno e, infine, al raggiungimento di uno straordinario obiettivo, e abbiamo vissuto tutto questo con la passione e l’energia che ci rendono orgogliosi di essere Rotaractiani. Le imprese più belle richiedono un apporto da più fronti, e il Rotaract Siena non è stato solo nella realizzazione di questo evento. Pertanto, ringraziamo di cuore tutte le Aziende che, donando i loro vini, sono state protagoniste di questo service, il Rotary Club Siena e il Rotary Club Siena Est, che ci hanno coadiuvato, il dott. Helmuth Köcher, che ci ha dato l’occasione unica di poter dare vita all’Asta dei Vini nell’ambito della IV edizione di Wine & Siena, la Casa d’Aste Guidoriccio di Siena per l’apporto, Curzio Mazzi, eccezionale Banditore e Federico Pieri, grande conoscitore dei vini, la dottoressa Elena Lapadula e la Confcommercio Siena, la dott.ssa Chiara Andrucci della Camera di Commercio di Siena, il Comune di Siena che ci ha dato ospitalità in uno dei luoghi più suggestivi della nostra città.

Quando, la domenica sera, sono crollato sul letto, esausto ma felicissimo, ciò che ho pensato, prima di prendere un passaggio dal buon vecchio Morfeo, è che sono proprio fiero di essere Rotaractiano, e di far parte di un gruppo, il Rotaract Club Siena, fatto di ragazzi come altri, ma che un pochino, in fondo, dagli altri si distinguono per l’impegno che mettono nel cercare di migliorare, fosse anche solo di un mattoncino, il mondo in cui vivono.

Riccardo Intruglio, Vice Presidente e presidente Commissione Stampa del Rotaract Club Siena per l’A.R. 2018/2019

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Dall’Istruttore – Rubrica di Febbraio

by Presidente on

Care Amiche e Amici,

giovedì scorso abbiamo avuto il piacere e l’onore di avere nostro ospite il Governatore Ladu che ha “spillato” due nuovi Soci presentati proprio durante questa Conviviale!

Un benvenuto di cuore a Francesca e Matteo, che fanno parte ormai a tutti gli effetti della grande comunità rotariana!

Questo mio breve scritto è rivolto questo mese prevalentemente a loro con i quali purtroppo non ho avuto occasione di avere un colloquio in precedenza.

Vorrei chiedere loro cosa si aspettano dall’affiliazione al Rotary? Cosa li ha spinti ad accettare di entrare nel Rotary?

Sono domande fondamentali, perché non vorrei che avessero delle delusioni. Ambedue hanno avuto contatti con il nostro Club prima e sono venuti a qualche Conviviale, è vero. Magari è loro piaciuta l’atmosfera amichevole che hanno percepito, sicuramente si saranno informati successivamente in che consiste essere rotariani. Forse sono più pessimista di quanto dovrei.

Purtroppo sono portata ad essere pessimista dall’esperienza, negli ultimi anni abbiamo tutti osservato come, a dispetto di numerosi ingressi di nuovi Soci, molti di questi sono scomparsi quasi subito, alcuni ricompaiono per la Festa degli Auguri, qualcuno per una gita fuori porta…altri dopo qualche anno di latitanza hanno dato le dimissioni.

Evidentemente c’è un problema di fondo, evidentemente dipende da noi che fin dall’inizio non abbiamo ben spiegato in che cosa consiste il Rotary, che entrando a far parte di questa Associazione bisogna essere consapevoli degli impegni che si assumono.

Il primo di tutti è dare la propria disponibilità a frequentare, conoscere gli altri Soci, regalare un po’ del proprio tempo libero. Quando si viene alle Conviviali sarebbe auspicabile cambiare ogni volta tavolo così da familiarizzare il più possibile con tutti e avere così la possibilità di fare la conoscenza con tutti i Soci senza limitarsi ai pochi amici già conosciuti.

Il Rotary ha le sue regole che vanno rispettate, soprattutto i Soci di recente ammissione devono sapere che non hanno solo trovato un nuovo gruppo di amici, con i quali trascorrere il proprio tempo libero, ma c’è molto di più: l’Amicizia tra i Soci è l’elemento fondamentale per raggiungere scopi condivisi e per realizzare progetti di servizio nella comunità: obiettivo principale del Rotary.

E’ proprio per questo che i rotariani sono tenuti a frequentare le riunioni settimanali, per rinsaldare i rapporti interpersonali e favorire la discussione e la nascita di idee utili al Consiglio Direttivo. Infatti è richiesta la partecipazione attiva di tutti noi anche per proporre idee e progetti al Consiglio, collaborare ad attività di servizio e a dare il proprio contributo. In definitiva essere Soci attivi vuol dire proprio questo, sentirsi sempre partecipi della vita del Club, dei suoi progetti e programmi.

Sta a noi, Rotariani di lungo corso, “prendere per mano” i nostri nuovi Soci facendoli entrare nella vita del Club.

Il Rotary dedica il mese di febbraio alla pace e alla risoluzione dei conflitti: la Pace però non si ottiene solo con i trattati, grazie a i Governi e tramite enormi sforzi che esulano dalle nostre possibilità. Si ottiene anche dalle opere che possiamo realizzare ogni giorno in tanti modi.

La dichiarazione della visione Rotary adottata dal Consiglio centrale e dagli Amministratori della Fondazione a giugno 2017, riflette l’impatto al quale il Rotary nel mondo e i nostri Soci aspirano:”Crediamo in un mondo dove tutti i popoli, insieme, promuovono cambiamenti positivi e duraturi nelle comunità vicine, in quelle lontane, in ognuno di noi“. Infatti la nostra missione è quella di offrire service alle persone, promuovere l’integrità e la comprensione, la buona volontà e la pace nel mondo attraverso la nostra Associazione di professionisti e leader della comunità.

Sempre nel mese di febbraio ricorre una data molto importante: il 23 di questo mese il Rotary festeggia 114 anni di vita! Ricordiamo il messaggio di Paul Harris e facciamo in modo che sia sempre più il nostro motto: “servire al di sopra di ogni interesse personale”.

Buon Rotary,

Marilena


Giovedì 24 Gennaio il Club ha avuto il piacere di ospitare l’amico Giampaolo Ladu, Governatore del Distretto 2071 che, in apertura del suo intervento, ha tenuto a ricordare: “Questa è l’annata di Massimiliano Tacchi, i progetti e le iniziative fin qui portate avanti sono state da Lui pianificate. Questo è l’obbligo morale che mi lega ad un caro amico come Massimiliano”.

Ladu ha quindi espresso parole di sincera stima ed apprezzamento nei confronti del nostro sodalizio, ringraziando per la piacevole ed affettuosa accoglienza che in ogni occasione riserviamo a Lui e alla gentilissima consorte, la Signora Silvia.

Parlando sul tema dell’Effettivo, il Governatore ha giudicato molto importante e fondamentale puntare sulla qualità delle persone cooptate piuttosto che sulla quantità.

Tale è la Sua considerazione nei nostri confronti che ha affermato di non nutrire alcun dubbio che i due nuovi Soci avranno le qualità giuste per inserirsi quanto prima come Rotariani ed apportare il loro sostegno ai progetti di Club.

Sono stati chiamati quindi al tavolo della Presidenza l’architetto Francesca Vigni, presentata da Duccio Panti, e il medico flebologo Matteo Bucalossi, presentato da Fabio Castelnuovo. Ad entrambi l’onore di ricevere il “pin” del Rotary International direttamente dal Governatore Ladu.

A Francesca e a Matteo auguriamo di cuore di entrare quanto prima in sintonia con le dinamiche del Club, facendo nuove amicizie ed assimilando il vero spirito rotariano.

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Programma Febbraio 2019

by Presidente on

Giovedì 7 Febbraio

ore 20 NH Hotel

Conviviale

Giochi di piazza. Giostre, battagliole e palii nell’Italia fra Medioevo e Rinascimento”

Relatore Prof. Duccio Balestracci

 

Giovedì 14 Febbraio

ore 19 NH Hotel

Caminetto aperto a familiari e ospiti

21 Giugno 2000: la Madonna di Provenzano ed il suo restauro

ad opera del nostro Club”

Interventi del nostro Socio Alberto Fiorini e del Parroco di Provenzano Don Enrico Grassini

 

Vener22 Febbraio

ore 20 Hotel Garden

Conviviale Interclub con il Rotaract Siena

Parliamo di Leadership insieme al Dr. Luciano Fontana, Direttore del Corriere della Sera e Autore del libro “Un paese senza leader”

 

Giovedì 28 Febbraio

ore 19 NH Hotel

Caminetto aperto a familiari e ospiti

Festeggiamo insieme il Giovedì Grasso

Giovedì 17 Gennaio il Club ha partecipato alle visite guidate di due mostre allestite all’interno del complesso museale del S.Maria della Scala.

La prima mostra dal titolo “Graffi profondi dell’anima” ci ha fatto incontrare di nuovo la Dr.ssa Alessandra Cotoloni, conosciuta in occasione del Caminetto del 15 Novembre scorso, durante il quale la scrittrice senese ci ha presentato il suo ultimo libro “Il Diario di Pietra”, basato sulla vera storia di Fernando Nannetti, il paziente che ha vissuto all’interno del manicomio di Volterra e che ha lasciato testimonianza della sua esistenza incidendo la propria storia immaginaria, i propri pensieri su un muro del padiglione “Ferri”. Oltre ad osservare alcuni oggetti, suppellettili e manufatti provenienti dall’ex-manicomio, abbiamo avuto la possibilità di “toccare con mano” ed ammirare un pezzo del muro dove N.O.F.4 (la sigla con cui il Nannetti si firma e si identifica) ha inciso il suo diario di pietra. La guida che ci ha intrattenuto ha raccontato con molta enfasi e partecipazione i sentimenti e le vicissitudini dello sfortunato protagonista, trasmettendoci motivi di riflessione molto toccanti.

Con la seconda visita guidata, gentilmente suggerita ed organizzata per noi Rotariani dal Dr. Daniele Pitteri, direttore del complesso museale del S. Maria della Scala, siamo stati condotti ad ammirare la mostra “La città ideale – Durer, Altdorfer e i maestri nordici della collezione Spannocchi”. Una selezione di quadri settecenteschi raffiguranti scene sacre, ritratti, scene mitologiche, nature vive e morte, “bambocciate”, scene di battaglie e di caccia, provenienti dalla Pinacoteca Nazionale e Museo Civico di Siena.

La serata è poi continuata presso la sala de “La Suvera”, dell’Accademia dei Rozzi, dove si è tenuta la Conviviale senza campana, durante la quale i Soci si sono piacevolmente intrattenuti a cena.

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Fondazione Futura per il “Dopo di Noi”

by Presidente on

                             CAMINETTO CON FONDAZIONE FUTURA

Giovedì 10 Gennaio il Club ha incontrato la onlus Fondazione Futura per il “Dopo di Noi” nella persona del suo Presidente, il Prof. Andrea Bilotti, che ci ha aggiornato sullo stato di avanzamento del service che stiamo realizzando.

Fondazione Futura, nata dalla collaborazione tra il Comune di Siena e l’Associazione di volontariato INSIEME, riunisce e coordina tutte le principali associazioni di volontariato che operano nel campo delle disabilità sul territorio cittadino e della provincia.

Come ricorderete, all’inizio dell’attuale annata rotariana, durante una conferenza stampa svoltasi presso la Fondazione MPS nei primi giorni di luglio 2018, fu presentato il nostro service congiunto con l’altro Club Rotary cittadino Siena Est, costituito dal finanziamento di due borse di studio per giovani neolaureati nelle materie sociali/psicologiche/educative, che adesso stanno svolgendo un periodo di formazione a Torino, presso la Fondazione “Paideia” e successivamente affiancheranno gruppi di famiglie con persone disabili, nell’ambito del progetto per il “Durante e Dopo di Noi” a Siena, che fa riferimento alla legge nazionale 112 del 2016. Questi sono i punti focali sui quali si sta concretizzando il service del nostro Club: operiamo un’azione di formazione professionale a favore di due giovani e rispondiamo ai bisogni delle famiglie e delle persone diversamente abili al loro interno.

Il Prof. Bilotti ha quindi illustrato il percorso formativo, le finalità e i meccanismi di incontro e sostegno ai gruppi familiari, con i benefici che ne conseguono, dati dalla realizzazione di un progetto di vita adulta nel momento in cui i genitori non potranno più dare un sostegno ai soggetti disabili. Il nostro service si inserisce a pieno titolo in tale progetto in quanto, attraverso le nostre borse di studio, i due giovani saranno in grado di attivare e “capacitare” due gruppi di familiari nel territorio comunale di Siena per un percorso di auto-mutuo aiuto, informazione e sostegno. Il fatto di occuparsi della famiglia nel suo complesso costituisce infatti la migliore possibilità di accompagnare la persona disabile durante il suo percorso di fuoriuscita dal nucleo di origine, permettendogli di crescere in un contesto supportivo. Contemporaneamente, questa è la migliore possibilità per ridurre il rischio che gli altri componenti della famiglia, in particolare i genitori ed i fratelli o sorelle, possano sviluppare stress cronico o difficoltà emotive anche gravi.

Nel suo intervento, stimolato dalle domande dei Soci presenti, Bilotti ha anche illustrato le persistenti, attuali difficoltà nel censire le famiglie con persone disabili, in quanto permangono ancora problemi di accettazione della situazione di handicap, con situazioni di disagio e pudore da parte dei componenti del nucleo familiare che ne impediscono l’inserimento nei progetti di “capacitazione” poc’anzi descritti.

Il Presidente di Fondazione Futura ha concluso la riunione al Caminetto parlando del “Trust”, cioè quella forma di protezione legale che ben si inserisce nell’ambito del “Dopo di Noi”. Trust in inglese significa “Fiducia”: si tratta cioè di una soluzione che garantisce assistenza ai disabili. Il disponente, in genere il genitore o un parente, destina i propri beni ad un fondo appositamente istituito, assicurando così che il patrimonio verrà usato a beneficio della persona disabile. Con il Trust la tutela può anche estendersi al disponente stesso, come pure agli altri membri della famiglia. Tale strumento potrebbe consentire lo svolgimento dell’azione professionale di noi Rotariani, e mi riferisco a notai, avvocati, commercialisti, che potrebbero dedicare parte del loro tempo e della loro competenza al servizio degli altri, operando all’interno del “Dopo di Noi”.

 

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Dall’Istruttore-Rubrica di Gennaio

by Presidente on

GENNAIO

Care Amiche e Amici,

auguro a tutti Buon Anno!

Il Rotary dedica il mese di Gennaio all’azione professionale. Cosa vuol dire, ce lo chiediamo?

Se ci pensiamo, il suo significato è molto impegnativo per tutti noi: il motto del Rotary è: “servire al di sopra di ogni interesse personale”.

Questo implica che quando entriamo a far parte del Rotary, oltre a metterci una rotellina sul bavero di una giacca e a partecipare diligentemente alle riunioni rotariane, dobbiamo fare molto di più, dobbiamo essere disposti a mettere le nostre competenze al servizio del Rotary per i progetti più vari rivolti alla comunità sia locale che a livello internazionale nelle zone più povere e bisognose o in aree di crisi.

Ma non basta, è ancora molto di più, è avere sempre nella propria vita professionale un comportamento “rotariano”, cioè etico, corretto, disinteressato.

La bella lettera di gennaio del nostro Governatore parla proprio di questo: dice che essere rotariani significa non solo cogliere le occasioni, ma cercarle e , addirittura, crearle.

Siamo tutti dei volontari, noi rotariani! A questo proposito il nostro Governatore ricorda la nostra “Task force”, i Volontari del Rotary, che hanno dato la loro disponibilità mettendo a disposizione le loro professionalità in maniera del tutto gratuita nei momenti di emergenza insieme con la Protezione Civile.

Secondo me è il senso di appartenenza che fa grande il Rotary, nessuno si deve sentire solo, e quello che per una persona sola sarebbe insormontabile da realizzare, è possibilissimo tutti insieme.

Un esempio ce lo dà proprio Barry Rassin, il nostro Governatore Internazionale: nella sua lettera di gennaio racconta che, tornando dagli USA alle Bahamas, sua terra di origine, non ne avrebbe mai potuto da solo riformare le strutture sanitarie, ma lo ha potuto realizzare grazie al partenariato con un gruppo di medici di quello che sarebbe poi diventato in seguito il Doctor Hospital e con la collaborazione del personale che ha lavorato con impegno e dedizione all’ospedale nel corso degli anni. Il suo obiettivo personale era diventato un obiettivo condiviso e solo allora era diventato una realtà.

Ogni Rotariano – diceva Paul Harris – rappresenta un anello di congiunzione tra l’idealismo del Rotary e il suo mestiere o la sua professione”. Era vero allora e dovrebbe esserlo anche oggi. Noi Rotariani passiamo solo un’ora o due alle riunioni dei nostri club, mentre passiamo la maggior parte della giornata al lavoro; grazie al Rotary, anche queste ore lavorative diventano un’occasione per servire le nostre comunità – un’occasione per essere di ispirazione ai nostri colleghi, ai nostri collaboratori e alle comunità a favore delle quali ci attiviamo.

Questo mese entreranno a far parte del nostro Club due nuovi Soci, prepariamoci ad accoglierli nel migliore dei modi e a farli sentire a “casa”! Vi saluto con amicizia, e vi auguro Buon Rotary!

Marilena

 

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Programma di Gennaio 2019

by Presidente on

GENNAIO

 

Giovedì 3 gennaio

Attività sospesa

 

Giovedì 10 gennaio

ore 19 NH Hotel

Caminetto aperto a familiari e ospiti

Incontriamo il Prof. Andrea Bilotti, Presidente di

Fondazione Futura, che ci aggiornerà sul service che

il Club sta realizzando nell’ambito del “Dopo di Noi”

 

Giovedì 17 Gennaio

ore 17.45 S.Maria della Scala

Conviviale senza campana

Visita guidata alla mostra “Graffi profondi dell’anima”, dove sono visibili oggetti provenienti dall’ex-manicomio di Volterra e spezzoni del muro sul quale il paziente Fernando Nannetti ha inciso la sua storia, narrata dalla Dr.ssa Alessandra Cotoloni nel libro “Diario di Pietra”.

Seguirà apericena a buffet nei locali del complesso museale

 

Giovedì 24 Gennaio

ore 20 NH Hotel

Conviviale

La serata, che vedrà l’ingresso dei nuovi Soci, sarà un importante momento di formazione e riflessione sui temi legati all’Effettivo del Club ed al suo mantenimento. Relatore il Governatore Giampaolo Ladu

 

Giovedì 31 Gennaio

Attività sospesa